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domenica 27 dicembre 2015

Il mio mondo colorato e l'arte di Paul klee

PERCORSI PER APPRENDERE L'ARTE IN MODO NUOVO
Dal Progetto: © L'Artista Nascosto

CONOSCIAMO PAUL KLEE
Momenti creativi
Momenti percettivi
Momenti conoscitivi

L'INCONTRO CON IL COLORE
"I colori dell'acqua e dell'atmosfera sono oggi ancora più intensi di ieri. Sono più ardenti e un po' più cupi" (Paul klee visitando la Sicilia). Furono in tutto sei i viaggi che l'artista svizzero fece in Italia tra il 1901 e il 1932, dove raccolse tanti spunti visivi, ma anche sensazioni, ricordi, aneddoti, riflessioni sull'arte stessa come mediazione che divennero fonte di ispirazione e formazione nel suo lungo cammino artistico. 

Diversi sono i dipinti di Paul klee che riflettono ora al proprio mondo interiore, ora all'idea di un principio vitale insito nella natura delle cose attraverso le infinite gamme combinatorie, espressive ed emozionali del colore. "L'arte è una similitudine della creazione. Essa è sempre un esempio, come il terrestre è un esempio cosmico". 

Scriverà, ancora, in una conferenza nel 1924, che l'artista è come un albero: "Attraverso le radici s'abbevera del fluire delle radici e della natura, trasmettendo poi nella sua chioma, cioè nell'opera, ciò che ha visto". Seguendo l'esempio di Paul klee, i bambini saranno invitati a creare diverse soluzioni pittoriche puntando su differenti accostamenti cromatici, e ad immaginarsi artisti in modo da elaborare in maniera del tutto personale le informazioni acquisite. Il lavoro offre l'occasione per insegnare loro a percepire e apprezzare il colore, fino ad esplorare il mondo colorato di tanti grandi artisti utilizzando l'arte come strumento di conoscenza, condivisione e crescita.  

Paul klee, Static-Dynamic Gradation, 1923
Tecnica: Olio e tempera su carta, acquerello e inchiostro montato su cartoncino

Paul Klee, Flora On Sand, 1927
Tecnica: Acquerello su carta


I colori del Cielo
Tecnica: Tempera su carta

I colori del Sole
Tecnica: Tempera su carta

ECCO IN SCENA I BAMBINI: GRANDI PROTAGONISTI DEL LAVORO
. 

È sorprendente cosa può fare una "matita" colorata su un foglio bianco nelle mani di un bambino, dalle quali le immagini assumono una forma o un contorno importantissimi. 

Si dedicano anni di studio, formazione ed esperienza per offrire uno spazio autentico. Ho immaginato e costruito nel tempo il mio progetto, dove sono nate e hanno preso forma tante idee. L'arte è stata fondamentale per la mia formazione, per definire la mia identità e come il risultato di un costante scambio di esperienze e di conoscenze reciproche. L'incontro con l'arte è un cammino di conoscenza, un percorso evolutivo per tutto l'arco della vita, nella vita di ogni essere umano, fin dalla più tenera età.

sabato 12 dicembre 2015

Ritratti nella Pittura tra Vita e Arte: Edvard Munch: Legami e Corrispondenze




"La mia pittura è in realtà un esame di coscienza e un tentativo di comprendere i miei rapporti con l'esistenza. È dunque una forma di egoismo, ma spero sempre di riuscire, grazie ad essa ad aiutare gli altri a vedere chiaro" (Edvard Munch).

La sua esperienza di vita, segnata così profondamente nella sua mente, rimane come un "filo rosso" che attraversa tutta la sua produzione artistica. Il suo linguaggio (non solo in ambito pittorico) segnerà una decisa evoluzione sul teatro, la fotografia, il cinema e sulla grafica europea rimanendo fino ai giorni nostri tra i più grandi incisori del secolo. 


Così come non si devono dimenticare in Italia i grandi accenti del Futurismo o le forti personalità di tanti artisti straordinari come De Chirico, che hanno dato vita alle future generazioni (tra pittori, scultori, incisori, architetti, sperimentalisti) dalla generazione degli anni '30 fino a quella degli anni '70/'80, durante i quali hanno preso forma i movimenti che hanno animato la storia dell'arte italiana contemporanea con tutta la loro vitalità e aggressività: Secondo Futurismo, Gruppo 7 degli architetti razionalisti, MIAR, Astrattismo Lombardo, Scuola Romana, Movimento Informale Internazionale per una Bauhaus Immaginista, Arte Povera, Arte Concettuale, Concretismo, Poesia Visiva, Arte Programmata, Arte Colta; e di tante altre tendenze divise per attività, collettivi e gruppi: Mail Art, Neon Art, Nuovo Futurismo, Transavaguardia, Anacronismo, Artmedia, Cracking Art, Madì, caratterizzati in generale da un mutamento del fare e concepire l'arte.

Una fase assai variegata e ben definita che si manifesterà con una radicale trasformazione dei mezzi espressivi (delle tecniche e dei materiali) e influenzerà non solo le arti figurative e le varie arti plastiche, ma anche il cinema, la letteratura, la musica, la fotografia e il teatro, verso nuove trame strettamente connesse al rapporto tra arte e condizione umana. Questa relazione tra generi e tecniche inusuali come mezzo di comunicazione sarà in seguito ampiamente metabolizzata da quasi tutti i movimenti del secondo dopoguerra - dal New Dada alla Pop Art al Living Theatre - e sarà più che mai al centro dell'esperienza estetica contemporanea (Happenings, Performance, Body Art), scardinando completamente il concetto di opera d'arte stessa per generare emozioni, idee e concetti del tutto nuovi rispetto al legame tra verosimiglianza e rappresentazione che ha sempre contraddistinto l'arte classica.

