domenica 19 maggio 2013

Borderline - Artisti tra normalità e follia

J. Dubuffet, Les coordonnées, 1978.

Vi segnalo una mostra molto interessante presso il Museo d'Arte della città di Ravenna. La collezione meravigliosamente diversificata, mette a  confronto opere di artisti famosi e autori anonimi con una sorprendente molteplicità di produzioni. Queste opere che in ambito internazionale sono state storicizzate con il termine di Art Brut, oggi rientrano in una nuova denominazione più ampia e diversificata: Outsider ArtMolti ignorano il ruolo che l’Art Brut ha giocato nei confronti dell’Arte del Novecento, ovvero delle avanguardie storiche. La critica se ne è occupata poco e solo ora inizia a studiarne i processi creativi che accomunano due realtà considerate solitamente lontane fra loro.
L'etichetta Art Brut è stata introdotta nel 1948 dal pittore Jean Dubuffet per designare la sua collezione di opere realizzate dai malati mentali e di arte tribale, popolare e Naif.
L'accostamento di Dubuffet all'arte psicotica risale alla visita, negli anni quaranta, della collezione di Charles Ladame, psichiatra di Ginevra e, ancor prima, alla lettura del testo di Hans Prinzhorn, tra i primi a riconoscere un valore artistico nell' "arte dei folli" e a metterla in parallelo coi disegni infantili e gli oggetti dei primitivi. È sull'opera di questo psichiatra che artisti astrattisti come Paul Klee, Kandinskij, surrealisti come André Breton, convergono la loro attenzione. Il ricorso al primitivo avvia l'uso della deformazione (proporzione, prospettiva, colore) e aspira alla dissoluzione tra arte colta e popolare.
L'impulso creativo svincolato da qualsiasi principio estetico è il principio da cui deriva la concezione pittorica di Dubuffet e su cui costruisce le sue "posizioni anticulturali". "Lo spazio mentale", scrive nel 1945, "non assomiglia allo spazio percepito tridimensionale e non ha bisogno di nozioni come sopra o sotto". Da qui la necessità di lasciar esprimere la parte più genuina di se stessi, quella rinviante alla sfera della creatività. Le sue produzioni sono figure elementari simili al processo creativo del bambini, alla loro semplice e libera grafia, o a ciò che Kandinshij chiama il suono interiore, carattere che un'espressione di tipo accademico non ha.


La Mostra

"Il MAR Museo d'Arte della Città di Ravenna prosegue la sua indagine su temi di grande interesse ancora da approfondire con l'ambizioso progetto espositivo dal titolo Borderline, Artisti tra normalità e follia. Da Bosch a Dalì, dall'Art Brut a Basquiat. in programma dal 17 febbraio al 16 giugno 2013, realizzato grazie al prezioso sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna.

L'obiettivo della mostra è di superare i confini che fino ad oggi hanno racchiuso l'Art Brut e l' "arte dei folli" in un recinto, isolandone gli esponenti da quelli che la critica (e il mercato) ha eletto artisti "ufficiali". Già nella cultura europea del XX secolo diversi protagonisti delle avanguardie e psichiatri innovatori guardarono in luce nuova le esperienze artistiche nate nei luoghi di cura per malati mentali. Le ricerche di quegli anni avevano avviato una revisione radicale di termini quali "arte dei folli" e "arte psicopatologica", prendendo in esame queste produzioni sia come sorgenti stesse della creatività quanto come una modalità propria di essere nel mondo, da comprendere al di là del linguaggio formale.

Ricordiamo in sintesi alcune significative tappe storiche: già nel 1912 Paul Klee, in occasione della prima mostra del movimento artistico del Blaue Reiter alla Galleria Thannhauser di Monaco aveva individuato nelle culture primitive, nei disegni infantili e in quelli dei malati mentali le fonti dell'attività creativa. Nel 1922 lo psichiatra tedesco Hans Prinzhorn pubblicò un testo dal titolo "Bildnerei der Geisteskranken ("L'attività plastica dei malati di mente") che segnerà la fine dello sguardo positivista sulle produzioni artistiche nate negli ospedali psichiatrici. Infine, nel 1945 Jean Dubuffet conia la nozione di Art Brut avviando così una nuova epoca di ricerche in questo campo. 

