In Matisse le ricerche compositive e tonali, iniziate nel movimento francese dei Fauves, e la sistematica semplificazione delle forme, designarono una precisa importanza nell'evoluzione dell'arte contemporanea; manifestazioni eterogenee, quanto sono diversi i pittori, accomunate da un nuovo modo di sentire: dare espressione all'interiorità esclusivamente attraverso la forma e il colore.
Matisse continuò la sua ricerca raffinando il suo stile, fino a raggiungere le soglie dell'astrattismo, mirando all'essenzialità della forma e alla sintesi del rapporto rappresentazione-decorazione.Nel 1944 erano pronte 20 illustrazioni per il libro Jazz, pubblicato nel 1947. Il libro che ne risulta è una delle opere più significative di Matisse.
"L'azzurro del cielo che indica la profondità e il desiderio di libertà, il rosso del cuore che mette in evidenza il centro dell'uomo, e il giallo che indica il desiderio di orientamento, di essere illuminati".
Un gioco armonioso di forme e colori, una serie di concetti astratti dei suoi sogni, desideri, aspirazioni interiori, costruiti attraverso dei ritagli colorati, che una volta assemblati, rappresentano le immagini più essenziali fra le tante generate: geniale e meraviglioso.
Ecco un bel intreccio e un salto interessante nel rapporto suono-colore di Giuseppe Deliso, chitarrista, compositore, e autore dell'album REBIRTH.




Quando dici fin quasi al limite dell'astrattismo io intendo una specie di riduzionismo dell'arte, la ricerca dei significati ultimi (o primi) la purezza, l'essenzialità, la legge o le poche leggi che tutto spiegano. Non in maniera dissimile da quanto fa lo scienziato, dunque, l'artista esperto arriva alla fine alla ricerca dell'essenza, pur se con l'unicità del metodo della propria sensibilità. In questo, potremmo forse dire di essere 7 miliardi di artisti, contro forse 1 solo scienziato, perchè è questo cui aspira la scienza, un metodo unico valido per tutti. Non so se l'artista punti decisamente a questo stesso traguardo universalistico, sta di fatto che spesso vi è un percorso del genere, e un identico movente: conoscere le cose.
RispondiEliminaAnche io credo che tra scienza e arte o tra linguaggio scientifico e linguaggio artistico, la creatività e il fascino dell’esplorazione, giocano un ruolo fondamentale nel collegare in modo nuovo le cose esistenti. Sono, infatti, entrambi modi per comprendere il mondo con i loro strumenti. Mai come nel Novecento le novità e le sperimentazione artistiche hanno tratto ispirazione dalla scienza.
RispondiElimina