domenica 15 luglio 2012

Il linguaggio della danza

Lev Bakst, 1910

"Ogni forma di danza, dai salti di gioia dei bambini e dall'invocazione rituale agli dèi della tribù alle rappresentazioni teatrali, nasce dal bisogno che l'uomo ha di tradurre i propri sentimenti in movimento. In tutti i tempi e in quasi tutti i tipi di società si è sempre richiesto che i danzatori si impadronissero dei complessi movimenti tradizionali e che quindi li trasformassero in una danza eseguita con la scioltezza e la spontaneità fissate nel bozzetto". (Lev Bakst, 1910)

La danza, nella sua forma più semplice, è un naturale mezzo di espressione del corpo: da sempre i bambini giocando, armonizzano attraverso movimenti spontanei, passi di loro invenzione a ritmo di musica per una maggiore conoscenza di sé, per divertimento o per tradurre fisicamente un'emozione; tale esigenza appartiene a tutti i popoli e a tutte le età. 
Le prime danze, risalgono a popolazioni molto antiche quali i Greci, Etruschi ed Egizi, attraverso le figure di danzatori delle sculture e delle pitture pervenute sino a noi.   
Nel passato le danze costituivano un elemento fondamentale dei rapporti sociali a seconda delle finalità legate al loro utilizzo: con esse si accoglievano e si salutavano gli stranieri; servivano come rituale simbolico sia a infondere coraggio ai guerrieri, sia a terrorizzare il nemico (danze di guerra); contro le calamità naturali, carestie; come rituali magici per curare i malati e per celebrare le varie fasi della vita: nascita, matrimonio, morte; passi e gesti inizialmente prodotti battendo i piedi per terra e successivamente al ritmo di tamburi e di altri strumenti musicali.   
Rituali simbolici che ancora oggi si eseguono nelle attuali comunità primitive e che variano, naturalmente, secondo la propria cultura. Ma qualunque siano le diversità, il significato di queste attività, per quanto più sofisticate, derivano o si ispirano a queste prime esperienze della vita umana nella forma di passi e di gesti. 
Tutte le danze per quanto sia la loro distanza, religiosa, sociale e teatrale, hanno in comune la creazione di una figurazione drammatica di movimento attraverso l'uso espressivo del corpo. 
Quanto a espressività nell'uso del proprio corpo, il danzatore di professione dovrà acquisire agilità, quel grado di perfezione tecnica, per tramettere quell'armonia di gesti, di equilibrio e di movimenti che è essenziale per l'arte della danza. 
Al giorno d'oggi, il linguaggio della danza, ha acquisito un valore liberatorio più marcato, si associa a una qualità di vita migliore, in vaste aree di applicazioni secondo un approccio multidisciplinare.

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