Oggi il termine Borderline individua una condizione critica della modernità, antropologica prima ancora che clinica e culturale. In questo senso la mostra intende esplorare gli incerti confini dell'esperienza artistica al di là di categorie stabilite nel corso del XX secolo, individuando così un'area della creatività dai confini mobili, dove trovano espressione artisti ufficiali ma anche quegli autori ritenuti "folli", "alienati" o, detto in un linguaggio nato negli anni '70, "outsiders". 
La mostra curata da Claudio Spadoni, direttore scientifico del museo e da Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta, docente presso l'Accademia di Brera, e da Gabriele Mazzotta, con il supporto della Fondazione Mazzotta di Milano sarà inaugurata il prossimo 16 febbraio per proseguire fino al 15 giugno 2013. 

Dopo un'ampia INTRODUZIONE INTROSPETTIVA, con opere di Hieronymus Bosch, Pieter Bruegel, Francisco Goya, Max Klinger e Théodore Géricault, l'esposizione sarà organizzata per sezioni tematiche. 

Nel DISAGIO DELLA REALTA' verranno presentate importanti opere di protagonisti riconosciuti quali Pierre Alechinsky, Karel Appel, Jean Dubuffet, Gaston Chaissac, Madge Gill, Vojislav Jakic, Asger Jorn, Tancredi Parmeggiani, Federico Saracini, Gaston Teuscher, Willy Varlin, August Walla, Wols, Adolf Wölfli, Carlo Zinelli. 

Il DISAGIO DEL CORPO comprenderà una serie di lavori dove è protagonista il corpo, che diviene l'estensione della superficie pittorica e talvolta opera stessa nelle sue più sorprendenti trasformazioni, descritte in toni ludici, poetici, talvolta violenti. In questa sezione troviamo Victor Brauner, Corneille, Jean Dubuffet, Pietro Ghizzardi, Cesare Inzerillo, André Masson, Arnulf Rainer, Eugenio Santoro, Carlo Zinelli; poi protagonisti del Wiener Aktionismus come Hermann Nitsch e Günter Brus; e infine Joaquim Vicens Gironella, Josef Hofer, Dwight Mackintosh, Oswald Tschirtner. 

All'interno dei RITRATTI DELL'ANIMA ampio spazio verrà dedicato ad una sequenza di ritratti e soprattutto autoritratti, una delle forme di autoanalisi inconsapevole più frequente nei pazienti delle case di cura, con opere di Francis Bacon, Enrico Baj, Jean - Michel Basquiat, Pablo Echaurren, Sylvain Fusco, Pietro Ghizzardi, Theodor Gordon, Antonio Ligabue, Bengt Lindstrom, Mattia Moreni, Arnulf Rainer, Gino Sandri, Lorenzo Viani. Due maschere Sepik vengono inserite, quali emblematici manufatti di arte primitiva, provenienti dalle popolazioni indigene del fiume Sepik in Melanesia. Un'intera sala verrà poi dedicata ad Aloïse Corbaz, storica autrice dell'Art Brut.

La mostra proseguirà con una sezione dedicata alla scultura, la TERZA DIMENSIONE DEL MONDO con inediti di Umberto Gervasi, Giuseppe Righi e ancora opere di arte primitiva del Sepik.

