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giovedì 4 giugno 2015

L'arte applicata alla vita

Non si diventa virtuosi praticando un'arte di tanto in tanto: per apprendere i meccanismi occorre fare un investimento in termini di tempo e di energia.

Intreccio dopo intreccio

[Capo realizzato da mia nonna (88 anni) sarta e ricamatrice]

domenica 16 ottobre 2011

L'Espressione Plastico-Manipolativa: Materiali e Tecniche

 Mani e Creatività / Carla Citarella
Appartengono a questo tipo di attività i materiali facili da manipolare e modellare: creta o argilla, plastilina, DAS e pasta di sale. Assieme alla pittura, l'approccio a questi strumenti offre un'entusiasmante esperienza sensoriale e di apprendimento, in grado di stimolare la creatività sia nel bambino sia nell'adulto: le mani si muovono e, grazie al loro calore, la materia prende la forma desiderata.

La
 plastilina è un materiale morbidissimo, è recuperabile per lungo tempo, ma costoso. Per la sua consistenza si possono modellare le figure, riproducendo, ad esempio, frutta, ortaggi, animali, ciotole, o altri soggetti secondo la propria fantasia.

Il DAS è la pasta modellabile più conosciuta, consente di ottenere oggetti resistenti, e poiché si asciuga rapidamente, è particolarmente adatta per applicazioni su diversi supporti come legno, cartoncino e terracotta che possono essere successivamente dipinte con colori acrilici o a tempera.

La pasta di sale non è una pasta pronta all'uso, ma è un composto facile da preparare, a costo zero. È molto sensibile all'umidità quindi l'oggetto creato, rischia di non durare nel tempo.  

La creta, è un materiale naturale, antichissimo, affascinante, che l'uomo lavora da millenni sin dalla preistoria: dalle prime ciotole, anfore, statuine, ai meravigliosi vasi greci, ed etruschi, alle bellissime ceramiche quattrocentesche, fino ad arrivare alla splendida ceramica e terracotta del nostro territorio italiano, grazie ai bravissimi artigiani che si dedicano a questo tipo di attività, sia per uso decorativo, che per uso domestico. Presentare nozioni generali di questo materiale, favorisce una certa consapevolezza con l'argomento e successivamente con lo strumento.

Greek civilization, 4th century b.C. Terracotta statuettes depicting daily life scenes. From Tanagra, Greece. (Photo By DEA / G. DAGLI ORTI/De Agostini 
Getty Image)

Mestolo, ciotola e colino d'impasto. Circa 1500 a.C. Momperone, Alessandria. Museo di Antichità, Torino


Terracotte di Puglia / Carla Citarella

La creta si acquista, a basso costo, presso fabbriche di ceramica o grossi rifornitori, già raffinata (al giusto stato di morbidezza), nelle confezioni da 20 o 25 kg. È un ottimo materiale per modellare le figure a Tutto tondo. Per chi volesse sperimentare questo materiale, risultanti interessanti si ottengono utilizzando varie tecniche. Decorazioni in rilievo: si disegna un soggetto su un cartoncino; successivamente si fanno aderire ai contorni del disegno dei rotolini o delle striscioline ottenuti dalla creta. Oppure si preparano dei fogli di argilla stesi con un mattarello e, utilizzando vari oggetti, a seconda della pressione esercitata, si ottengono i negativi degli stessi. La creta, inoltre, si adatta anche a essere texturizzata con strumenti appositi (punteruoli) o recuperati (stecchini, forchette).
Per tagliare la creta occorre un filo metallico o da pesca, alle cui estremità si saranno legati due straccetti per poterlo impugnare. Si taglia a strati, come se si dovesse guarnire un pezzo di Pan di Spagna. La creta va manipolata con l'aggiunta di acqua in giuste quantità, in quanto è già umida, quindi, è sufficiente avere un contenitore di acqua per inumidirsi le mani e una spatola per raschiare la creta essiccata sul banco, o sul piano alla fine del lavoro. Al termine del lavoro è importante avvolgere la creta con stracci umidi e un sacchetto di plastica, per mantenerla al giusto stato di morbidezza e sempre pronta.