Munch vi portò il suo clima in una ricerca espressiva intima, quella di chi osa guardare profondamente se stesso; l'uomo, il suo rapporto con se stesso, con la propria interiorità e il mondo esterno. Una sorta di specchio della condizione umana con cui confrontarsi: "La natura non è soltanto ciò che è visibile agli occhi. Essa è anche l'insieme delle immagini interiori della mente. Immagini al di là dell'occhio" (Edvard Munch).


E dunque, una nuova sensibilità estetica da adottare, alla ricerca di un proprio linguaggio descrittivo, seppur con modalità e funzioni diverse, dove l'arte appare come unico rimedio, per quanto possibile, per sentirsi vivi; è ancora oggi una delle principali eredità lasciate dalle avanguardie storiche nell'operare artistico, assumendo, ruoli, significati e valenze diverse a seconda del campo di applicazione. Qui, e qui, altri esempi applicativi del valore dell'arte come terapia, risalendo alle sue origini, in una delle pagine più terribili della storia dell'umanità: i disegni dei bambini realizzati a Terezin, sotto la guida dell'insegnante d'arte Friedl Dicker-Brandeis. Rappresentano le prime esperienze artistiche usate come funzione-supporto pedagogico. L'arte come simbolo di resistenza e come 'ultimo motore', al quale aggrapparsi: "Estetica come qualcosa d'altro, una pelle più sottile a protezione del caos... Estetica, ultima istanza, mezzo di fuga, ultimo motore in grado di creare produzione, come difesa per l'uomo contro forze su cui non ha alcun controllo" (Friedl Dicker-Brandeis a Hilde Kothny, Hronov, 9 dicembre 1940); l'arte come veicolo profondo e diretto sull'anima in mezzo alla peggiore disumanità.

"Lady in a car / Imaginary self-portrait," by Friedl Dicker-Brandeis, c. 1940. From the Jewish Museum, Prague.

Driveway to a house

Hana Zieglerová (1933-1944), Undated (1943-1944), Watercolor on paper, 16,3 x 20,6 cm, Signed LR: H. Zieglerová. Provenance: Created during the drawing classes in the Terezín Ghetto organized between 1943 and 1944 by the painter and teacher Friedl Dicker-Brandeis (1898–1944); in the Jewish Museum in Prague’s collection since 1945.

Diceva, Viktor Lowenfeld: "L'arte è un processo umano fondamentale. Ogni società dalla più primitiva, alla più sofisticata, si è espressa tramite l'arte ed ogni individuo può dare ai propri pensieri e alle proprie emozioni una forma artistica". 
Per la capacità meravigliosa dell'arte di dare forma e contenuto alle emozioni umane, anche le più drammatiche.


venerdì 25 settembre 2015

L'effetto dell'Arte


Alberto Burri, Serigrafia 1A, 1973, Roma Galleria Nazionale 

Qui non si tratta di apprendere, di imparare e condividere una «spiegazione» nel testo visivo, letterario o musicale che sia: si tratta di arrivare al livello estetico della «comprensione» che, letteralmente, vuol dire com-prendere: prendere dentro di sé, non solo nella mente, ma anche nelle viscere, nel cuore. 

Per questo non occorre, almeno all'inizio, conoscere i linguaggi dell'arte dal punto di vista formale e filologico, sapere i nomi e le biografie, le date, i raggruppamenti classificatori e dettagli di questo genere: bisogna avere l'abitudine a guardarla, l'arte, ad accettare le sue suggestioni e le sue provocazioni, a non farsi intimorire dalle sue stravaganze o dal suo apparente silenzio. E bisogna avere il coraggio di praticarla, anche, senza paura di essere «dilettanti» o «poetastri». 

Marco Dallari, Educare all'arte, Electa, 2006

venerdì 21 agosto 2015

Tra i miei oliveti


Nel silenzio degli oliveti

Carla Citarella, Atmosfere (particolare), Decorazioni per Interni
Tecnica: acquerello su carta trasparente


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domenica 5 luglio 2015

Una Domenica pomeriggio tra i territori della Puglia


I colori della mia terra


È sempre il paesaggio perduto che la mente continua a cercare; sono le prime immagini sprofondate nel tempo: un abbaglio, un volto, una linea dell'orizzonte di casa, la sagoma d'un monte, l'intrico dei tetti, o la curva d'una strada vista da un vecchio appartamento. E anche se ogni vera pittura mostra qualcosa di mai visto, qualcosa che cambia lo stesso modo di vedere e apre verso il mondo, davanti a un paesaggio o a un quadro noi non smettiamo di cercare contemporaneamente un sostrato antico dentro di noi, dove il pensiero incontra improvvise felicità combinando cose diverse. Anche una poesia è un'immagine: come per incanto un verso, allora, può "mostrare" ciò che non credevamo più di rivedere, restituendo un pensiero, che senza saperlo, non abbiamo mai smesso di pensare.