Infine, nel SOGNO RIVELA LA NATURA DELLE COSE (titolo che richiama una mostra della Fondazione Mazzotta del 1989), verrà definito l'onirico come fantasma del Borderline con una selezione di dipinti di surrealisti come Salvador Dalì, Max Ernst, André Masson, Victor Brauner, oltre alla presenza di Paul Klee, grande estimatore dell'arte infantile e degli alienati, e dell'autore di Art Brut Scottie Wilson.
La mostra è possibile grazie alla collaborazione di alcuni musei e collezioni pubbliche e private tra cui ricordiamo: Collection de l'Art Brut, Losanna; Museo delle Culture, Lugano; Fondazione Antonio Mazzotta, Milano; Centro di Documentazione di Storia della Psichiatria "San Lazzaro", Reggio Emilia; Archivio Conti, Saronno; Fondazione Culturale Carlo Zinelli, San Giovanni Lupatoto (VR); Casa Museo Pietro Ghizzardi, Boretto (RE); Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue, Parma;" (...) 

Info:




Il video  è dotato di sottotitoli a seconda del Paese di provenienza.




mercoledì 1 maggio 2013

COMUNICHIAMO IL SOCIALE




La "SILENO" è un'associazione di volontariato senza fini di lucro ai sensi della legge italiana N.266 del 11/08/1191, che opera per perseguire fini di solidarietà e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica circa i problemi connessi al disagio sociale ed economico. 
L'associazione si avvale prevalentemente di prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. Le risorse economiche per il conseguimento degli scopi e per sopperire alle spese di funzionamento sono costituite: dalle quote sociali, dai proventi derivanti da attività associative e da ogni altro contributo che soci e non soci, Enti pubblici o privati diano per il raggiungimento dei fini preposti. 
L'associazione promuove manifestazioni di carattere socio-ricreativo-culturale, come teatro per bambini, laboratori di pittura, concerti, intrattenimento per anziani, presentazioni di libri ed offre servizi fiscali e di patronato o quanto altro possa essere efficace ai fini del miglioramento della qualità della vita delle persone alle quali sono rivolte tali attività, in prevalenza disabili, minori, giovani, anziani, extracomunitari, carcerati e quanti siano in difficoltà, per incentivare la socializzazione, la reintegrazione e la crescita educativa.

Tipologia dei servizi:

CAF - Centro Assistenza Fiscale

Pensioni - Invalidità Civile 
Infortuni - Trattamenti di Famiglia
Disoccupazioni

Esenzioni - Riduzioni - Rimborsi

Sportello Stranieri

Assistenza Didattico - Ricreativa ai Minori
ARTE come strumento di espressione, comunicazione, confronto, formazione, integrazione e benessere.

Progetto Artistico -Teatrale "Atelier delle Attività Espressive" 
Carla Citarella, Operatore artistico, Progettista 
Serena Landriscina, Operatore Teatrale, Animatore culturale e socio culturale.

Assistenza Sociale
Sportello psicologico di ascolto.


Emanuele Sancipriani
Presidente - Centro Servizi Integrati di Consulenza

Maria Antonietta Sancipriani
Avvocato- Centro Servizi Integrati di Consulenza  

Cristina Cucaro 
Resp.Comunicazione
Associazione Sileno - Csi di Consulenza.



Eventi precedenti - 13 Aprile: "Giornata sulla corretta Alimentazione".
Relatore Prof Giuseppe Rizzi, oncologo presso L'Ospedale Di Venere di Bari.
Scarica il PDF (link)

Eventi attuali - 2 MAGGIO"POMERIGGIO PER BAMBINI".
Un modo di incrementare l'Arte in senso più ampio, attraverso interazioni e collaborazioni. 

"Giovedì 2 maggio alle ore 17:30, presso la sede dell'Associazione Sileno, Via Quintino Sella 207 "Pomeriggio per bambini"! Un'occasione per incontrarsi, ascoltare testi a tema e realizzare un simpatico lavoretto per la festa della mamma! In compagnia delle esperte: Serena Landriscina, Carla Citarella, Cristina Cucaro, Camilla Labriola." 
Info e prenotazioni, entro mercoledì, ai seguenti contatti: 080.9752904, fax 080.9752913, associazionesileno@libero.it.


