domenica 13 dicembre 2015

Ritratti nella Pittura tra Vita e Arte: I Paesaggi (interiori) di Edvard Munch, Legami e Corrispondenze

Edvard Munch, Disperazione, 1892, olio su tela

"La mia pittura è in realtà un esame di coscienza e un tentativo di comprendere i miei rapporti con l'esistenza. E' dunque una forma di egoismo, ma spero sempre di riuscire, grazie ad essa ad aiutare gli altri a vedere chiaro". 
Edvard Munch

La sua esperienza di vita, segnata così profondamente nella sua mente, rimane come un filo conduttore che attraversa tutta la sua produzione artistica: in pittura le pennellate di Munch diventano emblema di un passato fortemente segnato.

L'arte di Munch ebbe tuttavia una sua unicità, drammatica e straordinaria al tempo stesso. Da un lato fu uno strumento che aprirà la via all'Espressionismo  – una corrente culturale formatasi in Europa nei primi anni del Novecento, rappresentata in Francia nelle opere dei Fauves ("Le Belve") e in Germania in quelle del gruppo Die Brucke ("Il Ponte") – nata nel 1905, come reazione violenta al naturalismo e all'impressionismo dominanti in quel periodo, e come opposizione ai valori culturali, politici e morali del mondo borghese, accomunate da un uso libero e soggettivo (emozionale) del mezzo artistico attraverso  l'esaperazione della forma e del colore; dall'altro, il suo linguaggio (non solo in ambito pittorico) spesso carico di una violenta e drammatica espressività, segnerà una decisa evoluzione sul teatro e sulla grafica europea rimanendo, fino ai giorni nostri, fra i più grandi incisori del secolo.

Così come, non si devono dimenticare, in Italia, i grandi accenti del Futurismo o le forti personalità, di tanti artisti straordinari come De Chirico, che hanno dato vita alle future generazioni (tra pittori, scultori, incisori, architetti, sperimentalisti) dalla generazione degli anni '30, fino alla generazione degli anni '70/'80, durante i quali hanno preso forma i movimenti che hanno animato la storia dell'arte italiana contemporanea: Secondo Futurismo, Gruppo 7 degli architetti razionalisti, MIAR, Astrattismo Lombardo, Scuola Romana, Movimento Informale Internazionale per una Bauhaus Immaginista, Arte Povera, Arte Concettuale, Concretismo, Poesia Visiva, Arte Programmata, Arte Colta, e di tante altre tendenze divise per Attività, Collettivi e Gruppi, Mail Art, Neon Art, Nuovo Futurismo, Transavaguardia, Anacronismo, Artmedia, Cracking Art, Madì, ecc. (sarebbe interessante indagare su questi movimenti per poter comprendere appieno il loro contesto storico) con tutta l'aggressività e la vitalità stessa di questi movimenti.

Una fase assai variegata e ben definita, che si manifesterà con una radicale trasformazione dei mezzi espressivi, cioè delle tecniche e materiali, e influenzerà sul suo evolversi, non solo le arti figurative, e le varie arti plastiche, ma anche il cinema, la letteratura, la musica, la fotografia e il teatro, verso nuove trame strettamente connesse al rapporto tra arte e condizione umana, caratterizzando significativamente i momenti più salienti, gli entusiasmi, le sfide e le problematiche, della nostra attuale epoca, con sempre più profonda necessità espressiva.

Come scrive Giulio Carlo Argan:"L'arte moderna prima e quella contemporanea poi vogliono liberare dal condizionamento, dal consueto dalla tradizione ereditata". (...)"Negando in blocco tutto il passato e sostituendo alla ricerca metodica un'audace sperimentazione nell'ordine stilistico e tecnico".

Nuove tecniche destinate a dar voce a espressioni artistiche assolutamente rivoluzionarie e innovative con un ritmo talmente incalzante, da non poter offrire un quadro omogeneo. Un vero e proprio laboratorio di nuove indicazioni e sperimentazioni attraverso supporti, materiali, elementi compositivi, tipologie iconografiche, caratteri stilistici, che metterà alla prova il nuovo linguaggio poetico. Demolendo i consueti legami semantici al gioco della parodia e del nonsense, esasperando l'uso della analogia e dell'onomatopea, cercando attraverso la parola il disagio che l'uomo stava vivendo.

