domenica 16 novembre 2014

Percezioni autunnali

"Come i medici molto esperti mescolano vicendevolmente certi liquidi secondo una determinata proporzione, grazie a cui molteplici materie diverse coagulano in una forma nuova e unitaria, conseguendo, oltre alla virtù elementare, anche una virtù celeste, allo stesso modo i musicisti artificiosissimi temperano note gravissime come fossero materie fredde, note acutissime come materie calde, note moderatamente gravi, come materie umide, e note moderatamente acute come materie secche, affinché da più elementi diversi si crei una certa forma, alla quale, oltre una virtù vocale, consegue una virtù celeste". 
La Psicologia Della Musica, Ficino, La musica, le arti, 1962.

Come certi colori  


Carla Citarella, Pigmenti d'autunno
tecnica mista: frottage-matite acquerellabili su carta ruvida



giovedì 2 ottobre 2014

Musica Come Cibo




Dopo "REBIRTH" vi segnalo un nuovo progetto realizzato da Giuseppe Deliso, chitarrista jazz e compositore, frutto di una ricerca documentale e stilistica tra Cibo e MusicaSalute e benessere sono le parole chiave del nostro tempo. Sono qualità che ancora si possono ritrovare nel buon cibo e nell'ascolto musicale. Sentire, ascoltare, assaporare, sono le parole chiave del progetto "Jazz Lounge Guitar".


Il Progetto 
Jazz Lounge Guitar 

Senza alcun dubbio della buona musica è in grado di rendere piacevole qualsiasi momento della giornata, compreso quello dei pasti. Il suono è ciò che la scienza sensoriale definisce modulazione del gusto e, negli ultimi anni si registra un forte impegno nella ricerca in questo settore.

Le persone hanno una percezione sinestetica quando si tratta di gustare il cibo: il suono è destinato a svolgere un ruolo sempre maggiore nella esperienza del mangiare. Per molti il suono è l'ultima frontiera nella presentazione del cibo.

Già nel 1997 lo chef Heston Blumenthal presentò un suo piatto di frutti di mare facendo ascoltare in sottofondo il suono del mare. Si trattava di un'associazione quasi "pavloviana" potremmo definire, ma il risultato fu che quel pesce mangiato era percepito, come sapore si intende, molto fresco.

Uno studio più recente condotto dalla "University of Arkansas" (Stati Uniti) ha messo in evidenza come una musica di sottofondo sia in grado di interagire con la percezione del gusto dell’alimento che si sta assaporando, in maniera più o meno marcata a seconda del genere che si sta ascoltando e, ha rivelato inoltre, come alcuni tipi di musica, come il Jazz, sono in grado di rendere speciale anche il cibo più normale.    

Inoltre, la musica in un Ristorante è parte integrante dell’immagine del locale e della sua percezione da parte dei consumatori, il sound da associare al proprio brand e attività deve ricondurre a sensazioni piacevoli che faranno replicare la scelta dei clienti in proprio favore. Secondo un'altra ricerca infatti, condotta da Heartsbeats International, utilizzare il tipo di musica che più si adatta al proprio brand incrementa il business della propria attività del 96% .

Dopo un'attenta ricerca stilistica, mi sono concentrato prevalentemente su questo progetto e, mi occupo di intrattenimento musicale in alberghi/ristoranti e lounge bar: intrattengo la clientela con un sottofondo musicale jazz lounge, soft e raffinato. Eseguo con la mia chitarra una serie di brani famosi di respiro internazionale - solo strumentali, senza voce – eseguiti sulla base di una competenza stilistica idonea e coerente con il tipo di intrattenimento, lasciando piena libertà al pubblico di chiacchierare o di concentrarsi sulla musica.

Inoltre, realizzo playlist di brani personalizzate, perfettamente integrate con l’ambiente in cui sono diffuse, e rispondenti ai gusti della clientela di riferimento del ristorante, evitando la ripetizione dei brani, nessuna pausa o differenza di volume tra un brano e l’altro, armonizzando la sonorizzazione con il resto dell’ambiente e dell'immagine dello stesso.
Giuseppe Deliso


Per ricevere maggiori informazioni:
https://www.bandpage.com/GiuseppeDeliso


martedì 9 settembre 2014

Scoprire l'artista che c'è in ognuno di noi

Sviluppare l'attitudine a osservare e vedere
Progetto: L'Artista Nascosto 

Si parte da una immagine realistica, per poi procedere con una libertà immaginativa sempre più ampia. Ogni composizione avrà uno spessore diverso in relazione alla creatività personale, al grado di percezione e all'esperienza  emozionale. Fino allo stupore e alla scoperta di aver realizzato un'opera d'arte.  


