sabato 10 ottobre 2009

L’Atelier

Laboratorio di espressione grafico-pittorica: Arte al servizio della persona

Questo spazio educativo va concepito come uno spazio creativo rispondente il più possibile alle esigenze dell’ utente. L’obiettivo principale non è quello di sviluppare l’apprendimento delle tecniche artistiche basilari, ma la tecnica diventa un mezzo per tradurre quanto nasce dall’immaginazione, dall’osservazione, dalle esperienze vissute.

Tecnica, quindi, che non ha valore in se stessa, è sostanzialmente un mezzo di comunicazione, che utilizza varietà di mezzi e strumenti a disposizione.

La teoria (ce ne vuole tanta!) deve far parte del bagaglio culturale dell’operatore, ma in questo contesto, deve passare solo attraverso appropriati suggerimenti operativi.

Il metodo di apprendimento utilizzato, è quello di sperimentare un possibile percorso, dove il contenuto risulta essere non il punto di partenza: ”Disegna un prato fiorito”, ma quello di arrivo: “Ho disegnato un prato fiorito”.

In ciò sta la ricchezza dell’atto creativo!

La creatività non è in antitesi con l’intelligenza, ma è il risultato di un complesso processo alla cui attivazione concorrono numerosi fattori, cognitivi ed emozionali.

Mi piacerebbe conoscere la tua opinione in merito alla creatività.

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6 commenti:

  1. Trovo interessante questa riflessione sulla creativita'...
    in effetti chi crea un "prodotto" sulla base di una "traccia" (Disegna un prato fiorito) necessita poi l'approvazione altrui (dei parenti, amici, colleghi, datori di lavoro, committenti, ...) chi invece produce alcunche' sulla base di un proprio progetto/intenzione (Ho disegnato un prato fiorito) ottiene poi piena soddisfazione dal risultato stesso del suo progetto creativo, prescindendo dall'approvazione altrui... costui sara' un individuo emozionalmente indipendente e sicuro...
    ... in tutto questo fondamentale e' l'infrastruttura emozionale e cognitiva venuta a crearsi nell'infanzia e nell'adolescenza e poi consolidatasi nella prima giovinezza
    (GD)

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  2. Ciao Gianni,
    da un lato condivido ciò che dici nel senso...è vero che lo "sfogo artistico autonomo" permette una piena soddisfazione piuttosto che quello derivante dal rispondere ad una traccia...
    se però il discorso si sposta sulla creatività i miei studi psicologici mi insegnano che le forme creative (tra cui anche l'arte) hanno bisogno di un consenso sociale per essere defnite tali...
    Mi spiego meglio, magari citando proprio una definizione di creatività
    la creatività è il risultato di un processo personale che conduce alla realizzazione di idee, prodotti o strutture giudicabili come nuove, originali ed innovative da parte di un comune consenso espresso da una comunità di esperti ed un più vasto pubblico"(CANESTRARI, GODINO - 2007-P-187).
    che ne pensate di questa definizione?
    io la condivido e mi piace nel senso che implica che fare qualcosa di creativo, di artistico nello specifico, implica comunque un confronto con la realtà alla quale ci si rivela e che allo stesso tempo a noi si rivela.
    lavorando con i bambini ho visto ciò ed è stato bellissimo!!!

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  3. sai che cerco una spiegazione a questo: ma che ci importa dell'arte, cos'è quell'effimerezza che ci prende nell'osservarla? quanto dura? è qualcosa o un niente un altro modo di perdere tempo guardando cose inutili che cinque minuti dopo non ricorderemo neanche più?
    In attesa di fornire qualche cognitiva delucidazione lascio agire l'istintiva conoscenza: il bello, nell'arte, è il fare. Se fai l'arte forse qualcosa in te cambia, e non solo per quei dieci minuti in cui l'osservi alla mostra, ma per un bel pezzo di vita. E allora, in quel guardare alle mostre, c'è il succo dell'anticipazione dell'atto: vedersi dipingere, artisticizzarci, agire attraverso l'arte e provare. Questa è l'arte: un suggerimento a fare.
    E ora, mi te saludi cara
    :)

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  4. @ paopasc
    Dare forma e colore ai propri pensieri, attraverso i vari linguaggi dell'arte, è certamente una meravigliosa opportunità per tutti!

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  5. Molto interessante l'idea di concepire lo spazio educativo come spazio creativo

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  6. è vero, Luisa. Questa idea nasce dal fatto che l’arte è una attività propria dell’essere umano, ce l’abbiamo dentro fin dalla nascita; non ci sono difficoltà oggettive che impediscono di fare arte. Se, quindi, educare significa far uscire dalla persona tutto ciò che buono e bello in questo senso considero l’espressione artistica a 360° il miglior mezzo. In questo percorso, qualsiasi forma artistica che sia un disegno, una pittura, un collage, è una esperienza gioiosa, e prescinde dalle abilità o dalla conoscenza delle tecniche, ma è utile a incoraggiare, a privilegiare la gestualità spontanea e creativa, e a far emergere o riscoprire l’artista nascosto che è in noi.

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