martedì 20 ottobre 2009

Meglio la razionalità o l’emotività? (parte1)

Paul klee, Architecture of the Plain, 1923


È l’eterno dibattito che ha sempre dominato le epoche storiche.

Ad esempio, il pittore e scultore Cubista francese, GEORGES BRAQUE, temendo di essere troppo emotivo, nella realizzazione delle sue opere, amava dire: “Amo la regola che corregge l’emozione”. Invece il suo collega Juan GRIS, timoroso di essere eccessivamente razionale, preferiva dire: ”Amo l’emozione che corregge la regola”

LE CORBUSIER, architetto francese è allo stesso tempo sociologo e urbanista, ha rivoluzionato il nostro modo di abitare con il suo disegno razionale: ”La curva”, diceva, “è arbitraria, pericolosa e inutile… La vita della città moderna è tutta impostata sulla linea retta… La strada a curve è frutto del caso, di un fare puramente istintivo. La strada rettilinea è una risposta a una sollecitazione, è frutto di un preciso intervento, un risultato raggiunto con piena consapevolezza. È una cosa utile è bella.”

OSCAR NIEMEYER, architetto brasiliano Modernista controbatteva: ”Non è l’angolo retto che mi attrae. Nemmeno la linea retta, dura, inflessibile creata dall’uomo. Ciò che mi affascina è la curva libera e sensuale. La curva che incontro nelle montagne, della donna preferita, nelle nuvole del cielo, nelle onde del mare. Di curve è fatto tutto l’universo. L’universo curvo di ALBERT EISTEIN”.

Invece, PAUL KLEE, pittore svizzero Espressionista, affermava: “l’Arte è precisione portata dalle ali dell’intuizione…” Coniugava, quindi, raziocinio ed emozione, fantasia e concretezza.

Quale è la tua opinione?


3 commenti:

  1. è difficile dire se è meglio l'una o l'altra: le vedo entrambe indispensabili per creare un'opera che lasci il segno. L'artista capace è quello che riesce a dosare al punto giusto razionalità ed emotività, che non significa necessariamente fare 50 e 50: a seconda dei suoi scopi o del suo sentire può decidere quanto debba prevalere l'una o l'altra, ma nessuno dovrebbe mai lavorare per ridurne a zero una o l'altra in tutti i suoi lavori.
    A parte che si condannerebbe alla frustrazione eterna, ma credo che opere così prodotte risulterebbero mancanti di qualcosa anche per l'osservatore.

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  2. Bel post quando fai il seguito? così faccio un post per segnalarlo

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  3. La mia opinione è che se usi il linguaggio dell'arte usi comunque l'emozione. Altrimenti dovresti fare arte coi numeri. Sia la linea retta che quella curva le vedo come preferenze interne, dunque motivazioni, dunque emozioni.
    Sarò dannatamente categorico?
    ahahahah
    Complimenti, davvero una bella prima parte di post, vediamo se la seconda è meglio.
    Bye

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