L'oggetto creato dovrà essere lasciato essiccare, e quando assumerà una certa solidità, prestando attenzione anche alle parti che poggiano sul piano, e successivamente assumerà un colore grigio-chiaro uniforme, sarà pronto per essere cotto entro appositi forni (le temperature iniziano a 900 °C e variano a seconda della grandezza del manufatto) dove si trasformerà in una terracotta. Dipingendolo con colori speciali, e cuocendolo nuovamente, diventerà una ceramica.

L'essiccazione deve avvenire in un ambiente asciutto e non vicino al termosifone, poiché l'eccesso di calore, provocherebbe l'essiccazione solo delle parti esterne con la conseguente crepatura e quindi rottura. Non avendo nella struttura un forno adatto per cuocere i manufatti essiccati, si possono ugualmente dipingere con colori a tempera o acrilici. È importante trattare il manufatto al fine di dipingerlo e conservarlo, preparando una pasta con gesso e Vinavil (Scagliola) che sarà applicata con un pennello. L'oggetto in questo modo avrà una discreta resistenza, ovviamente non paragonabile alla ceramica.

Nell'attività operativa qualsiasi tecnica artistica si sperimenta, è fondamentale conoscere l'uso degli strumenti artistici, in quanto ogni strumento ha le sue qualità. Disegnare, per esempio, un sole, usando una matita a mina morbida anziché a mina dura, aiuta a scoprire la bellezza del proprio segno o la propria gestualità; acquisire una conoscenza base sulla legge dei colori per imparare a mescolarli, è importante per ottenere le tonalità di colore corrispondenti ai propri gusti, non serve dunque acquistare un'intera gamma di colori; saper impugnare un pennello è una operazione tutt'altro che trascurabile; coinvolgere la persona in giochi che implicano lo sporcarsi le mani, e cioè "mettere le mani in pasta, è senz'altro utile per lo sviluppo della percezione tattile. La manipolazione plastica, sviluppa la concentrazione, la coordinazione e la gestualità: si pensi, per esempio, all'atto di impastare per fare la pasta in casa.

Per le sue caratteristiche intrinseche può essere sperimentata come densa, liscia, bagnata, oppure, come copiosa, sporca, disordinata: sensazioni di piacere e di disgusto, di indubbia valenza formativa, che si imparano a conoscere grazie al contatto con la materia. Questo tipo di attività, infatti, aiutano il bambino a superare quei problemi legati al fastidio provocato dal materiale (per le sue proprietà collose) e alla paura di sporcarsi: comprenderà, allora, che ci si può sporcare e che ci si può pulire.

L'aspetto dell'impatto visivo è sempre diverso  perché  legato da un insieme di fattori: in relazione con le emozioni intime che il soggetto percepisce, alle qualità proprie dell'oggetto, senza trascurare le componenti culturali nate dalle abitudini e dall'ambiente sociale. Ecco che alcuni sono subito incuriositi dalla manipolazione di questi strumenti, altri preferiscono osservare in lontananza, per poi avvicinarsi in totale libertà. Mi piace sempre evidenziare che l'insieme di queste esperienze si inscrive in un clima sereno ed accogliente, privo di ogni forma di competizione, nel rispetto della personalità (o del carattere) di ciascuno: peculiarità indispensabili che favoriscono da un lato l'espressione creativa (eliminano l’ansia e la paura di sbagliare) dall'altro l'apertura e la condivisione verso gli altri.

In generale, i metodi di applicazione usati nell'arte sono diversi, e il risultato dipende dalla capacità dell'artista nell'adattare materiali e tecniche a seconda della forma che vuole creare. L'aspetto diverso, le qualità fisiche e funzionali, implicano un'infinità di procedimenti di fabbricazione di ciascun artigiano, di ciascuna fabbrica, che naturalmente cambiano a seconda delle epoche. Questo significa che qualunque sia l'uso che egli fa dei materiali di cui dispone, l'artista-artigiano, o progettista, sarà sempre condizionato dalla natura di questi. Dovrà, quindi, rispettare i materiali, avere una conoscenza dettagliata delle proprietà tecnologiche, e adattare ad essi i suoi metodi, in modo da esprimere le sue idee in maniera efficace.


