mercoledì 14 ottobre 2009

Alla Ricerca dell'Arte (parte 2)

Abbiamo detto che I nostri sensi ci mettono in contatto, diretto o indiretto, con il mondo esterno. Tra essi il più primitivo è senza dubbio il tatto, che funziona per mezzo di diverse terminazioni nervose, particolarmente numerose nella pelle delle dita.

Attraverso questi “organi del tatto,” noi possiamo ricevere una serie di sensazioni, di piacere o di disgusto che non sono esclusivamente tattili.

Esse sono in relazione con altre percezioni (visive, acustiche, olfattive), dove interagiscono, una serie di componenti:

- componenti oggettive legate alle qualità proprie dell’oggetto;

- componenti soggettive in rapporto con le emozioni intime, i desideri o le avversioni che il soggetto percepisce;

- componenti culturali nate dalle abitudini e dall’ambiente sociale.

L’uomo, quindi, vive in un universo a tre dimensioni; le forme che ha dato ai primi utensili, alle prime creazioni, non avevano solamente un carattere funzionale, ma ad esso si aggiungeva anche un valore affettivo, legato al piacere fisico e visivo dell’ oggetto, al suo potere evocativo, conferendogli successivamente una funzione estetica: l’oggetto utilitario poteva essere allo stesso tempo un oggetto estetico (la presa di coscienza estetica).


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2 commenti:

  1. ciao è vero la musica aiuta tantissimo almeno a me è di grande aiuto soprattut quando dipingo mi rilassa mi aiuta a concentrarmi nelle oper che realizzo.
    tante volte mi è anche di grande aspirazione come lò è stata per la realizzazione della mia tesi di laurea.

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  2. Sai, spesso immagino la vista come una specializzazione del tatto, come una possibilità di percepire un contatto 'a distanza', e così anche per gli altri sensi.
    Grazie a questi 'allargamenti' percettivi anche il mondo dell'organismo aumenta. Pensa cosa è possibile con un mondo come quello mentale!
    Ciao, grazie per i tuoi commenti.
    bye

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