Ermanno Krumm, Respiro, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 2005.

venerdì 8 maggio 2015

Il ritratto e le sue espressioni: Dal Progetto © L'Artista Nascosto

Ritratto eseguito da un ragazzo di 14 anni nella sua espressione o sensibilità artistica
Tecnica: pittura a tempera su carta 


Esperienza Grafica e Pittorica: La Rappresentazione di un Volto 

"Ciascun ritratto ed autoritratto "contiene" infinite storie ed innumerevoli informazioni. Il ritratto visivo è un elemento costante ed ineludibile dell'dentità" (Marco Dallari).

Fasi
  1. Scoprirsi 
  2. Conoscersi
  3. Rappresentarsi 
Tecniche Artistiche: Fotografia, Pittura, Collage, Tecniche miste.

Obiettivi
  • Promuovere un approccio sensoriale ed emozionale
  • Scoprire sé stessi attraverso i linguaggi accessibili dell'arte.

martedì 9 settembre 2014

Scoprire l'artista che c'è in ognuno di noi

Sviluppare l'attitudine a osservare e vedere
Dal Progetto: © L'Artista Nascosto

Si parte da un'immagine realistica per poi procedere con una libertà immaginativa sempre più ampia. Ogni composizione avrà uno spessore diverso in relazione alla creatività personale, al grado di percezione e all'esperienza emozionale, fino alla scoperta e allo stupore di aver realizzato un'opera d'arte, sia nell'armonia compositiva che nella raffinatezza dei colori.

Sì, perché guardando si impara; è solo così che riusciamo a cogliere particolari, significati e dettagli essenziali che, altrimenti, passerebbero inosservati.

Composizione a tempera realizzata da un ragazzo di 13 anni 
nella sua espressione o sensibilità artistica

giovedì 24 luglio 2014

Laboratorio artistico espressivo

Percorsi A Colori: Per Conoscere, Esplorare, L'Uso E Il Valore Del Colore

Il momento laboratoriale, prevalentemente esperienziale, è fondamentale per valorizzare le potenzialità del linguaggio creativo e coinvolgere efficacemente sia i bambini sia gli adulti. Con i bambini, la comunicazione assume un aspetto particolarmente rilevante e utile per il loro sviluppo emotivo e per l'acquisizione di determinate capacità. È importante, quindi, offrire uno spazio in cui il bambino si senta libero di interpretare e raccontare la sua immaginazione, senza che questa venga limitata o condizionata. Ogni bambino ha un proprio mondo da portare fuori, che va rispettato.

L'arte viene vissuta in questo contesto non solo come un momento ludico, libero e creativo, ma diventa il mezzo educativo più adatto per imparare a conoscersi e crescere. Il risultato non può che essere sorprendente, sia nell'esecuzione del disegno e del colore, sia per la ricchezza simbolica e comunicativa. 
Ci si ritrova con le proprie passioni, aspirazioni e progetti futuri davanti a un foglio bianco: "Il bello dell'arte è trasformare all'infinito la realtà"; 
o con la propria storia di vita guardando una fotografia: "Osservi l'orizzonte... Il mare ti porta sempre qualcosa di nuovo... L'albero... fa ombra, ma allo stesso tempo mantiene il contatto con la terra... Ottimo binomio per la vita"; 
o, ancora, con un grande amore per l'arte, in un equilibrio tra vita, abilità e sensibilità.

© Il colore in chiave strettamente emozionale e personale 
Il colore prende forma.

"La notte è una grotta misteriosa che custodisce i sogni".
Tecnica: disegno a pennarello di una bimba di 7 anni

© Il colore in chiave strettame
nte emozionale e personale 

"Se mi chiedessero di scegliere cosa essere, io vorrei essere un'aquila, planerei sul mondo, libero nel cielo senza limiti". 
Tecnica: disegno a pastello

© La Libera Espressione Creativa

La gestualità spontanea e creativa e la meravigliosa freschezza del colore di una bimba di quattro anni.  

Tecnica: disegno a tempera eseguito direttamente con il pennello

© Sulle Note di un Pittore: Claude Monet
Noi siamo continuamente influenzati dai colori della natura.
 
Una bambina di 8 anni, sperimenta la tecnica impressionista con l'uso dei pastelli. Ovvero le sottili sfumature che la luce genera  su ogni suo particolare.

© Sulle Note di un Pittore: Vincent van Gogh 
La natura è sempre lo spunto migliore, nella vita come nell'arte.  

Tecnica: acrilico su carta

© Il gesto e la traccia
"Pensare alla bellezza di un gesto. Alla bellezza di un abbraccio".

Tecnica mista: cartone, acrilico
Supporto per il lavoro: spatole lisce e dentate

Tipologia /Percorsi
  • I percorsi da svolgere variano a seconda della tipologia di utenza (associazioni, scuole, ambiti interculturali, enti pubblici e privati, centri per la salute, contesti sanitari);
  • La destinazione di utenza (bambini, ragazzi, adulti);
  • Le finalità, gli obiettivi da raggiungere (in base alle esigenze, ai bisogni e le risposte della persona);
  • Combinando modalità e mezzi diversi, attraverso una personale ricerca dei materiali artistici. 
Una varietà di percorsi / progetti creativi che attraverso l'utilizzo dei materiali artistici pongono al centro lo sviluppo della creatività, della sensibilità e del benessere della persona e anche un nuovo modo per apprendere l'arte, all'interno di un ambiente sereno e accogliente privo di ogni forma di giudizio e competizione. 