Fonte: http://teatroanimaazione.blogspot.it/2013/04/2-maggio-pomeriggio-per-bambini-e.html 

venerdì 12 aprile 2013

INCONTRI FRA ARTE MUSICA E CUCINA

Ho già avuto modo di segnalare l'iniziativa su Google+, ma data la finalità di questo evento, merita di essere evidenziata anche in questo spazio.  

L'Arte, il Cibo e la Musica, invadono gli spazi della galleria d'arte BLUorg con un occhio molto attento al linguaggio contemporaneo. 

Questa stretta correlazione simbolica tra suono ed esperienza estetica, per tutto ciò che attiene al buon gusto, diventa parte di un insieme armonico. Non si evoca forse il "sapore" di un timbro, la sonorità fruttata o aspra o vellutata di un certo strumento? Quanto all'arte culinaria, gli stessi gastronomi ricorrono frequentemente alle metafore musicali per descrivere determinati piaceri legati al cibo e al bere. Pratiche come queste restano occasione di aggregazione, di condivisione di un momento di convivialità, veicolano uno scambio di emozioni, e rappresentano molto di più di un semplice momento di carattere sociale. In un momento storico di crisi come questo, esse rappresentano una prova ulteriore del bisogno di un'idea di bellezza e, allo stesso tempo, uno sforzo creativo e una visione d'insieme che lascia trasparire con forza unanime, il desiderio di un mondo vivibile ed ospitale, a difesa della cultura e del mangiar sano.    

Tre sono le sezioni in cui si sviluppa la rassegna.

"L’Associazione Culturale BLUorG di Bari promuove per i mesi di aprile e maggio, > REBIRTH un ciclo di tre incontri fra arte musica e cucina. Nel corso dei tre appuntamenti si avvicenderanno, artisti, danzatori e attori coadiuvati da performance di un ensemble musicale, tutto all’insegna della creatività pugliese, e altresì arricchito da sapori nostrani offerti dall’azienda Perniola.

Gli appuntamenti si terranno presso BLUorG (Bari via M.Celentano 92/94), il 19 aprile e a seguire il 10 e il 24 maggio, tutti alle ore 21.00. 

> Per il primo appuntamento, le opere di Francesco Partipilo dialogheranno con le sonorità del gruppo formato da: Vincenzo Antonicelli (soprano sax) Vito Liturri (piano), Marco Boccia (bass), Marco Carluccio (drums), Giuseppe Deliso (guitar). Il Buffet offerto dalla azienda Perniola prevederà tutti i sapori tipici della puglia e vini autoctoni".


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ciabattine realizzate con farina 100% italiana del salento e i seguenti condimenti (rigorosamente made in italy e con olio extra vergine di oliva):
• pesto rosso del salento 
• patè di olive nere 
• crema di lampascioni 
• melanzane e peperoni julienne 
• patè di carciofi 
• carciofi arrostiti 
• pomodorini con rucola e olio extra vergine di oliva 100% monocultivar coratina 
• crudités assortite di verdure biologiche locali di stagione
bevande: vino primitivo di Gioia del Colle e acqua naturale Sant'Anna

Per informazioni e tesseramento eventi:
BLUorG via M. Celentano 92/94 – Bari
+39 080.9904379 info@bluorg.it


Direzione artistica: Giuseppe Bellini 

Siete tutti invitati a partecipare.
Vi aspetto numerosi! 


sabato 23 marzo 2013

Psicoevoluzione - Introduzione alla psicodinamica psicoevoluzionista di Frateschi Massimo


Massimo Frateschi è psicologo e psicoterapeuta, ha conseguito il Ph.D presso la Jolla University, San Diego, California, U.S.A.; ha svolto incarichi di relatore, formatore e docente di psicologia in varie istituzioni; è presidente dell'A.I.E.Psi
Associazione Italiana di Evoluzione e Psicoevoluzione.

