martedì 23 giugno 2015

Tra musica e Pittura: Arte Contemporanea & Jazz

Progetti e collaborazioni - In qualità di organizzatore e curatore di mostre ed eventi culturali in Puglia.

Un progetto culturale tra musica e pittura, nato dall'idea di Giuseppe Deliso, e realizzato in alcuni contesti culturalli: "Music & Images":
"Un progetto al quale mi piace dedicarmi è la possibilità di unire l'arte pittorica a l'arte musicale, in una specie di lettura dell'opera attraverso o, uno standard jazz, da me eseguito, oppure un groove appositamente creato sul quale improvviso. Questa idea si presta ad essere sviluppata anche in contesti live, del tipo house-concert".

Otto Mueller - Coppia di Amanti - 1919 Liebespaar

Lettura musicale dell'opera:
The Man I Love by Ira and George Gershwin
personnel:
giuseppe deliso - guitar
jim mcneely - piano
steve gilmore - bass
bill goodwin - drums

kandinsky and music

Saper ascoltare i colori è forse una delle capacità "più immense" e, in questo Wassily Kandinsky è stato davvero immenso. Kandinsky decide a un certo punto di ri-definire l'arte pittorica indipendentemente dal referente naturalistico, al fine di trovare in se stessa, nei propri mezzi compositivi cioè, nuove possibilità di forme ed espressioni, ovvero, creare opere attraverso l'utilizzazione esclusiva di mezzi pittorici, senza ricorrere alla rappresentazione dell'oggetto.

Per realizzare ciò Kandinsky si ispira alla musica, alla organizzazione interna del linguaggio musicale e, inizia così un percorso di studio intenso fatto di incontri determinanti: la musica di Wagner in un'esecuzione del Lohengrin nel 1895; le opere di Arnold Schönberg, di cui ascolta a Monaco nel 1911, il Quartetto per archi op. 10 (1907-1908) e i Klavierstüke op. 11 (1909); le ricerche di Aleksandr Skrjabin in materia di "sensazioni coloristiche musicali". Percorso di studio che culminerà con la pubblicazione del trattato "Dello Spirituale nell'Arte": un'opera immensa.

in questo video che ho realizzato, ho raccolto alcune composizioni e improvvisazioni di Wassily Kandinsky e, musicalmente ho utilizzato una tipica progressione del modo Lidio, Ab come centro tonale, sulla quale ho improvvisato con una particolare attenzione all'intervallo di #11.

Musicalità del colore: Robert Delaunay

La musicalità del lavoro di Delaunay risiede nello studio del colore. Robert Delaunay era affascinato da come l'interazione dei colori producesse una sensazione di movimento e profondità senza alcun riferimento al mondo naturale.
Così, a un certo punto del suo percorso artistico prende le distanze dal cubismo nei suoi aspetti formali e, realizza dei dipinti che puntano all'espressività dei colori puri, dando una percezione ritmica e di movimento: una musicalità  del dipinto. Rispetto alla geometria cubista, riesce a trovare un equilibrio tra rigore ed evasione.
Con questo video ho voluto rappresentare parte del lavoro di Robert Delaunay e, musicalmente ho utilizzato un groove in Gm7.

Espressionismo in Jazz - Emil Nolde & Work Song

Music:
"Work Song" by Nat Adderley 1960
giuseppe deliso - guitar
tony nalker - piano
jim roberts - bass
steve fidyk - drums

Paintings:
Nolde, Emil (1867-1956)
- Danza tra le candele 1912
- Mare d'autunno VII 1910
- Danza attorno al vitello d'oro 1910
- Natura morta con maschera III 1911
- Gente eccitata 1913
- Bambini che danzano selvaggiamente 1909


sabato 13 giugno 2015

Ritratti nella Pittura

Sulle note di un pittore

"Dove non c’è creazione, l’arte non esiste. Ma sbaglieremmo se attribuissimo questa capacità creativa a un dono innato. Nel campo dell’arte, il creatore autentico non è solo un essere particolarmente dotato, è un uomo che ha saputo ordinare in vista del loro fine un insieme di attività, delle quali l’opera d’arte è il risultato finale. 