Vivere un'esperienza creativa può portare, infatti, al desiderio di imparare, osservare, percepire e scoprire capacità e sensibilità nascoste, in un processo di apprendimento dinamico e coinvolgente. Dal punto di vista emotivo, cognitivo e sociale, l'arte svolge un ruolo cruciale in qualsiasi ambito e in qualsiasi fase della propria vita. Diversi studi hanno esplorato questo nesso, mostrando come le arti agiscano positivamente sullo sviluppo sia fisico che mentale.

L'arte in questo lavoro diventa metodo e contenuto, indipendentemente dai talenti e dalle attitudini specifiche di ogni persona. Privilegiando la libera espressione creativa, secondo uno stile personale, nella sua espressione più profonda e autentica. Unicità, originalità, individualità e la forza stessa del colore, costituiscono il nodo centrale su cui è fondata l'espressione artistica, ovvero il modo in cui io rappresento qualcosa. Scoprendo che ciascun modo è speciale, personale e differente.


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venerdì 2 maggio 2014

L'arte dei cinque sensi

L'atto di sentire l'odore di qualcosa, qualsiasi cosa, è rilevante come l'atto del pensare. Immediatamente nel momento della percezione, potete sentire la mente che inizia a funzionare, mandando in giro l'odore da un posto all'altro, sviluppando repertori complessi in tutto il cervello, interrogando un centro dopo l'altro in cerca di segni di riconoscimento precedenti, cercando vecchie memorie e vecchi collegamenti.

Lewis Thomas (25 novembre 1913-3 dicembre 1993), "A Long Line of Cells", 1985

Jean Moral, Le Double, 1927 

domenica 30 marzo 2014

L'Arte del vivere sostenibile di Renzo Piano: California Academy of Sciences


Photo: Tim Griffith

La California Academy of Sciences di San Francesco é una delle grandi opere innovative dell'architetto Renzo Piano, rinata nella sua veste green, dopo il terremoto dell'89. Frutto di una continua ricerca, una scelta culturale e ambientale molto precisa, dove la scelta dei materiali è basata sulle prestazioni e sull'impatto che hanno sugli edifici. È stato infatti nominato il museo più ecologico al mondo a zero emissioni e zero consumi: diecimila mq di tetto vegetale, recupero dell'acqua piovana, impianto fotovoltaico, isolamento termico garantito all'85% da scarti industriali, illuminazione naturale al 90% degli ambienti. Il 95% dell'acciaio nella All'origine delle sue realizzazioni diffuse su scala globale, c'è un legame profondo con il territorio e con la corretta gestione della natura, il che fa parte della filosofia operativa di Renzo Piano e caratterizza la natura estetico-emozionale che rivive nelle linee architettoniche e nel modo di raccontarla: 

"Sono un camminatore e la prima cosa che faccio sempre è quella di andare a piedi nel sito dove sorgerà l'edificio. Non bisognerebbe mai progettare nulla, senza aver prima camminato molto, si deve raccogliere molta polvere sulle proprie scarpe. Un principio: non toccare mai la matita se prima non sono andato avanti e indietro sul posto con le mani in tasca, se non ho macinato chilometri cercando in silenzio di capire, ascoltare, cogliere l'essenza. I luoghi parlano, come le persone, basta saperli ascoltare".


domenica 16 febbraio 2014

La riposanza del verde

A sua volta, il giallo è espansivo, radiante, sereno, stimolante; il blu è astringente, contratto, muto, freddo. È da questa opposizione, anche di contenuti simbolici, che nasce la mediante perfetta, ideale del verde-natura.

J.W. Goethe, La Teoria dei Colori, a
 cura di Renato Troncon, Introduzione di Giulio Carlo Argan.

Campagna in primavera

domenica 5 gennaio 2014

Serendipità: La Parola (Augurale) Del 2014


Max Ernst, Birth of a Galaxy (1969)

Di Giacomo Annibaldis 

Ci vorrebbe serendipità per cercare una parola che meglio si possa adattare a un nuovo anno, al 2014 appena incominciato: e serendipità è quella che mi pare possa offrire una prospettiva fruttuosa a qualsiasi inizio.

Come molti sanno serendipità non è un augurio di tanta serenità in forma adiposa, per quanto il sereno sembri compreso nel termine. É invece una forma mentis, un atteggiamento di ricerca; è la scoperta di qualcosa di piacevole e utile, ma del tutto imprevisto. Serendipità difatti appartiene al lessico usato specialmente in ambito scientifico  mentre si effettuano indagini indirizzate ad altro fine: insomma, è ciò che capitò a Cristoforo Colombo, che intendeva raggiungere le indie circumnavigando il pianeta e invece si trovò a scoprire l'America; ovvero è la scoperta della penicillina da parte di Fleming, causata da un errata disinfezione di un provino, mentre lui cercava altro. 

Il termine, esotico (deriva dall'antica denominazione dello Sri Lanka), fu coniato nel Settecento quel medesimo scrittore inglese, Horace Walpole, che ambientò in Puglia il primo romanzo horror della letteratura universale, Il castello di Otranto.
Allora un 2014 serendipico è quello che ci vuole. Si avverte intorno una ondata globale di riflusso, di fuga, di io, speriamo che me la cavo; siamo assediati dalle promesse di chi intende trovare soluzioni ai mille problemi sociali che ci affliggono, rimedi alle ineguaglianze sempre più evidenti, davanti alle quali sembriamo oramai rassegnati all'inevitabile fallimento di ogni tentativo. 