Il volume descrive aspetti e  ricerche di psicologia e di psicodinamica che hanno condotto l'autore, dal 1988 ad oggi, a ideare fondare e sviluppare le basi teoriche e metodologiche della psicoevoluzione e dell'orientamento psicodinamico e psicoevoluzionista.
Il testo scorrevole ed essenziale può suscitare nei lettori, emozioni, riflessioni confronti e coinvolgimenti talora sorprendenti per la propria visione ed esperienza, sia della salute e del benessere  psicologico sia dell'esistenza e della relazione con gli altri e con il mondo.

Ho concluso la lettura di questo testo pochi giorni fa. Un libro scritto con mano semplice ma nello stesso tempo ricco di sfaccettature che fornisce un particolare punto di vista interpretativo, relativo all'esperienza professionale del dott. Massimo Frateschi, e un modello metodologico con un approccio multidisciplinare, che attinge alla psicologia della percezione e ai suoi meccanismi. Parallelamente, troverete ottimi spunti che riguardano il mondo dell'arte in quanto essa sfrutta tali meccanismi: nulla di ciò che percepiamo  è statico, bensì dinamico e mutevole.  
L'arte è sempre stata rappresentazione di un mondo interiore, un denso contenitore di metafore, di sensibilità, che pur nella diversità dei suoi linguaggi, esprime la molteplicità della vita stessa.
Tutto il nostro mondo interiore è realtà", scriveva il pittore Chagall, "esso è forse più reale del mondo visibile. Se si definisce fantasia o favola tutto ciò che appare illogico, si dimostra soltanto di non aver capito la natura”. 
- March Chagall "Ma Vie", 1957 



domenica 10 marzo 2013

Il Valore dell'Arte e della Cultura: Giulio Carlo Argan


 Leonardo da Vinci,  Piano urbanistico di Imola, 1502



Riporto un presupposto fondamentale del critico d'arte e docente italiano Giulio Carlo Argan, che rivela come l'arte diventa uno strumento necessario allo sviluppo della propria sensibilità, all'attitudine alla conoscenza, fino alla consapevolezza della propria identità e della realtà che ci circonda nel suo complesso. Abbiamo un patrimonio storico, artistico, musicale, archeologico, archivistico, paesaggistico, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Un patrimonio d'arte inimitabile, che al tempo stesso, necessita di competenze storiche, artistiche, scientifico-tecnologiche, sulle quali investire, per una capillare opera di manutenzione e prevenzione che salvaguardi nel tempo l'integrità di tali beni. 


Vi lascio dunque con le parole di Giulio Carlo Argan, in cui l'instancabile impegno per la difesa del patrimonio artistico e la promozione della cultura  lo hanno reso uno dei maggiori storici dell'arte italiana.


Debbo dire che fu un'esperienza eccitante;
parlare con i giovani ringiovanisce.
Debbo anche dire che ripercorrere sommariamente
ma non schematicamente tanti anni di ricerca e 
insegnamento è servito a chiarirmi e a rinfrescarmi le idee: 
costretto a disegnare una veduta panoramica, 
quasi mi sorprese constatare che, 
nella diversità di tanti fenomeni lontani nello spazio e nel tempo, 
tra essi c'era tuttavia una coerenza a cui non contrastava, 
al contrario, l'assidua volontà di criticare e superare il passato. 
Fortunatamente l'arte in Italia non ha avuto caratteri etnici,
costanti nazionali, tradizioni canoniche;
e non è stata il prodotto di una connaturata creatività,
tutt'altro è sempre stata un fatto di cultura 
sorretto da una lucida consapevolezza dei motivi, dei modi, dei fini.   

Spesso ha avuto una componente
polemica, è sempre stata nel vivo del dibattito culturale.
E sempre al centro, mai al margine, del sistema del
sapere, qualche volta del potere. Ecco perché non può
farsi la storia d’Italia senza fare la storia dell’arte
italiana: Leonardo o Michelangelo non sono stati
storicamente meno importanti (forse più) dei papi e dei
principi per i quali hanno lavorato.