Composizione a tempera realizzata da un ragazzo di 12 anni 
nella sua espressione o sensibilità artistica


giovedì 24 luglio 2014

laboratorio artistico

La Libera Espressione Artistica

Percorsi Formativi 
Il colore in chiave strettamente emozionale e personale


Il colore prende forma
 Disegno a pennarello su cartoncino di una bimba di 7 anni


La gestualità spontanea e creativa e la meravigliosa freschezza del colore e del senso della luce di una bimba di quattro anni, felice "solamente" di lasciare la sua traccia 
Disegno a tempera eseguito direttamente con il pennello


Procedimento del Laboratorio
Il momento laboratoriale prevalentemente esperienziale è fondamentale per valorizzare le potenzialità del linguaggio creativo e coinvolgere efficacemente il bambino. Ogni bambino ha un proprio modo di esprimersi e di comunicare: ciascuno con la propria singolarità, ciascuno con la propria unicità, ciascuno con la propria carica emotiva. 
L'arte viene vissuta in questo contesto non solo come veicolo di conoscenza (didatticamente parlando), ma diventa il mezzo educativo più adatto per imparare a conoscersi attraverso quello che fanno. E il risultato non può che essere sorprendente.


venerdì 2 maggio 2014

L'arte dei cinque sensi

"L'atto di sentire l'odore di qualcosa, qualsiasi cosa, è rilevante come l'atto del pensare. Immediatamente nel momento della percezione, potete sentire la mente che inizia a funzionare, mandando in giro l'odore da un posto all'altro, sviluppando repertori complessi in tutto il cervello, interrogando un centro dopo l'altro in cerca di segni di riconoscimento precedenti, cercando vecchie memorie e vecchi collegamenti".

Lewis Thomas, "On Smell", 1980. 

Jean Moral, Le Double, 1927 

domenica 30 marzo 2014

L'Arte del vivere sostenibile di Renzo Piano: California Academy of Sciences


Photo: Tim Griffith

La California Academy of Sciences di San Francesco é una delle grandi opere innovative dell'architetto Renzo Piano, rinata nella sua veste green, dopo il terremoto dell'89. 
Frutto di una continua ricerca, una scelta culturale e ambientale molto precisa, dove la scelta dei materiali è basata sulle prestazioni e sull'impatto che hanno sugli edifici. 

È stato infatti nominato il museo più ecologico al mondo a zero emissioni e zero consumi: diecimila mq di tetto vegetale, recupero dell'acqua piovana, impianto fotovoltaico, isolamento termico garantito all'85% da scarti industriali, illuminazione naturale al 90% degli ambienti. Il 95% dell'acciaio nella nuova California of Sciences è materiale riciclato.

All'origine delle sue realizzazioni diffuse su scala globale, c'è un legame profondo con il territorio e con la corretta gestione della natura, il che fa parte della filosofia operativa di Renzo Piano e, caratterizza la natura estetico-emozionale che rivive nelle linee architettoniche e nel modo di raccontarla: 

"Sono un camminatore e la prima cosa che faccio sempre è quella di andare a piedi nel sito dove sorgerà l'edificio. Non bisognerebbe mai progettare nulla, senza aver prima camminato molto, si deve raccogliere molta polvere sulle proprie scarpe. Un principio: non toccare mai la matita se prima non sono andato avanti e indietro sul posto con le mani in tasca, se non ho macinato chilometri cercando in silenzio di capire, ascoltare, cogliere l'essenza. I luoghi parlano, come le persone, basta saperli ascoltare".


Link di approfondimento:
La Storia - California Academy of Sciences
California Academy of Sciences / Renzo Piano

domenica 16 febbraio 2014

La riposanza del verde

"A sua volta, il giallo è espansivo, radiante, sereno, stimolante; il blu è astringente, contratto, muto, freddo. È da questa opposizione, anche di contenuti simbolici, che nasce la mediante perfetta, ideale del verde-natura".