E allora la serendipità? Come nella favola del tesoro nel campo, antica quanto Esopo, anche noi - come ai tre figli dell'agricoltore morente - viene consegnata una vigna, in cui dovrebbe essere nascosto un tesoro; i ragazzi della favola zapparono in cerca di scrigni e gioielli, non trovandovi nulla di tutto ciò, ma accorgendosi che in questo modo avevano dissodato a dovere il podere, che diede ottimi frutti. E questo che anche noi ci auguriamo per il 2014. Insomma: chi cerca trova, ma non quello che ci si attendeva, e tuttavia qualcosa di altrettanto significativo. Dissodare l'utopia spesso può offrire risultati inaspettati, anche se diversi. Serendipità è per coloro che sanno che il fine non è quello di arrivare a una meta, ma quello di cercare la meta. 

[Tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 2/01/2014]

domenica 27 ottobre 2013

Tra Arte, Scienza e Natura




Un modo trasversale per raccontare la bellezza della natura e i benefici che essa presenta, si trova nella mostra "Wild medicine". Questa mostra si è svolta all'interno dell'Orto Botanico di New York: un meraviglioso parco che a seconda del periodo dell'anno e delle varie fioriture, si anima di profumi e colori, con una vasta collezione di piante e fiori. Dal punto di vista squisitamente progettuale, è stato ricreato con una installazione floreale, il celebre giardino dell'Orto Botanico di Padova. L'istituto iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco è diventato modello per analoghe istituzioni in tutto il mondo, ed è riconosciuto quale pioniere nello studio delle piante per uso medicinale, per il suo ruolo storico di centro all'avanguardia per la ricerca, per la salvaguardia ambientale e per la singolarità delle caratteristiche architettoniche.

lunedì 30 settembre 2013

Convegno A.I.E.Psi. : "Salute e Psicoevoluzione. Psicologia Preventiva dei Disturbi dello Sviluppo e DSA" 16 Ottobre 2013

Cari lettori,
ho il piacere di segnalarVi un nuovo evento che si terrà il 16 ottobre 2013, ore 15.00, presso l'Hotel Excelsior Congressi, Via G. Petroni, 15, Bari.

"Salute e Psicoevoluzione. Psicologia Preventiva dei Disturbi dello Sviluppo e DSA", è il titolo di questo incontro, organizzato da: A.I.E.Psi., Associazione Italiana di Evoluzione e di Psicoevoluzione, con il Patrocinio dell'Ordine degli Psicologi della Regione Puglia. 

Il Dott. Giuseppe Luigi Palma, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, introdurrà il programma scientifico del Convegno sul tema della Psicologia scolastica e DSA. Il Dott. Massimo Frateschi, Presidente dell'A.I.E.Psi., presenterà temi di notevole rilevanza scientifica teorica, tecnica e operativa psicologica, in generale sulla salute e sulla psicoevoluzione, ed in particolare su: le forme, le tipologie, le strategie di prevenzione psicologica clinica, psicosociale e psicoeducativa, e di psicoterapia psicoevoluzionista. 
  
Verranno presentati da autorità, relatori e professionisti specialisti prestigiosi: gli aspetti psicologici inerenti la psicologia e l’educazione della salute; la promozione della salute e dello sviluppo normale dei bambini e degli adolescenti; la psicologia scolastica, i Disturbi dell'Apprendimento e i Disturbi Specifici dell'Apprendimento, i Bisogni Educativi Speciali; gli aspetti clinici delle difficoltà, dei disagi, delle psicopatologie dello sviluppo; le condizioni favorevoli per gli interventi di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione e di realizzazione di prassi operative psicodiagnostiche, psicosociali e psicoeducative. 
Inoltre, verranno affrontati programmi, progetti, metodi e  tecniche ad orientamento psicodinamico psicoevoluzionista da sviluppare attraverso circuiti interistituzionali e  interdisciplinari, nei contesti sociali, familiari e in particolare scolastici.