L’arte è una cultura i cui concetti sono espressi in
immagini invece che in parole; e l’immaginazione
non è una fuga dal pensiero, è un pensiero altrettanto
rigoroso che il pensiero filosofico o scientifico. Per
intenderne la struttura e i processi bisogna studiare le
opere d’arte: l’arte è al livello più alto del pensiero
immaginativo, come la scienza al livello più alto del
pensiero razionale.

Serve a tutti, poi, conoscere
l’arte del proprio paese. È
l’arte che ha costruito le città, le
città sono l’ambiente
dell’esistenza, si sa che il
rapporto positivo o negativo con
l’ambiente decide della sanità
fisica, psichica e morale degli
individui e dei gruppi sociali. Lo
stesso può dirsi del territorio,
che non è nulla di naturale o selvaggio, è il prodotto
dell’intelligenza e del lavoro umani. Non c’è rapporto
senza conoscenza, è giusto che tutti conoscano
l’ambiente della loro vita.

Delle città e del territorio la società odierna fa un
pessimo uso: l’ambiente s’inquina e degrada, il
patrimonio culturale si deteriora e disperde. Colpa
dell’ignoranza del loro valore; ma i giovani della scuola,
futuri titolari e responsabili di quei fattori vitali prima
ancora che culturali, debbono imparare a conoscerli.
Può darsi che questo libro qualche effetto l’abbia già
avuto: che cosa potrei desiderare di più?
Nello scriverlo cercai di esser chiaro, non di essere
facile: ho insegnato per tanti anni e so che i giovani
hanno spesso fastidio delle nozioni ma non hanno paura
e spesso hanno il gusto dei problemi. E l’arte del
passato non è un problema del passato, ma del presente.


Giulio Carlo Argan (Torino, 17 Maggio 1909 - Roma, 12 Novembre 1992).
Tratto da "L'Arte Moderna" 1998


Altre informazioni sono reperibili al seguente link:
Beni Culturali: ma di chi?


sabato 16 febbraio 2013

Tra Poesia e Arte: Bertold Brecht


Picasso, Guillaume Apollinaire, 1959



Tra tutte le opere

Tra tutte le opere
io prediligo quelle usate.
I bacili di rame ammaccati, appiattiti sugli orli,
le forchette e i coltelli dai manici di legno
che molte mani hanno logorato: queste mi parvero
le più nobili forme. Così anche i selci
che circondano le vecchie case,
smussati dai molti piedi che li calpestarono,
coi ciuffi d’erba che vi crescono in mezzo: queste
sono felici opere.
Entrate nell’uso molteplice, sovente variando aspetto,
migliorano la loro guisa, si fanno pregevoli
perchè sovente saggiate.
Persino i frammenti di sculture
con le loro mani mozze m’incantano. Per me
vissero anch’essi. Furono portati anche se poi lasciati cadere.
Anche se travolti stettero pure a non grande altezza.
Gli edifici mezzo diroccati
riprendono l’aspetto di maestosi disegni
ancora incompiuti: le loro belle misure
sono già intuibili; è necessario però
il nostro intendimento. Eppure
hanno già servito, sono anzi già sorpassati. Il sentirlo
mi rende felice.

Bertold Brecht da "Poesie inedite e sparse 1913-1933, edito Einaudi"

domenica 27 gennaio 2013

Paradossi nell'Arte: René Magritte

La creazione artistica è un fenomeno articolato, che presenta diverse angolature sia in ambito scientifico che filosofico. In questo senso il percorso dell'arte moderna e contemporanea, appare come un vero e proprio campo di sperimentazione di modalità condivise. 
I paradossi trovano largo uso in campo scientifico, ma possono essere utilizzati anche in ambito artistico, per giungere a nuovi modelli di descrizione e rappresentazione del reale.  