Contributo per il Carnevale della Chimica ospitato da Marco Fulvio Barozzi. "La chimica per la casa" è il tema di questa edizione.

sabato 20 marzo 2010

"Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi" (Frateschi M., Citarella C., Minervini V. R., 2009) Terza Parte

METODOLOGIA DEL LABORATORIO ARTISTICO-ESPRESSIVO

Il Progetto "P.C.M.C." (Frateschi M., Citarella C., Minervini V. R., 2009) si sviluppa attraverso la sinergia tra utente, operatore artistico e psicologo. Sinergia nella quale l'operatore artistico rappresenta un mediatore tra l'utente e lo psicologo in grado di fornire metodi, mezzi e strumenti aggiuntivi per entrambi. La metodologia di lavoro utilizzata, valorizza molto le dimensioni della creatività e del gioco. La creatività è una delle componenti fondamentali del pensiero umano; è un aspetto della personalità di ciascuno, qualcosa di potenziale che può essere realizzato se l’ambiente di vita sa offrire le giuste opportunità.

Il pittore Matisse H., affermava: "Sbaglierebbe chi attribuisse tale potere creativo a un dono innato e precisava: "creatore autentico non è solo l'essere dotato; è un uomo che ha saputo ordinare in vista del loro fine tutta una serie di attività di cui l'opera d'arte è il risultato. Creare è esprimere quello che abbiamo dentro di noi. Qualsiasi sforzo di creazione è interiore. Inoltre bisogna nutrire il nostro sentimento e questo avviene con l'aiuto di elementi che troviamo all'esterno (Matisse H., 1908).

Un bambino attraverso l'osservazione può scoprire la forma delle cose, i colori, l'ambiente; quindi, ampliando la conoscenza del mondo, può percepire con più sensibilità ed agire con maggiore forza immaginativa e creativa. Un potenziamento della creatività viene favorito, in un bambino attento, tranquillo, dedito ad osservare, esplorare ciò che l'ambiente gli offre, pronto ad accogliere e a trasformare ciò che acquisisce, capace di riprodurre ciò che pensa e sente in modo originale. I contesti affettivi, cognitivi e ambientali possono convergere nei simboli grafici, nelle linee intere o tratteggiate, nel susseguirsi di punti, nei segni marcati o sottili, curvi o spezzati, nelle rapide pennellate leggere o delicate, nelle macchie di colore a tinte calde o fredde. Il disegno, quindi, diventa un momento di espressione, di spontaneità, di liberazione, di rappresentazione del mondo del bambino. 

Il pittore Klee P., sosteneva: "l'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è" (Klee P., 1898-1918). L'arte nasce tendenzialmente come esigenza di riprodurre la realtà non già nella sua dimensione oggettiva, ma così come essa si dà a vedere all'artista: all'arte viene riservata la funzione non più di descrivere, quanto piuttosto di rappresentare direttamente il sentimento, lo stato d’animo dell’artista, in un processo creativo dove l'immagine, il colore, la forma, assumono una dimensione allegorica della realtà esterna. Quindi, con l'arte, si esprimono attraverso il disegno e l'uso del colore, emozioni altrimenti difficili da descrivere con le parole. Il foglio diventa un palcoscenico su cui rappresentare la propria vita. Così, le situazioni, personali, le esperienze vissute, possono essere osservate da una prospettiva differente. 

Per il bambino la dimensione del gioco si rivela immediatamente con delle modalità di apprendimento naturali e originali di grande valore: il gioco è il suo lavoro, il canale attraverso il quale filtra tutto ciò che potrà edificare il suo carattere e la sua personalità. Attraverso le attività ludiche, i bambini raccolgono ed elaborano le informazioni che si esprimeranno poi in attitudini di vita, nei comportamenti sociali e nelle scelte per affrontare o risolvere i problemi. I bambini inventano giochi, a volte, per alleviare beneficamente le fatiche che già in tenera età vengono loro imposte. Davanti ai primi compiti di matematica, un bimbo di sei anni può riuscire in un attimo a dare ad essi un'impronta creativa: il 4 può assomigliare ad una comoda sedia, il 2 ad un cigno, l’8 ad un paio di occhiali; o ancora per associazioni di immagini "l'esagono ad un aquilone,… il triangolo ad un vulcano" (Frateschi M., 1988). 