Il Dott. Massimo Frateschi - che da venti anni si occupa di Psicologia della Salute e di ricerca e progetti di prevenzione psicologica clinica - ha voluto preannunciare, in rapida sintesi, due obiettivi del Convegno: 
"Un primo obiettivo riguarda la divulgazione, la sensibilizzazione della psicologia della salute a favore dei bambini e degli adolescenti, in particolare modo con l'attuazione e la realizzazione estesa al territorio della psicologia scolastica. Infatti la scuola, in quanto contesto principale di accoglimento, educazione, socialità, e formazione delle popolazioni infantili e adolescenziali potrà diventare ambiente salutare di crescita grazie alla predisposizione e promozione in accordo e collaborazione con i professionisti psicologi. 
La psicoevoluzione potrà fornire un ulteriore contributo innovativo di strategia globale di servizi e di interventi psicologici, con la divulgazione di  programmi di psicologia della salute, di psicologia scolastica e di prevenzione psicologica primaria. 
Un secondo obiettivo verte su una divulgazione di un quadro composito di informazioni e conoscenze dell'alta qualificazione professionale degli psicologi al servizio della società, della famiglia, della scuola, per la promozione della tutela della salute psicologica, a partire dalla prevenzione psicologica a favore della popolazione infantile e adolescenziale, fino a tutti i programmi, servizi ed interventi professionali psicologici di base e specialistici. 
A tale proposito, l'A.I.E.Psi. ha avviato a partire dall'anno 2010 il programma di Psicologia Scolastica, Strategia Psicoevoluzionista per la Prevenzione Psicologica nelle Scuole. 
Il programma del quinquennio, dal 2010 al 2015, è stato caratterizzato nella sua prima fase, fino al 31.12.2012, da iniziative di divulgazione preliminare e introduttiva, attraverso seminari e convegni sulla prevenzione psicologica nei contesti scolastici. Nella seconda fase, a partire dal 2013 fino al 2015, si promuoverà nel periodo 15 settembre-15 dicembre presso le scuole disponibili una iniziativa di collaborazione con i Dirigenti Scolastici, i Docenti e i Genitori degli alunni, per una corretta ed efficace divulgazione, sensibilizzazione e informazione sulla Psicologia ed Educazione alla Salute e la Prevenzione Psicologica, sugli aspetti seguenti:

  1. Psicologia della Salute e del Benessere riguardante: Evoluzione, Educazione, Socializzazione, Apprendimento, Motivazione, Comunicazione, Emozione, Relazione, Bisogni Psicofisici e Bisogni Educativi Speciali, ecc.;
  2. Prevenzione Psicologica Primaria e Secondaria riguardante: precursori di comportamenti a rischio, comportamenti a rischio, disagio scolastico, carenza di motivazione, disaffezione allo studio, difficoltà di apprendimento, disturbo specifico dell'apprendimento (DSA), sindrome non verbale (SNV), disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività (DDAI), disturbo oppositivo provocatorio (DOP), disturbo d’ansia di separazione (DAS), disturbo dell’affettività, disturbo della relazione, disturbo della comunicazione, dispersione scolastica, bullismo, dipendenza e multidipendenza psicopatologica, devianza sociale, ecc.. 

L'ingresso è libero e gratuito previa iscrizione. 
Il Programma del Convegno è scaricabile in formato PDF

domenica 16 giugno 2013

Sculture in pietra di Francesco Uccheddu



La scultura è la prima forma espressiva, ancor prima della parola scritta, che l'uomo ha utilizzato per concretare aspetti dell'immaginazione o della realtà circostante. Le prime forme figurative compaiono già nell'età paleolitica (età della pietra grezza). Ne sono rimaste testimonianze costituite da graffiti rupestri, bassorilievi a carattere naturalistico, statuette di soggetto femminile, in zone molto vaste, che si spingono dall'Europa centrale fino all'Africa settentrionale.

Francesco Uccheddu, scultore, ha la capacità di richiamare l'attenzione su questa antica forma d'arte, con eccezionale sincerità e profondità. I suoi lavori scultorei sono frutto di una dote innata e una personale ricerca della forma, che egli plasma con abilità. Scolpire significa conquistare lo spazio tridimensionale; l'oggetto non è più evocato sul foglio, ma è presente nell'attimo in cui lo si lavora. Questo significa che è necessaria una determinata consapevolezza per realizzare ciò che si ha in mente, soprattutto quando si manipola una materia dura come la pietra, in tutta la sua forza originaria. Conoscere quindi le caratteristiche della materia, i punti di rottura, le reazioni al colpo dello scalpello, è quello che emerge nelle bellissime opere di Francesco Uccheddu.   




In chiusura vi propongo un articolo tratto dal quotidiano "La nuova Sardegna", con i successivi video, che raccontano l'attività artistica di questo scultore.

Di Marco Porcu

ORISTANO. Da dieci anni con qualsiasi condizione meteorologica, Francesco Uccheddu è al lavoro nel suo laboratorio a cielo aperto a ridosso della chiesa di San Giovanni di Sinis. Il banco di lavoro è un blocco di legno abbandonato dagli operai dell'ente elettrico; l'attrezzatura un corno di cervo, uno di montone e uno di capra, un paio di pietre durissime che utilizza per scheggiare l'ossidiana e farne frecce, coltelli affilatissimi, e altri piccoli utensili di uso comune. Una attrezzatura arcaica che farebbe pensare al rifiuto di utilizzare apparecchiature super moderne, smerigli e quant'altro. Invece, come spiega l'artista, è l'unica efficace per la lavorazione dell'ossidiana, pietra dura vetrosa, che se tagliata senza perizia va in frantumi.

Francesco Uccheddu ha dovuto imparare da solo l'arte dello scalpellino, rifacendosi ai preistorici che l'ossidiana conoscevano bene, come testimoniano i reperti ritrovati particolarmente abbondanti nelle aree degli insediamenti nuragici. "La curiosità per la storia lontana della mia terra - dice Uccheddu - Mi ha spinto a costruire le tracce lasciate dai popoli primitivi che dall'ossidiana ricavavano utensili di uso comune, ma anche oggetti utilizzati per la difesa personale e per la caccia, come le frecce. Particolarmente ricca la zona dell'Oristanese per la significativa presenza dell'ossidiana nel vicino Monte Arci, uno dei tre luoghi del mondo, con il Messico e la Sicilia, dove si trova questo vetro naturale, tanto da favorire specialmente nel neolitico, l'insediamento di villaggi a ridosso del mare, nel nostro caso, dello stagno di Cabras". Francesco Uccheddu, usa lo scalpellino anche per lavorare l'aneraria, la trachite, e altre pietre, modellando maschere della tradizione sarda, come quella della "Is mamuthones" e altre, e della "Dea mater terris", con mano sicura e decisa. Molto spesso viene invitato nelle scuole, per dare un saggio della sua abilità, facendo conoscere l'ossidiana agli studenti, e facendo rivivere i tempi del passato millenario della gente sarda. 