Così, per un artista la creazione comincia dalla visione. Vedere è già di per sé un atto creativo, che esige uno sforzo. Tutto ciò che noi vediamo, nella vita di ogni giorno, subisce in maggiore o minore misura una deformazione dovuta alle abitudini acquisite, e ciò è tanto più percepibile in un’epoca come la nostra, nella quale il cinema, la televisione, la pubblicità, le riviste ci impongono quotidianamente un fiume di immagini precostituite, che sono un po’ nel campo della visione quello che il pregiudizio è nel campo della comprensione.

Lo sforzo necessario per staccarsene esige una sorta di coraggio; questo coraggio è indispensabile per l’artista che è tenuto a vedere tutte le cose come se le guardasse per la prima volta: occorre vedere tutta la vita come se fossimo bambini. La perdita di questa capacità impedisce la possibilità di esprimersi in maniera originale, ossia personale.

Per fare un esempio, penso che nulla sia più difficile per un vero pittore che dipingere una rosa, perché per dipingerla deve dimenticare tutte le rose che ha dipinto prima. A quanti venivano a trovarmi a Vence, domandavo spesso se avevano visto gli acanti, sulla scarpata che costeggia la strada. Non li aveva notati nessuno; tutti avrebbero riconosciuto la foglia di acanto su un capitello corinzio, ma nella realtà il ricordo del capitello impediva di riconoscere la pianta. Vedere ogni cosa nella sua verità è un primo passo verso la creazione, e presuppone uno sforzo continuo. Creare è esprimere quello che abbiamo dentro di noi. Qualsiasi sforzo di creazione è interiore. Inoltre bisogna nutrire il nostro sentimento e questo avviene con l’aiuto di elementi che troviamo all’ esterno.

L’opera d’arte è il compimento di un lungo processo di elaborazione. L’artista attinge intorno a sé a tutto ciò che è in grado di nutrire la sua visione interiore, direttamente, mentre l’oggetto che disegna deve apparire nella sua composizione, o per analogia. Egli si pone così nella condizione di creare. Si arricchisce interiormente di tutte le forme delle quali si impadronisce, e che ordinerà un giorno secondo un ritmo nuovo.

È nell'espressione di questo ritmo che l’attività dell’artista sarà realmente creatrice; per arrivare a questo, dovrà tendere allo sfoltimento piuttosto che all'accumulo di particolari; per esempio, nel disegno dovrà scegliere, fra tutte le combinazioni possibili, la linea che si rivelerà pienamente espressiva, e come portatrice di vita; dovrà cercare le corrispondenze attraverso le quali i dati della natura siano trasferiti nel campo proprio dell’arte.

Nella cappella di Vence, che rappresenta il compimento delle mie ricerche precedenti, ho tentato di realizzare questo equilibrio di forze; i blu, i verdi, i gialli delle vetrate creano all'interno una luce che non è, propriamente parlando, alcuno dei colori impiegati, ma il prodotto vivo della loro armonia, del rapporto fra essi. Questa luce-colore era destinata a proiettarsi sulla parete bianca bordata di nero che sta di fronte alle vetrate, e sulla quale le linee sono volutamente molto spaziate. Il contrasto mi permette di dare alla luce tutto il suo valore di vita, di farne l’elemento essenziale, quello che colora, riscalda, anima in senso proprio questo ambiente nel quale è importante dare un’impressione di spazio illimitato malgrado le sue piccole dimensioni. In tutta la cappella, non c’è una linea, non un dettaglio, che non concorra a dare questa impressione. 

Allora l'opera apparirà anche feconda, e dotata di questo stesso fremito interiore, di questa stessa bellezza risplendente che possiedono le opere della natura. Occorre un grande amore, capace di ispirare e sostenere questo sforzo continuo verso la verità, questa generosità assoluta e questo profondo spogliamento che implica la genesi di ogni opera d’arte. Ma l’amore non è forse all'origine di tutta la creazione"?  

Henri Matisse da "Bisogna guardare tutta la vita con gli occhi di un bambino", 1954


Henri Matisse, The Heart, 1947


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