La modalità di apprendimento dei contenuti, avviene attraverso gli stimoli iniziali del conduttore che dopo aver dedicato un breve tempo alla conoscenza sensoriale e percettiva del materiale usato, fornisce un punto di partenza sul quale si costruisce un percorso prestabilito, attraverso una serie di attività, riconducibili ai cinque parametri: Gioco, Arte, Musica, Percezione, Creatività. 

Nel progetto, le proposte di ascolto favoriscono per ogni bambino una partecipazione attiva per interpretare gli stati d'animo suscitati dalla musica. Ciò si sviluppa attraverso gli strumenti del disegno, della pittura, nell'uso combinatorio di forme, colori, scene e immagini che la musica suggerisce. Tali attività mirano a dare voce espressiva alla creatività dei partecipanti, sollecitando il lavoro individuale e di gruppo. Ogni opera realizzata dai bambini, viene di seguito interpretata con dei metodi scientifici e tecnici della psicologia della percezione.

"Gli esponenti della psicologia della gestalt (psicologia della forma), affermano che la natura stessa del pensiero è creativa. Quindi l'atto creativo non è semplicemente un insieme oggettivo di forme e colori ma attiva un processo produttivo affettivo – emotivo - cognitivo molto complesso, che si basa sulla elaborazione personale di ciò che percepiamo. Lo studio psicodinamico dimostra che si verifica sempre una diversità di percezione di un fenomeno per ogni percepente, in un gruppo di percepenti, sottoposto ad uno stesso stimolo, da una semplice figura ad una azione sociale; il significato intrinseco al fenomeno è vissuto unicamente in modo soggettivo dal percepente. La ricerca psicoevoluzionista individua ed elabora, nei fenomeni interattivi dinamici di gruppo - soggettivi, sia i processi di sviluppo degli schemi, delle configurazioni e delle rappresentazioni mentali, sia i processi creativi molteplici implicanti la percezione, il gioco, la musica e l'arte, originati nell'infanzia" (Frateschi M., 1988-1989).

Obiettivi Generali 
  • Apprendere ad esprimersi attraverso nuove risorse espressive non verbali: il segno, la forma, il colore per potenziare la propria originalità, unicità e soggettività;
  • Stimolare la creatività con una proposta artistica e/o musicale; 
  • Imparare a socializzare con nuovi strumenti; 
  • Scoprire e sviluppare talenti individuali; 
  • Sviluppare il senso di solidarietà, di condivisione, e di appartenenza al gruppo. 

Come mezzi e strumenti specifici per la realizzazione del laboratorio artistico all' interno del Progetto vengono usati:
  • Musicassette, CD;
  • Materiali da Disegno (matite dure e morbide, matite colorate, carboncini, gessi, pastelli a cera, pennarelli di vari tipi).
  • Materiali da Pittura (acquarelli, tempere, colori a dita, acrilici, pennelli, spugne, …).
  • Materiali da Costruzione (cartone, stoffa, forbici, colla, materiali da recupero, …).
  • Supporti per il Lavoro (immagini, testi d'arte, bibliografia di riferimento, vari tipi di carta e cartoncino di vari colori, misure e forme).

Questi materiali possiedono caratteristiche e modalità di utilizzo che vengono organizzate con alta specificità dall'operatore artistico che guida in ogni fase di realizzazione, l'attività operativa dei partecipanti.

Fasi di Realizzazione

Gli incontri, quindi, sono condotti da un esperto qualificato in materie artistiche, affiancato da operatori formati nell'area psicologica.

Ogni incontro, nel quale si impiegano metodi, tecniche e strumenti precedentemente illustrati, comincia con una fase introduttiva, utile per allentare le difese e l'imbarazzo di "non essere capaci di". È importante sottolineare che nella presentazione del mezzo artistico, bisogna concedere il tempo necessario al soggetto di esplorare, conoscere la materia e le sue possibilità. Si fanno alcuni esercizi gestuali specifici per scoprire il piacere dell'uso dei materiali. Dopo questa breve fase per incoraggiare l’atto creativo-espressivo, per ogni giornata di laboratorio si propone il tema in esame.
L'incontro termina con una libera discussione tra il gruppo-classe e lo psicologo circa l'esperienza vissuta. Alla fine del laboratorio lo psicologo svolge un incontro con il gruppo-classe finalizzato alla verifica del raggiungimento degli obiettivi; ciò viene realizzato attraverso un dialogo stimolante e gratificante su tutta l'esperienza del laboratorio tra i bambini, lo psicologo e l'operatore artistico.