Inizia così un processo di creazione tra generi e tecniche inusuali (accostando, ad esempio, materiali diversi o di scarto su un supporto bidimensionale o in assemblaggio tridimensionale); è una delle espressioni più significative delle sperimentazioni delle avanguardie, che supera definitivamente la tradizionale distinzione tra pittura e scultura, puntando più sul gesto dell'artista che sull'opera (scardinando completamente il concetto di opera d'arte stessa) per generare emozioni, sentimenti e concetti del tutto nuovi.

Questa ambiguità tra parola/immagine troverà ampia risonanza nel "Manifesto tecnico della letteratura futurista" (1912) redatto da Tommaso Marinetti, nelle pitture costituite da inserti e collage di Gino Severini e Carlo Carrà, nei "Calligrammi(1918) di Guillaume Apollinaire, e nel gioco audace, provocatorio e sonoro della poesia dadaista di Tristan Tzara, dove il nuovo metodo venne descritto nel "Manifesto sull'amore debole e l'amore amaro" (1920), pubblicato, l'anno successivo, sul n.4 della rivista "La vie de lettres":

"Prendete un giornale. 
Prendete un paio di forbici.
Scegliete nel giornale un articolo che abbia la lunghezza che voi desiderate dare alla vostra poesia.
Ritagliate l'articolo.
Tagliate ancora con cura ogni parola che forma ogni articolo e mettete tutte le parole in un sacchetto.
Agitate dolcemente.
Tirate fuori le parole una dopo l'altra, disponendole nell'ordine con cui l'estrarrete.
Copiatele coscienziosamente.
La poesia vi somiglierà. 
Ed eccovi diventato uno scrittore infinitamente originale e fornito di una sensibilità incantevole, benché, si intende incompresa dalla gente volgare".

Una ambiguità tra parola/immagine/segno che sarà in seguito ampiamente metabolizzata da quasi tutti i movimenti del secondo dopoguerra, dal New Dada alla Pop Art, al Living Theatre, è più che mai sarà al centro dell'esperienza estetica contemporanea: Happenings, Performance, Body Art.   

I Manifesti del Futurismo dall'archivio di Alberto Lumbroso 
 Filippo Tommaso Marinetti, L'immaginazione senza fili, parole in libertà, 11 Maggio, 1913


 L'opera grafica di Edvard Munch

Tutto ciò sullo sfondo di un Novecento in pieno fermento culturale, tanto più sconvolgente: ben pochi dei grandi esponenti di questo movimento europeo sopravvissero a questa rivoluzione (comprendendola) e combatterono su questa linea. Munch vi portò il suo clima, con quell'espressione propria e inconfondibile dei popoli scandinavi tra figura e paesaggio, di chi osa guardare profondamente se stesso.
Ed ecco che, l'esperienza esistenziale e il percorso estetico di Munch, diventerà una modalità per rappresentare la realtà sensibile dell'artista (l'uomo, il suo rapporto con se stesso, con la propria interiorità e l'esterno); una sorta di specchio della fragilità e della debolezza della natura umana, con cui confrontarsi.

E dunque una nuova sensibilità estetica da adottare, alla ricerca di un proprio carattere, capace di quella immediatezza espressiva tipica di questo linguaggio, dove l'arte appare come unico rimedio, per quanto possibile, per sentirsi vivi; è ancora oggi una delle principali eredità lasciate dalle avanguardie storiche, nell'operare artistico. Assumendo, ruoli, significati e valenze diverse a seconda del campo di applicazione 
Qui, e Qui, altri esempi applicativi del valore dell'arte come terapia, risalendo alle sue origini, in una delle pagine più terribili della storia  dell'umanità (vedi anche Qui).

Diceva, Viktor Lowenfeld: "L'arte è un processo umano fondamentale. Ogni società dalla più primitiva, alla più sofisticata, si è espressa tramite l'arte ed ogni individuo può dare ai propri pensieri e alle proprie emozioni una forma artistica".  

Per la capacità meravigliosa dell'arte di dare forma e contenuto alle emozioni umane, anche le più drammatiche.



(Ultimo aggiornamento 27/01/2018)

4 commenti:

  1. Una ricostruzione molto interessante anche dal punto di vista figurativo. Suggerirò questo contributo negli incontri di art- counseling di gruppo. Complimenti.

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    1. Grazie Raffaele, sarebbe interessante condividere esperienze ed impressioni.

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  2. Complimenti per il bellissimo articolo. Mii ha emozionata e lo condividerò.
    Anna

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