domenica 22 novembre 2009

Musica come Comunicazione (seconda parte)




“...tutto è suono, null’altro che suono. Sono suoni gli astri, i loro pianeti e il loro contenuto. Gli elementi appartengono al suono come pure ciò che formano, dai corpi più semplici a quelli più complessi: il mondo vegetale e il regno animale. L’essere umano è suono, anche se non lo sa o lo ha dimenticato”. Alfred Tomatis

Fin dal primo momento, l’embrione comincia a essere immerso in un universo sonoro che lo accompagna durante i nove mesi di gestazione. Comincia così un “massaggio sonoro”che lo aiuterà a crescere. Il primo tentativo di ‘udito’ che compie l’embrione a poche settimane di vita altro non è che una “carezza vibratoria”.

Nel corpo della madre, si propagano tante sonorità da creare un vero e proprio concerto ritmico, avvolgente e vitale. Innanzitutto il battito cardiaco che “culla” l’embrione con la sua presenza costante e rassicurante; poi il flusso sanguigno, il suono della respirazione e dei movimenti diaframmatici, i borborigmi intestinali, il rumore delle articolazioni e lo svuotamento dello stomaco sono tutte fonti sonore che costituiscono una stimolazione per il feto.

Al sesto mese di gestazione il feto è realmente in grado di udire i suoni, ma non tutte le frequenze giungono al suo orecchio. Il liquido amniotico agisce da filtro che trasmette solamente determinate frequenze provenienti dall’esterno. Tra i suoni udibili dal feto vi sono quelli molto gravi e alcuni suoni acuti. I suoni troppo forti non sono graditi dal bambino in utero. Ci sono testimonianze di madri che si sono dovute allontanare da fonti sonore troppo forti, obbligate dalle scalcianti proteste del loro bimbo.

Nell’ultimo trimestre di gestazione, egli percepisce chiaramente i suoni, come il suono della voce materna. E’ in questo periodo che l’orecchio del bambino mette in funzione processi cognitivi di riconoscimento e di memorizzazione.
Un fatto è certo: che egli, una volta venuto alla luce, sa riconoscere perfettamente le musiche ascoltate frequentemente durante la gestazione, e spesso reagisce rilassandosi e tranquillizzandosi al loro ascolto, come se lo riportassero verso il mondo accogliente e protettivo del ventre materno.

Ognuno di questi suoni, è per il bambino, portatore del messaggio della presenza della madre, presenza carica di risonanze emotive ed affettive.

7 commenti:

  1. Che bel post che hai fatto Carla. Veramente brava. Questo concerto ritmico, che l'umano sentiva anche quando non ancora possedeva un linguaggio, può essere stato il mugolìo comunicativo ancestrale, l'espressione atavica delle relazioni tra suoni umani e emozioni provate?

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  2. grazie paopasc per questa tua interessante riflessione. E' uno spunto per un ulteriore approfondimento.
    Sicuramente si instaura una vera e propria consonanza, in cui il suono è "l'oggetto intermediario" che permette e facilita la relazione, il dialogo e l'empatia.

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  3. La musicalità delle funzioni fisiologiche materne (e fetali) in utero non l'avevo mai considerata. Mi era sempre concentrata più su suoni costanti e ritmici come il battito cardiaco e il respiro che su quelli imprevisti come il brontolio della mamma affamata :)
    Però quando ci si trova nell'acqua da adulti viene quasi spontaneo immergere la testa alla ricerca di un rilassamento profondo come se la percezione del silenzio ovattato interrotto da suoni ritmici ma soprattutto imprevisti fosse per noi familiare e molto molto piacevole.
    In effetti che si occupa di psicologia della subacquea riconosce all'uomo una ricerca costante del rapporto con l'acqua proprio come tentativo mai superato di ritornare nella condizione che avevamo nel grembo materno che è rappresentazione in piccolo del percorso evolutivo che ha portato i primi esseri viventi ad uscire dall'acqua per poi diventare rettili, uccelli, mammiferi, ecc.

    Comunque sui significati del silenzio nella subacquea avevo scritto un articolo tempo fa: http://www.psychomedia.it/pm/grpind/sport/zerbinatti.htm

    Ne avevo scritto anche un altro sulla psicologia della subacquea per Mente e cervello ma non si può leggere integralmente online http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Psiche_sott_acqua/1318470

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  4. Ciao Emanuela,in effetti mi è piaciuto evidenziare come i suoni materni riempiono l'universo vitale del feto.Grazie per le tue segnalazioni, ho letto con interesse i tuoi articoli,questo ramo sulla psicologia della subacquea non l'avevo mai considerato.

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