Uccheddu Scultore - Ossidiana

Uccheddu Scultore - Sogni di pietra

domenica 19 maggio 2013

Borderline - Artisti tra normalità e follia


V
i segnalo una mostra molto interessante presso il Museo d'Arte della città di Ravenna. La collezione meravigliosamente diversificata, mette a  confronto opere di artisti famosi e autori anonimi con una sorprendente molteplicità di produzioni. Queste opere che in ambito internazionale sono state storicizzate con il termine di Art Brut, oggi rientrano in una nuova denominazione più ampia e diversificata: Outsider Art. 
Molti ignorano il ruolo che l'Art Brut ha giocato nei confronti dell'Arte del Novecento, ovvero delle avanguardie storiche. La critica se ne è occupata poco (in quanto opere difficilmente classificabili attraverso i tradizionali schemi della storia dell'arte) e solo ora inizia a studiarne i processi creativi che accomunano due realtà considerate solitamente lontane fra loro.

L'etichetta Art Brut fu introdotta nel 1945 dal pittore Jean Dubuffet per designare la sua collezione di opere realizzate da malati mentali, esponenti dell'arte popolare e autodidatti. Dal 1976 queste opere sono esposte nell'omonimo museo di Losanna, in Svizzera, che ne riconosce il valore artistico-culturale dopo la lunga e solitaria battaglia del fondatore. Fino agli anni '60, le loro produzioni erano considerate semplici sintomi psicopatologici. Dubuffet, invece, scriveva: "La nostra posizione riguardo a quella che chiamiamo follia è la seguente: intendiamo ignorarla completamente. Non esiste un'arte dei folli, più di quanto non esista un'arte dei dispeptici". Egli attribuiva così una piena dimensione umana, etica e artistica a queste forme espressive.

Jean Dubuffet, Les coordonnées, 1978 

Su questa nuova arte, molti studi psichiatrici del Novecento faranno riferimento a queste esperienze pionieristiche; tutto ciò servirà a introdurre uno dei grandi temi tra arte e psicoanalisi, che sarà contraddistinto da approcci e alleanze differenti e troverà terreno fertile nelle riflessioni che André Breton e il movimento surrealista formuleranno su questo tema: l'espressione di 'due realtà più o meno diverse' associate all'universo interiore e inconscio dell'uomo, al gesto istintivo della creazione artistica (automatismo psichico) e alla dimensione del sogno.

L'accostamento di Dubuffet all'arte psicotica risale alla visita, negli anni quaranta, della collezione di Charles Ladame, psichiatra di Ginevra e, ancor prima, alla lettura del testo di Hans Prinzhorn, tra i primi a riconoscere un valore artistico nell' "arte dei folli" e a metterla in parallelo coi disegni infantili e gli oggetti dei primitivi (qui la sua vastissima collezione, presso la Clinica Psichiatrica dell'Università Heidelberg a cavallo tra l'800 e il '900). È sull'opera di questo psichiatra che artisti astrattisti come Paul Klee, Kandinskij, surrealisti come André Breton, convergono la loro attenzione. Il ricorso al primitivo avvia l'uso della deformazione (proporzione, prospettiva, colore), aspira alla dissoluzione tra arte colta e popolare, al recupero di quell'originalità istintiva e creativa (come appunto quella dei bambini) che modifica i modi di procedere e di fare. 

L'impulso creativo svincolato da qualsiasi principio estetico è quindi il principio da cui deriva la concezione pittorica di Dubuffet e su cui costruisce le sue "posizioni anticulturali", lontano dai fermenti avanguardieristici, coltivando l'idea che l'autentica creazione artistica possa nascere solo da una ricerca individuale, e non da un programma o da un movimento. 
"Lo spazio mentale", scrive ancora Dubuffet nel 1945, "non assomiglia allo spazio percepito tridimensionale e non ha bisogno di nozioni come sopra o sotto". Da qui la necessità di lasciar esprimere la parte più genuina di se stessi, quella rinviante alla sfera della creatività. Le sue produzioni sono figure elementari simili al processo creativo del bambini, "alla loro semplice e libera grafia" o a ciò che Kandinskij chiama il suono interiore, carattere che un'espressione di tipo accademico non ha. 

Un'arte dunque non mediata, libera da qualsiasi contesto culturale, fortemente inconscia, istintiva, spesso brutale, più ideologica che estetica dove l'opera ruota sostanzialmente attorno all'aspetto segnico, gestuale, materico (informale), e forse per questo più significativa in quanto non condizionata dal sistema-arte e dai riflettori della critica d'arte.  

La Mostra

Il MAR Museo d'Arte della Città di Ravenna prosegue la sua indagine su temi di grande interesse ancora da approfondire con l'ambizioso progetto espositivo dal titolo Borderline, Artisti tra normalità e follia. Da Bosch a Dalì, dall'Art Brut a Basquiat. in programma dal 17 febbraio al 16 giugno 2013, realizzato grazie al prezioso sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna.