Tra le avanguardie storiche, il Surrealismo è un movimento che fonda le sue radici nel paradosso. "Io credo", scrive André Breton nel 1924, "alla risoluzione di due stati, in apparenza così contraddittori, che sono il sogno e la realtà, in una specie di realtà assoluta, di surrealtà". 
Attorno a questo indirizzo si costituisce il programma del Surrealismo, il fenomeno più complesso e influente della storia culturale del Novecento, attivo per oltre quarant'anni, il cui approccio interpretativo è stato diverso da un artista all'altro. Magritte, assieme ad altri esponenti del gruppo, manifesta tale tendenza, diversificandosi dalle premesse generali, per interessi, procedure e formalizzazioni. 

Fra tutti i surrealisti, R. Magritte, è quello che più di tutti "approfondisce il problema dell'ambiguità alogica dell'immagine, anche in rapporto alla parola: inventa l'anti-storia, scopre l'assurdità del banale, raffigura con meticolosa pedanteria immagini dal significato ambiguo, che scadono facilmente nel doppio senso, nel gioco di parole figurato". (Argan, L'Arte Moderna, 1970)

La questione del linguaggio è una componente fondamentale del percorso di Magritte, sui rapporti tra oggetto reale e cosa rappresentata, tra parola e immagine, tra linguaggio iconico e linguaggio verbale; in una ricerca continua tra potenzialità espressive vecchie e nuove, che in definitiva suggella la separazione tra forma e contenuto, mettendo dunque in discussione e in crisi il principio che sta alla base della rappresentazione pittorica. Ovvero da quel legame tra verosimiglianza e rappresentazione che ha sempre contraddistinto l'arte classica. 

Il Tradimento delle immagini, che esiste in diverse versioni, è l'opera più celebre di Magritte. Apparentemente semplice, il suo soggetto innesca una serie di riflessioni sulla rappresentazione e sul linguaggio, che saranno poi significativamente riprese da alcuni artisti concettuali tra fine anni settanta e inizio settanta; le loro opere sono fatte di testi, spesso in associazione con la fotografia o con oggetti o altri tipi di strumenti: l'accostamento con oggetti inaspettati, crea in modo paradossale altri significati applicati a cose che all'inizio erano più evidenti.  


Il tradimento delle immagini, 1928-1929

La pipa resa con un disegno semplice, realistico e perfettamente dettagliato, è impaginata su un fondo neutro. Sotto la pipa Magritte scrive la frase: "Ceci n'est pas une pipe", ovvero questa non è una pipa. La didascalia innesca una contraddizione tra ciò che si vede e ciò che è scritto, determinando una separazione tra elemento plastico e elemento grafico. 
"L'uso della didascalia in Magritte, scrive il filosofo Michel Foucault, nel 1973, nel suo saggio dal titolo della stessa didascalia ''Ceci n'est pas une pipe'', "è doppiamente paradossale. Si propone di nominare ciò che, evidentemente, non ha bisogno di esserlo (la forma è troppo nota, il nome troppo famigliare). Ed ecco che nel momento in cui dovrebbe dare un nome, lo dà negando che sia tale". 

Nelle opere di Magritte "L'apparente realismo è solo un mezzo per raggiungere un fine: se ne serve per costringere l'osservatore a mettere in dubbio la veridicità di ciò che viene raffigurato". L'artista arriva a dimostrare le ambiguità del linguaggio e come le immagini funzionino allo stesso modo delle rappresentazioni verbali". (Ars il nuovo e antico nell'arte moderna. De Agostini Rizzoli, 2011). 

Sarà lo stesso Magritte ad affermare: (...) "è solo una rappresentazione:"se avessi scritto sotto il mio quadro: "Questa è una pipa", avrei mentito".   L'immagine dipinta, entra così in conflitto sulla sua veridicità/falsità, rimanendo l'opera più paradossale in tema di linguaggio. 