J.W. Goethe, La Teoria dei Colori, Il saggiatore 1979



Photo by Carla


domenica 12 gennaio 2014

Geometrie Astratte


La Rivista De Stijl (copertina)

Nel periodo fra le due guerre, Parigi fu l'asse centrale delle sperimentazioni artistiche, ovvero delle avanguardie storiche. Nel campo storico-artistico, si definiscono avanguardie storiche i principali movimenti artistici del primo Novecento che hanno dato vita all'inizio dell'arte moderna: Espressionismo, Cubismo, Dadaismo, Surrealismo, Astrattismo. Questi movimenti, in un'ottica culturale e politica, in polemica con il passato e i valori tradizionali, hanno rifiutato il concetto di arte come imitazione della realtà e hanno introdotto nuove tecniche e mezzi espressivi. Di conseguenza i loro nomi non nascono più da battute ironiche, ma da Manifesti teorici, riviste e dichiarazioni varie. 
I fondatori delle scuole moderne di pittura, avevano, infatti, scopi personali, politici o sociali che essi ritenevano simboleggiati dal loro stile. A questo si aggiunse il progresso scientifico-tecnologico che segnò una profonda rivoluzione che investì tutti i settori, lungo una ricerca non meno complessa e sofferta. 

Fittissimo, impetuoso, controverso è quindi il panorama artistico del Novecento. Fra le principali tendenze dell'arte contemporanea, l'Astrattismo allargandosi ai vasti settori della pittura internazionale, conosce un'evoluzione dalle più svariate interpretazioni e contaminazioni di scuole e di singole personalità. Di fatto se si esamina l'insieme delle opere astratte tra il 1917 e e il 1960, si constata l'esistenza di due tendenze fondamentali:

alcuni artisti si affidano all'essenzialità e purezza del segno: è il caso dell'Espressionismo Astratto americano (pittura gestuale);

altri vogliono dare il il primato alla costruzione essenziale egeometrica: è il caso dei precursori russi degli astrattisti (Larinov e il Raggismo, Malevic e il Suprematismo) e del Neoplasticismo di Mondrian e di Theo Van Doesburg in Olanda, che rivestì una grande importanza nell'evoluzione dell'arte contemporanea, contribuendo a una nuova impostazione dell'arte. 

Piet Mondrian tornato in patria, fondò nel 1917, assieme al connazionale Theo Van Doesburg, la rivista "De Stijl". È sulle pagine di questa rivista che Piet Mondrian e Van Doesburg elaborano la teoria del Neoplasticismo e diedero nome al gruppo e ai suoi fondatori, architetti, scultori e pittori. Uno dei princìpi della teoria neoplastica era quello di eliminare la distinzione tra le arti, nella convinzione che la collaborazione tra pittori, scultori e architetti, doveva cominciare con i primi atti della progettazione.


"Nella poetica neo-plastica è estetico il puro atto costruttivo: combinare una verticale ed una orizzontale oppure due colori elementari è già costruzione". (Giulio Carlo Argan, L'Arte Moderna, 1970)

"La proporzione perfetta si ha quando tutti i valori del sistema (ciascuno dei quali tenderebbe naturalmente a dilatarsi o contrarsi, a emergere o sprofondare, a influenzare gli altri) si equilibrano formando non più una superficie omogenea, ma un piano geometrico". (Giulio Carlo Argan, L'Arte Moderna, 1970) 

Nasce così un'arte astratta, depurata, rigorosa. La concezione dello spazio di Mondrian è dominata da un ritmo affidato esclusivamente ad elementi geometrici e a pochissimi colori, ridotti a soli rettangoli campiti da colori primari, assieme al nero al bianco.

"Cosa voglio esprimere con la mia opera?" Osserva Mondrian, "Niente di diverso da quello che ogni artista cerca: raggiungere l'armonia tramite l'equilibrio dei rapporti fra linee, colori e superfici".

