Una pittura astratta definita anche con l’espressione arte non figurativa, è un gioco armonico di forme e colori disposti secondo la sensibilità del pittore che non ha nessun rapporto con la realtà percepita. L’arte astratta nasce da una progressiva trasformazione del dato reale, avviata già dall’Impressionismo e dal Postimpressionismo.
Si alimenta delle ricerche espressioniste, iniziate da Cézanne che rafforzò i suoi dipinti con forme geometriche essenziali, le quali a loro volta ispirarono i Cubisti.
Paul Cezanne
L'arte cubista influì su un gruppo di artisti tedeschi, il più importante fra loro fu Vasili Kandinskij, di origine russa.
L’origine della pittura astratta, è fissata al 1910, data del Primo acquerello astratto di Kandinskij. Questo acquerello apre il ciclo storico dell’arte non figurativa, e lo condurrà gradatamente alla pittura astratta, sviluppando un nuovo linguaggio sulla forma e il colore, astratto come quello musicale.
Vasilij Kandinskij
Kandinskij sembra rifarsi al primo stadio del grafismo infantile, alla fase che gli psicologi chiamano degli scarabocchi; evidentemente è attratto dalle qualità di immediatezza e di spontaneità dell’arte infantile: “Il bambino", scrive, guarda ogni cosa con occhio non assuefatto, e ha ancora integra la facoltà di percepire la cosa come tale. Nel disegno infatti il bambino traduce la sua esperienza del mondo: deforma le proporzioni, abolisce la prospettiva, cancella cioè l’esteriorità delle cose, per effetto del minor grado di consapevolezza della realtà che egli ha rispetto all’adulto”, così da poter rappresentare l’impressione o quello che Kandinskij chiama il suono interiore che la realtà ha suscitato in lui. Poiché le sensazioni nascono nell’intimo dell’uomo, la pittura espressionista cerca la restituzione di tali sensazioni in modo diretto, e mira all’essenzialità e alla intensità del gesto, al di là delle convenzioni accademiche.
Kandinskij - Primo Acquerello Astratto
Uno dei tratti comuni degli espressionisti astratti è l’iniziale entusiasmo per il Surrealismo. A grandi linee il movimento surrealista doveva essere l’espressione spontanea, immediata, praticamente automatica dell’impulso creatore. Ha conosciuto parecchie fasi, difficili da definire a causa della molteplicità degli artisti come Dalì, Klee, Mirò, Magritte, Man Ray, Max Ernest, Roberto Matta e tanti altri ancora, dirottandone l’aspirazione verso un segno decisamente individuale. Grosso modo si può dire che i pittori surrealisti influenzati dalle teorie freudiane si preoccupavano di afferrare elementi dall’inconscio e di esprimerli in termini pittorici. Ciò consentiva di lasciare la propria mente libera di viaggiare in piena libertà e trarre l’ispirazione per la realizzazione di un’opera d’arte.
Paul Klee
L’etichetta Espressionismo astratto si diffonde negli anni cinquanta e diviene emblema dell’arte americana. Si rivela come manifestazione di un modo di sentire di una nuova generazione accomunata soprattutto dal rifiuto delle strutture politiche e sociali dominanti dell’epoca. L'espressionismo americano nella sua varietà di contributi, segna un cambiamento nell’iconografia astratta: annulla la relazione tra figura sfondo, da qualsiasi costrizione geometrica.
Non più forme regolari, ma macchie, segni, sbavature, e pennellate libere, basate su valori tonali puri e contrastanti, indice della individualità dell’artista, e come sottolinea il critico d’arte Rosenberg, del “suo punto di vista emozionale”.
Jackson Pollock
Ciò da cui ora gli artisti dichiarano di attingere, sono i sentimenti, le emozioni, l’inconscio. Riportati dal profondo sulla superficie della tela danno “forma”: oltre che dal Surrealismo, traggono spunto, dalla teoria di Jung e dalla possibilità per l'artista di liberare le componenti più universali della natura umana, attraverso la propria energia motoria.
Sono, infatti, definiti da Rosenberg, “pittori d’azione”: considerano la “tela come un’arena in cui agire” e la trasformano in un “evento”. Cercano di esprimere l'energia e la vitalità della vita e della natura in tutte le sue sfacettature, attraverso una nuova modalità: sono favorevoli al grande formato, che non limita il loro raggio d’azione, e parteggiano per le forme piatte, che annullano la profondità secondo la lezione del Cubismo Analitico, portato avanti da Picasso e Georges Braque, in cui la continuità fra l'oggetto e lo spazio divenne assoluta.
Negli Stati Uniti Rosenberg ha chiamato Action Painting questa pittura gestuale. L’espressione indica un tipo di pittura il cui carattere distintivo è l’azione fisica dell’artista, l’atto, svincolato da qualsiasi progettualità. Tra i principali protagonisti di questa tendenza, ricordiamo: Jackson Pollock. Le sue opere furono create spruzzando o lasciando “sgocciolare” i colori preferiti direttamente dal barattolo su un pannello o su delle tele lunghe stese a terra o sul pavimento con una tecnica particolare chiamata Dripping, creando così degli effetti cromatici che richiamavano alla mente forme astratte della natura. Le tele successivamente venivano tagliate per formare quadri diversi.
Jackson Pollock
Ecco come descrive l'atto:“Mi piace lavorare su una tela grande con la tela stesa sul pavimento mi sento più vicino al quadro, più parte del quadro. In questo modo posso camminarci attorno, aggredirlo da tutti i quattro lati ed essere dentro il quadro, come gli indiani dell’Ovest che lavorano sulla sabbia. A volte utilizzo un pennello, ma più spesso preferisco utilizzare una stecca. Talvolta verso il colore direttamente dal contenitore. Mi piace utilizzare una pittura fluida che lascio sgocciolare. Voglio esprimere i miei sentimenti più che illustrarli. La tecnica è solo un mezzo per riuscirci. Non ho paura dei cambiamenti di distruggere l’immagine, perché so che un quadro vive di vita propria, e io non cerco che di farla venire fuori".
Pollock- Studio (particolare, pavimento)
Grossi e densi strati di vernice stesi quasi inconsciamente dalla mano e dal braccio dell’artista, che egli esegue in una sorta di balletto onirico attorno alla tela, in funzione della spontaneità creativa del pittore. In questa gestualità totalmente libera, la tela risulta allora improntata dalla lievità così come dall’energia di quei gesti.
Fra i canoni dell’Espressionismo astratto il dripping è percepito come il più significativo, quello più legato all’idea di Action Painting. Questo metodo continua ad atrarre ed influenzare gli artisti che intendono abbandonare le tradizionali tecniche pittoriche, per esprimer le loro emozioni in modo diretto e spontaneo.







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