Questo post partecipa al Carnevale della Fisica che si terrà il 30 Gennaio sul blog Questione della Decisione di Paolo Pascucci. "I paradossi della fisica" è il tema di questa edizione.


domenica 13 gennaio 2013

L'arte giapponese e le incisioni di Shigeki Tomura


Shigeki Tomura ha studiato disegno e incisione presso l'università IWATE in Giappone. Con le sue opere ha recentemente ottenuto importanti premi in numerosi concorsi internazionali di stampa.
L'arte giapponese racconta da sempre l'unicità del connubio tra tradizione, artigianalità e sapiente conoscenza dei materiali e delle tecniche. 

Da secoli gli artisti giapponesi utilizzano l'arte della stampa, contraddistinta da un'attenta ricerca delle proporzioni eleganti, e da un sottile realismo, pertanto è la forma di espressione più conosciuta nel mondo nelle arti decorative. 

Tra il XVIII e il XX secolo la stampa giapponese conobbe una fase di grande prosperità, sia per l'originalità e l'accostamento dei motivi decorativi tradizionali e d'avanguardia, sia per le qualità intrinseche delle nuove tecniche, prodotte dai mutamenti culturali e sociali che il paese stava attraversando: dall'arte Ukiyo-e  si passò alla stampa policromatica.
Le stampe giapponesi che giunsero in Europa - la cui diffusione sui mercati veniva ampiamente incrementata dalle continue spedizioni di nuovo materiale dalle colonie -  ebbero una forte influenza, particolarmente in Francia, sulla pittura del tardo XIX secolo, ispirandone la tavolozza, la composizione della immagine e dei volumi, nonostante le reticenze di certi storici. Tra gli artisti del tempo ricordiamo DegasRenoirToulouse-Lautrec, Monet, CezanneVan Gogh, fino a Gauguin e Chagall. Tale influenza è stata chiamata Giapponismo

Lo stesso avvenne ad esempio per la scultura africana, fu un punto focale di attenzione sia per i fauves, gli espressionisti che per i cubisti, divenendo così un vero e proprio fenomeno culturale. Maschere e statue, rappresentano i modelli esemplari del "Primitivismo" e offrono agli artisti soluzioni in termini di semplificazione formale, astrazione. "Van Gogh aveva le stampe giapponesi, ricorda Picasso, "noi avevamo l'Africa". Questa contaminazione fra culture diverse, ha segnato, nel tempo, un processo di radicale trasformazione che è alla base dello sviluppo dell'arte internazionale. Fino al 1860 circa esisteva un mercato in un certo senso più selettivo. La visione individuale dell'artista era costretta da uno stile e da norme definite dalle accademie; di conseguenza se l'artista avesse proposto una ricerca diversa da quella del gruppo, non avrebbe potuto esercitare la sua arte o, nei migliori dei casi sarebbe stata così debole, da passare inosservata. 
Insomma, una lunga storia di rivoluzioni culturali, di scambi e interazioni, che ha dato agli artisti di diverse generazioni l'opportunità di ritrovare nella specificità dei propri mezzi espressivi nuove possibilità formali. Un punto fondamentale nella storia della comunicazione, poichè lascia spazio all'individualità, all'identità di ciascuno, nell'ambito di una dimensione collettiva.   

In tale contesto, Shigeki Tomura continua questa nobile tradizione unendo innovazione e creatività. Le sue stampe sono eseguite con la tecnica ad acquaforte: è una tecnica che richiede molto tempo e grande pazienza e pochissimi artisti usano ancora questa pratica tradizionale. In tutte le sue opere ci restituisce un visione del paesaggio estremamente intima: paesaggi monocromi, molto lineari, di grande armonia e raffinatezza. Un senso di tranquillità, dello scorrere cadenzato della vita, una visione contemplativa della silente vastità della natura, che esprime la profondità di un mondo interiore, e che da sempre ha ispirato e caratterizzato la produzione artistica giapponese.
Tutte le forme d'arte figurative sono governate dalla necessità di creare un determinato equilibrio, una certa unità strutturale della composizione tra la forma esteriore e la propria interiorità. In maniera analoga, la maestria di Tomura contribuisce a consolidare l'immagine della stampa come forma d'arte riconosciuta e rispettata in tutto il mondo.