Piet Mondrian, composizione, 1928

Piet Mondrian, Victory Boogie Woogie, 1944

Questa ricerca estetica ha avuto proprio in funzione del suo rigoroso geometrismo, una notevolissima influenza sull'architettura e nel design e nell'arte pubblicitaria. 
"Sull'architettura: non tanto sulle forme architettoniche quanto sulla valutazione funzionale degli spazi, sulla planimetria che li definisce e distribuisce, sulla progettazione". (Giulio Carlo Argan, L'Arte Moderna, 1970)   

L'arte astratta conosce negli anni trenta-quaranta una nuova fase di ricerca, che ha il suo centro a Parigi e il suo seguito in diversi contesti nazionali. Nel 1926 Van Doesburg nel suo Manifesto dell'Elementarismo evolve la teoria del Neoplasticismo, distaccandosi al tempo stesso da Mondrian e approdando all'Art Concret, nome del gruppo fondato dall'artista nel 1930 e dell'omonima rivista uscita in un solo numero. Per Van Doesburg "l'arte astratta non desume le proprie forme dalla natura. La struttura della composizione è il risultato di calcoli e schemi deduttivi che determinano la forma, eliminando l'interferenza delle componenti soggettive, interamente concepita prima della sua esecuzione". 
Questo indirizzo troverà un nuovo impulso nelle ricerche sul cinetismo (Optical Art). 


Il Manifesto


Theo Van Doesburg, Composizione aritmetica,1930


Post che partecipa al Carnevale della Matematica che si terrà il 14 Gennaio sul Blog Matem@ticaMente di Annarita Ruberto. "Macchine matematiche antiche e moderne" è il tema di questa edizione.
 

domenica 5 gennaio 2014

Serendipità: la parola (augurale) del 2014


Max Ernst, Birth of a Galaxy (1969)

Ci vorrebbe serendipità per cercare una parola che meglio si possa adattare a un nuovo anno, al 2014 appena incominciato: e serendipità è quella che mi pare possa offrire una prospettiva fruttuosa a qualsiasi inizio.
Come molti sanno serendipità non è un augurio di tanta serenità in forma adiposa, per quanto il sereno sembri compreso nel termine. È invece una forma mentis, un atteggiamento di ricerca; è la scoperta di qualcosa di piacevole e utile, ma del tutto imprevisto. 
Serendipità difatti appartiene al lessico usato specialmente in ambito scientifico  mentre si effettuano indagini indirizzate ad altro fine: insomma, è ciò che capitò a Cristoforo Colombo, che intendeva raggiungere le indie circumnavigando il pianeta e invece si trovò a scoprire l'America; ovvero è la scoperta della penicillina da parte di Fleming, causata da un errata disinfezione di un provino, mentre lui cercava altro. 
Il termine, esotico (deriva dall'antica denominazione dello Sri Lanka), fu coniato nel Settecento quel medesimo scrittore inglese, Horace Walpole, che ambientò in Puglia il primo romanzo horror della letteratura universale, Il castello di Otranto.
Allora un 2014 serendipico è quello che ci vuole. Si avverte intorno una ondata globale di riflusso, di fuga, di io, speriamo che me la cavo; siamo assediati dalle promesse di chi intende trovare soluzioni ai mille problemi sociali che ci affliggono, rimedi alle ineguaglianze sempre più evidenti, davanti alle quali sembriamo oramai rassegnati all'inevitabile fallimento di ogni tentativo. E allora la serendipità? Come nella favola del tesoro nel campo, antica quanto Esopo, anche noi - come ai tre figli dell'agricoltore morente - viene consegnata una vigna, in cui dovrebbe essere nascosto un tesoro; i ragazzi della favola zapparono in cerca di scrigni e gioielli, non trovandovi nulla di tutto ciò, ma accorgendosi che in questo modo avevano dissodato a dovere il podere, che diede ottimi frutti. E questo che anche noi ci auguriamo per il 2014. Insomma: chi cerca trova, ma non quello che ci si attendeva, e tuttavia qualcosa di altrettanto significativo. Dissodare l'utopia spesso può offrire risultati inaspettati, anche se diversi. Serendipità è per coloro che sanno che il fine non è quello di arrivare a una meta, ma quello di cercare la meta. 

Di Giacomo Annibaldis 
(Tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 2/01/2014)