domenica 30 gennaio 2011

L’attività musicale

Giacomo Balla, Le Mani del Violinista, 1912

Come i pittori si servono del colore per comunicare agli altri le proprie emozioni e idee, gli scrittori della parola, così i compositori e i musicisti si servono del suono.

Nell'ascoltatore la musica può arricchire profondamente la sua esperienza e migliorare di fatto la sua condizione esistenziale in relazione ai bisogni e alle richieste del momento: può rilassare, divertire, attivare le energie fisiche e mentali, favorire il contatto con le parti più profonde di se stesso. Il significato che la musica come linguaggio può esprimere è un significato simbolico, la cui funzione è quella di rappresentare e veicolare i nostri sentimenti e quindi la nostra vita emotiva, dalle mille suggestioni dalle infinite sensazioni. In questa avventura parlano i suoni, il gioco delle melodie, delle armonie, e dei ritmi.

La musica, dunque, può sollecitare l’immaginario e provocare risposte creative. Ascoltare in prima persona, non è così distante dall'attività di produzione musicale. L’individuo, infatti, non è semplice destinatario di suoni, al contrario, è a pieno titolo creatore in quanto fa rivivere dentro di sé il brano musicale, reinterpretandolo secondo la sua cultura e la sua sensibilità.

Robert Zatorre, neurologo canadese, studiando le reazioni del corpo provocate dall'ascolto musicale emozionante, ha identificato e tradotto in parametri fisiologici le reazioni di alcune aree celebrali, in particolare della corteccia frontale e dell’amigdala, reazioni simili a quelle provocate da altre esperienze piacevoli, come il cibo o l’attività sessuale. Per questo in questi ultimi anni c’è un eccezionale sviluppo degli studi sulla relazione fra musica e cervello, e oggi sappiamo che la musica, proprio per la sua complessità, può aiutare a capire meglio alcune funzioni celebrali.

Il linguaggio dell’arte è inafferrabile, ognuno ne coglie un lato diverso. La cosa sorprendente è che non pretende di dire una parola definitiva, né di esaurirne il ritratto: deve essere rivissuto e completato da noi. Vi lascio, dunque, con l’ascolto di un brano musicale, è un pezzo che amo molto. Se l’ascolto è gradito, ognuno si relazionerà rispetto a questa raffigurazione.

Inori (Live) - Pat Metheny - Tokyo Day Trip (Live)

10 commenti:

  1. Conosco i lavori di Zatorre, molto validi. Ma perchè, Carla, la musica e non la parola, per esempio, sanno smuovere così l'anima? O meglio, perchè la domanda è mal posta: perchè la musica sa quasi sempre smuovere, mentre la parola solo a volte? Perchè quando vorremmo non riesce e quando invece non vorremmo riesce? Considera però questo: è pur vero che la musica è in grado di indurre profonde emozioni ma mai come un'unica parola, creduta e desiderata. Quell'unica parola è capace di cambiare il mondo. La musica è un linguaggio che, statisticamente parlando, ti accontenta sempre, nel senso che induce una modifica affettiva, però fino a un certo grado. La parola invece, molto raramente è in grado di indurre una modifica affettiva, ma l'escursione che raggiunge è superiore a quella di qualunque musica. Questo è ciò che penso.
    Eccezionale questa musica di Metheny...

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  2. ...Ludwig Wittgenstein, filosofo austriaco nato a Vienna nel 1889 allievo di Bertrand Russell, in una sua nota opera, Tractatus Logico-Philosophicus del 1922 asserisce: “Su tutto ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere”.
    Da un punto di vista logico-filosofico, sicuramente aveva ragione, tuttavia, nella sostanza credo sbagliasse, perchè penso che è proprio dove finisce la parola, che inizia la musica, ovvero, parafrasando, tutto ciò di cui non si può parlare, lo si esprimere in Arte: la musica è molto valida in tal senso.
    Paopasc ha ragione, la parola ha un'escursione estremamente potente e, io penso,la musica è la "cornice" che valorizza e amplifica il messaggio e, talvolta, è il messaggio stesso...
    bel pezzo Carla, da approfondire

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  3. In effetti c'è da capire perchè quasi sempre l'arte in genere e la musica soprattutto riescano a evocare delle emozioni, anche forti se vogliamo, ma quello che riescono a evocare certe parole, che so, complimenti, offese, apprezzamenti...insomma il portato del significato della parola è più ampio e può andare più in profondità di qualunque musica, anche se accade poco sovente. E' il risvolto della tua citazione wittensteiniana: su tutto ciò di cui si può parlare, lo si può/deve fare.
    Appunto: la musica è una cornice. Cioè è anche un quadro, ma più spesso è cornice. Per esempio: qualcuno ti comunica che hai vinto un grammy...(o equipollente, come si dice)

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  4. Sono d’accordo con entrambi perché trovo che siano affascinanti sia la musica, l’arte e la parola nella loro diversità. Ognuno di questi modi di usare la parola possiede un proprio linguaggio caratteristico, che rispecchia la propria esperienza personale , il modo di pensare e di relazionarsi con l’ambiente che lo circonda.
    Ciao ragazzi, alla prossima!

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  5. La consapevolezza che la musica è il miglior strumento per comunicare un concetto semplice
    e di grande valore.

    saluti,
    Gianfranco

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  6. Grazie Gianfranco, davvero la musica è un linguaggio speciale.
    Ciao

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  7. Ilaria Morisco13 marzo 2011 11:37

    Hai proprio ragione Carla, attraverso la musica tra l'altro si viene a creare una connessione tra il significato che il compositore vuole dare attraverso le note e il significato che l'ascoltatore recepisce e interpreta attraverso la sua sensibilità ed emotività.

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  8. Certamente Ilaria, l’interpretazione musicale può avvenire attraverso varie forme di espressione: la danza, il canto, la creazione artistica. Senza alcun dubbio la musica è un efficace strumento di esperienze figurative e motorie.

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  9. "La musica, dunque, può sollecitare l’immaginario e provocare risposte creative. Ascoltare in prima persona, non è così distante dall’attività di produzione musicale. L’individuo, infatti, non è semplice destinatario di suoni, al contrario, è a pieno titolo creatore in quanto fa rivivere dentro di sé il brano musicale, reinterpretandolo secondo la sua cultura e la sua sensibilità".

    L'ho sperimentato di persona: per me rappresenta il miglior mezzo artistico per rilassarmi ed emozionarmi.

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    1. Ciao Anna, sono contenta per questo riscontro.

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