L'obiettivo della mostra è di superare i confini che fino ad oggi hanno racchiuso l'Art Brut e l' "arte dei folli" in un recinto, isolandone gli esponenti da quelli che la critica (e il mercato) ha eletto artisti "ufficiali". Già nella cultura europea del XX secolo diversi protagonisti delle avanguardie e psichiatri innovatori guardarono in luce nuova le esperienze artistiche nate nei luoghi di cura per malati mentali. Le ricerche di quegli anni avevano avviato una revisione radicale di termini quali "arte dei folli" e "arte psicopatologica", prendendo in esame queste produzioni sia come sorgenti stesse della creatività quanto come una modalità propria di essere nel mondo, da comprendere al di là del linguaggio formale.

Ricordiamo in sintesi alcune significative tappe storiche: già nel 1912 Paul Klee, in occasione della prima mostra del movimento artistico del Blaue Reiter alla Galleria Thannhauser di Monaco aveva individuato nelle culture primitive, nei disegni infantili e in quelli dei malati mentali le fonti dell'attività creativa. Nel 1922 lo psichiatra tedesco Hans Prinzhorn pubblicò un testo dal titolo "Bildnerei der Geisteskranken ("L'attività plastica dei malati di mente") che segnerà la fine dello sguardo positivista sulle produzioni artistiche nate negli ospedali psichiatrici. Infine, nel 1945 Jean Dubuffet conia la nozione di Art Brut avviando così una nuova epoca di ricerche in questo campo. 

Oggi il termine Borderline individua una condizione critica della modernità, antropologica prima ancora che clinica e culturale. In questo senso la mostra intende esplorare gli incerti confini dell'esperienza artistica al di là di categorie stabilite nel corso del XX secolo, individuando così un'area della creatività dai confini mobili, dove trovano espressione artisti ufficiali ma anche quegli autori ritenuti "folli", "alienati" o, detto in un linguaggio nato negli anni '70, "outsiders. 

La mostra curata da Claudio Spadoni, direttore scientifico del museo e da Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta, docente presso l'Accademia di Brera, e da Gabriele Mazzotta, con il supporto della Fondazione Mazzotta di Milano sarà inaugurata il prossimo 16 febbraio per proseguire fino al 15 giugno 2013. 

Dopo un'ampia INTRODUZIONE INTROSPETTIVA, con opere di Hieronymus Bosch, Pieter Bruegel, Francisco Goya, Max Klinger e Théodore Géricault, l'esposizione sarà organizzata per sezioni tematiche.

Nel DISAGIO DELLA REALTA' verranno presentate importanti opere di protagonisti riconosciuti quali Pierre Alechinsky, Karel Appel, Jean Dubuffet, Gaston Chaissac, Madge Gill, Vojislav Jakic, Asger Jorn, Tancredi Parmeggiani, Federico Saracini, Gaston Teuscher, Willy Varlin, August Walla, Wols, Adolf Wölfli, Carlo Zinelli. 

Il DISAGIO DEL CORPO comprenderà una serie di lavori dove è protagonista il corpo, che diviene l'estensione della superficie pittorica e talvolta opera stessa nelle sue più sorprendenti trasformazioni, descritte in toni ludici, poetici, talvolta violenti. In questa sezione troviamo Victor Brauner, Corneille, Jean Dubuffet, Pietro Ghizzardi, Cesare Inzerillo, André Masson, Arnulf Rainer, Eugenio Santoro, Carlo Zinelli; poi protagonisti del Wiener Aktionismus come Hermann Nitsch e Günter Brus; e infine Joaquim Vicens Gironella, Josef Hofer, Dwight Mackintosh, Oswald Tschirtner. 

All'interno dei RITRATTI DELL'ANIMA ampio spazio verrà dedicato ad una sequenza di ritratti e soprattutto autoritratti, una delle forme di autoanalisi inconsapevole più frequente nei pazienti delle case di cura, con opere di Francis Bacon, Enrico Baj, Jean - Michel Basquiat, Pablo Echaurren, Sylvain Fusco, Pietro Ghizzardi, Theodor Gordon, Antonio Ligabue, Bengt Lindstrom, Mattia Moreni, Arnulf Rainer, Gino Sandri, Lorenzo Viani. Due maschere Sepik vengono inserite, quali emblematici manufatti di arte primitiva, provenienti dalle popolazioni indigene del fiume Sepik in Melanesia. Un'intera sala verrà poi dedicata ad Aloïse Corbaz, storica autrice dell'Art Brut.

La mostra proseguirà con una sezione dedicata alla scultura, la TERZA DIMENSIONE DEL MONDO con inediti di Umberto Gervasi, Giuseppe Righi e ancora opere di arte primitiva del Sepik.

Infine, nel SOGNO RIVELA LA NATURA DELLE COSE (titolo che richiama una mostra della Fondazione Mazzotta del 1989), verrà definito l'onirico come fantasma del Borderline con una selezione di dipinti di surrealisti come Salvador Dalì, Max Ernst, André Masson, Victor Brauner, oltre alla presenza di Paul Klee, grande estimatore dell'arte infantile e degli alienati, e dell'autore di Art Brut Scottie Wilson.



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