I bambini parlano dei lavori svolti, alternando momenti di ascolto reciproco, a momenti di espressione di sé; comunicando spontaneamente creano alcune opportunità di mettere in luce, a se stessi e agli altri, le loro potenzialità. L'immagine aiuta la parola; il linguaggio non verbale favorisce l'espressività dei soggetti che per caratteristiche psicologiche restano nell'ombra o evidenziano comportamenti inadeguati. I lavori possono essere rielaborati in fasi successive e restano comunque parte integrante attiva individuale e di gruppo del percorso compiuto.

In ambito educativo i mezzi artistici spesso rappresentano una grande risorsa per lo sviluppo di una graduale conoscenza di sé e per la crescita personale. Il processo creativo può diventare una metafora di ciò che accade nella propria vita quotidiana, negli scambi, e nella relazione della vita in classe; il bambino, prima, può sperimentare nuovi comportamenti positivi e, poi, adottarli favorevolmente.


BIBLIOGRAFIA 
Klee P. (1898-1918). "Diari". Il Saggiatore, Milano.
Matisse H. (1972). "Escrit et propos sur l’art". Hermann, Paris.
Frateschi M. (1988). "L’isola dei desideri". Edizioni Fratelli Laterza, Bari.
Frateschi M. (1988-1989). "Laboratori di Ricerca di Attività Creativa".
Comunicazioni. Cattedra Pedagogia I . Università degli Studi di Bari.     
                                       

mercoledì 16 dicembre 2009

Laboratorio Espressivo: Strumenti e Tecniche (prima parte)

Benessere attraverso i linguaggi artistici e creativi

Parlare di tecniche in un laboratorio espressivo, significa far conoscere mezzi e strumenti di espressione tali da offrire alla persona la possibilità di scegliere il mezzo espressivo che meglio si adatta alle sue necessità.

Naturalmente il materiale dovrà essere adatto all'età;

dovrà tener conto dei bisogni e delle esigenze della persona;

senza risultare difficile nell'impiego.

Compito dell'operatore artistico sarà quindi dimostrare con esempi il modo con cui usare il materiale;


saper creare un contesto di tranquillità emotiva in cui potersi confrontare, raccontarsi, sentirsi creatori e protagonisti;  

guidare la persona alla conoscenza delle caratteristiche e delle varie possibilità dei mezzi artistici.
 

Per realizzare un laboratorio artistico, oltre ad essere creativi, è fondamentale conoscere le tecniche di espressione artistica, avere competenze metodologiche, adattando il proprio modo di operare (e di comunicare) a seconda della persona che si ha di fronte;

senza costringere e condizionare, ma incoraggiandolo ed aiutandolo a dar vita ai suoi desideri, ricordi, emozioni, e soprattutto a divenire creativo.

Dovrà programmare attività stimolanti che diventeranno per l'utente ispirazioni per la sua produzione grafica e pittorica. Ogni attività proposta sarà guidata per motivare a produrre, a sperimentare, a scoprire, a immaginare;

per questo la metodologia di lavoro utilizzata valorizzerà molto la dimensione del gioco: da un lato, questo approccio stimola la relazionalità e favorisce la crescita armonica; dall'altro, l'espressione artistica in generale viene percepita sin dalla infanzia come un'esperienza divertente e intelligente piuttosto che come una noiosa imposizione didattica.

Le metodologie educative elaborate nel corso degli ultimi anni propongono infatti un approccio delle arti dal vivo basato sulla partecipazione creativa diretta dei bambini. Numerosi studi dimostrano che fin dai primi anni di vita del bambino, l'arte contribuisce allo sviluppo delle capacità cognitive, socio-emozionali e multisensoriali, trovando spazio per esprimere liberamente la propria individualità, il proprio carattere, nel senso più ampio del termine. 

