domenica 15 novembre 2009

Musica come Comunicazione (prima parte)


Un effetto psicologico e fisiologico che la musica provoca, è stato ampiamente descritto: la respirazione si calma, il battito cardiaco rallenta, la pressione arteriosa diminuisce. In un dato contesto musicale l'individuo può facilmente raggiungere uno stato di attenzione e rilassamento. La musica ha effetto sulla memoria e può rafforzare le capacita di espressione. Il cervello è un sofisticato sistema di apprendimento; infatti esso dalle vibrazioni esterne elabora i suoni veri e propri; e ciò vale quindi sia per la parola, che pure per un suono, che per la musica prodotta da strumenti musicali.
Dato che le vibrazioni esterne passano attraverso il corpo, anche il cervello delle persone non udenti riesce a percepire la musica, così come il bambino, ancora nella pancia materna, inizia ad apprendere come produrre dalle vibrazioni esterne la sensazione interiore del suono e riconoscerne il timbro il tono e la frequenza. È pertanto comprensibile che l'esercizio musicale sviluppi aree di integrazione specifiche del cervello; quella relativa a “udire per interpretare” e cioè a distinguere i suoni come fenomeno cognitivo, l'altra relativa al “sentire percettivo” che si colloca soprattutto nella attivazione delle funzioni emotive.
Una varietà di studi recenti che si sono focalizzati sulla neurologia della musica, del rumore, della parola nonché sulle soglie dell'udito, hanno avuto un recente sviluppo e traendo conoscenza da essi è importante rammentare che le note e le scale musicali (ritmiche) vengono mediati primariamente dall'emisfero sinistro (area di Wernike) e le melodie (ad andamento armonico ) vengono elaborate dall'emisfero destro del cervello.
Certamente per attuare strategie capaci di “ascoltare” la musica, con un coinvolgimento globale del nostro sistema nervoso cognitivo e delle funzioni emotive a questo connesse è necessario fare attenzione ai risultati che ogni individuo può ottenere da differenti metodologie di apprendimento.
Sicuramente ognuno di noi potrà provare come aumenti la aggressività e quindi la forza durante l'ascolto della “Cavalleria Rusticana”, rispetto a quando si ascolta una “ninna nanna”.
...continua

2 commenti:

  1. Vedi Carla che è molto interessante questa tua notazione sulle specificità emisferiche nella gestione delle caratteristiche musicali, quasi scindendo le competenze alla comprensione.
    Diciamo che in linea generale,sono presenti due componenti fondamentali, una legata a un indirizzo 'disperso'e di novità, il cui interprete è l'emisfero destro, e un'altra legata a aspetti 'tecnici'e strutturali, di competenza dell'emisfero sinistro.
    Mi piacerebbe fare qualche esperimento nel separare queste due caratteristiche (per quanto è possibile) per verificare se il risultato ottenuto è soffisfacente dal punto di vista artistico.
    Ottima rentree!
    :)

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  2. ciao Carla
    mi son piaciuti i tuoi commenti da me
    :)

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