domenica 5 gennaio 2014

Serendipità: la parola (augurale) del 2014


Max Ernst, Birth of a Galaxy (1969)

Ci vorrebbe serendipità per cercare una parola che meglio si possa adattare a un nuovo anno, al 2014 appena incominciato: e serendipità è quella che mi pare possa offrire una prospettiva fruttuosa a qualsiasi inizio.
Come molti sanno serendipità non è un augurio di tanta serenità in forma adiposa, per quanto il sereno sembri compreso nel termine. È invece una forma mentis, un atteggiamento di ricerca; è la scoperta di qualcosa di piacevole e utile, ma del tutto imprevisto. 
Serendipità difatti appartiene al lessico usato specialmente in ambito scientifico  mentre si effettuano indagini indirizzate ad altro fine: insomma, è ciò che capitò a Cristoforo Colombo, che intendeva raggiungere le indie circumnavigando il pianeta e invece si trovò a scoprire l'America; ovvero è la scoperta della penicillina da parte di Fleming, causata da un errata disinfezione di un provino, mentre lui cercava altro. 
Il termine, esotico (deriva dall'antica denominazione dello Sri Lanka), fu coniato nel Settecento quel medesimo scrittore inglese, Horace Walpole, che ambientò in Puglia il primo romanzo horror della letteratura universale, Il castello di Otranto.
Allora un 2014 serendipico è quello che ci vuole. Si avverte intorno una ondata globale di riflusso, di fuga, di io, speriamo che me la cavo; siamo assediati dalle promesse di chi intende trovare soluzioni ai mille problemi sociali che ci affliggono, rimedi alle ineguaglianze sempre più evidenti, davanti alle quali sembriamo oramai rassegnati all'inevitabile fallimento di ogni tentativo. E allora la serendipità? Come nella favola del tesoro nel campo, antica quanto Esopo, anche noi - come ai tre figli dell'agricoltore morente - viene consegnata una vigna, in cui dovrebbe essere nascosto un tesoro; i ragazzi della favola zapparono in cerca di scrigni e gioielli, non trovandovi nulla di tutto ciò, ma accorgendosi che in questo modo avevano dissodato a dovere il podere, che diede ottimi frutti. E questo che anche noi ci auguriamo per il 2014. Insomma: chi cerca trova, ma non quello che ci si attendeva, e tuttavia qualcosa di altrettanto significativo. Dissodare l'utopia spesso può offrire risultati inaspettati, anche se diversi. Serendipità è per coloro che sanno che il fine non è quello di arrivare a una meta, ma quello di cercare la meta. 

Di Giacomo Annibaldis 
(Tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 2/01/2014)

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