Per questo è necessario che i bambini imparino ad esplorare il proprio lato artistico, che non è "semplicemente" relegato a diventare un artista, ma piuttosto ad agevolare l'individuo, all'autonomia, all'autostima, a rafforzare la consapevolezza di sè, a liberare le potenzialità creative e a sviluppare le proprie capacità comunicative ("Aiutami a fare da me") nel corso della propria esistenza (vedi qui).

mercoledì 28 ottobre 2009

Il Processo di Apprendimento nell'Arte

Studiare è un'attività fondamentale nel nostro processo di crescita, determina la nostra abilità e competenza nella materia.

In ambito artistico nello specifico, le qualità dell'intelligenza si devono sposare con l'abilità tecnica pratica.

Ma cosa accade esattamente durante il processo di apprendimento?

L'apprendimento si compone di 4 fasi distinte e consequenziali, l'una propedeutica all'altra, determinate da 4 fattori fondamentali: Incompetenza, Competenza, Consapevolezza, Inconsapevolezza; il tutto, così come rappresentato nello schema di seguito:


Schema by Carla Citarella (sul modello sviluppato da Noel Burch).

Prima Fase: INCOMPETENZA INCONSAPEVOLE
In questa fase noi non sappiamo fare e non ce ne rendiamo conto.
È il caso del musicista che si reca in sala prova e, suona così come gli viene in testa, assolutamente convinto di suonare bene, mentre in realtà è molto lontano da un livello tecnico/espressivo adeguato.
Questo è un chiaro esempio di Incompetenza Inconsapevole: non saper fare senza rendersene conto, è il punto di inizio di tutti. Poi però, il confronto con la realtà oggettiva di chi è competente, ci consente il passaggio alla fase successiva.

Seconda Fase: INCOMPETENZA CONSAPEVOLE
Il confronto quindi con qualcuno che ne sa più di noi e/o comunque la nostra maturità, ci consente quindi di passare alla fase successiva: Incompetenza Consapevole, ovvero non sappiamo fare e ce ne rendiamo conto.
Questa è la fase più critica del nostro processo di apprendimento, lo scoraggiamento è in agguato, in questi casi ci possiamo sentire anche frustrati perché non riusciamo a esprimerci artisticamente come vorremmo; ma se dentro di noi c'è la passione per ciò che vogliamo fare, troveremo anche la forza per metterci al lavoro sui libri e l’esercizio pratico.
Non esiste un tempo prefissato circa la durata di questa fase, ovviamente è molto soggettiva, può durare un anno come dieci o venti.
Una volta però raggiunta la competenza necessaria, si è pronti per passare alla fase successiva.

Terza Fase: COMPETENZA CONSAPEVOLE
Superato lo scoglio duro dell’Incompetenza Consapevole, si passa alla fase della Competenza Consapevole, ovvero sappiamo fare e ce ne rendiamo conto.
Eureka! Potremmo dire, siamo al Top. In realtà NO, perché c’è un MA, e il MA è che è vero che siamo competenti e siamo in grado di fare, ma abbiamo bisogno di pensarci. Siamo concentrati su ciò che abbiamo imparato e questo paradossalmente ci limita, e non ci fa esplorare altre possibilità della nostra espressione artistica.
Molti restano ancorati a questa fase per sempre, ma esiste una quarta e ultima fase del nostro processo di apprendimento, fase alla quale solo i più arditi e coraggiosi vi accedono.

Quarta Fase: COMPETENZA INCONSAPEVOLE
Ebbene sì, in questa ultima fase del nostro processo di apprendimento impariamo una lezione davvero incredibile: sappiamo fare senza che ce ne rendiamo conto, ovvero ciò che facciamo lo facciamo bene, ma ci viene spontaneo, non abbiamo bisogno di pensarci.
Questo concetto è bene sintetizzato da un grande insegnamento del pianista jazz Thelonious Monk: "Studia bene tutta la teoria, e l'armonia, impara bene ogni singolo pattern e lick (sequenze di note e ritmo che si utilizzano come modello), dopodiché dimentica tutto e suona".
Questa è la fase dove viene fuori la personalità dell'artista, il suo essere, il suo talento naturale e tutto ciò al termine di un intero processo di apprendimento.

La Morale di tutto ciò, è che la piena libertà e maturità artistica arriva al termine di un lungo percorso di studio e di apprendimento messo in discussione e, a meno che uno non abbia un talento pazzesco, non si possono saltare le tappe.