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giovedì 24 luglio 2014

Laboratorio artistico espressivo

Percorsi A Colori: Per Conoscere, Esplorare, L'Uso E Il Valore Del Colore

Il momento laboratoriale, prevalentemente esperienziale, è fondamentale per valorizzare le potenzialità del linguaggio creativo e coinvolgere efficacemente sia i bambini sia gli adulti. Con i bambini, la comunicazione assume un aspetto particolarmente rilevante e utile per il loro sviluppo emotivo e per l'acquisizione di determinate capacità. È importante, quindi, offrire uno spazio in cui il bambino si senta libero di interpretare e raccontare la sua immaginazione, senza che questa venga limitata o condizionata. Ogni bambino ha un proprio mondo da portare fuori, che va rispettato.

L'arte viene vissuta in questo contesto non solo come un momento ludico, libero e creativo, ma diventa il mezzo educativo più adatto per imparare a conoscersi e crescere. Il risultato non può che essere sorprendente, sia nell'esecuzione del disegno e del colore, sia per la ricchezza simbolica e comunicativa. 
Ci si ritrova con le proprie passioni, aspirazioni e progetti futuri davanti a un foglio bianco: "Il bello dell'arte è trasformare all'infinito la realtà"; 
o con la propria storia di vita guardando una fotografia: "Osservi l'orizzonte... Il mare ti porta sempre qualcosa di nuovo... L'albero... fa ombra, ma allo stesso tempo mantiene il contatto con la terra... Ottimo binomio per la vita"; 
o, ancora, con un grande amore per l'arte, in un equilibrio tra vita, abilità e sensibilità.

© Il colore in chiave strettamente emozionale e personale 
Il colore prende forma.

"La notte è una grotta misteriosa che custodisce i sogni".
Tecnica: disegno a pennarello di una bimba di 7 anni

© Il colore in chiave strettame
nte emozionale e personale 

"Se mi chiedessero di scegliere cosa essere, io vorrei essere un'aquila, planerei sul mondo, libero nel cielo senza limiti". 
Tecnica: disegno a pastello

© La Libera Espressione Creativa

La gestualità spontanea e creativa e la meravigliosa freschezza del colore di una bimba di quattro anni.  

Tecnica: disegno a tempera eseguito direttamente con il pennello

© Sulle Note di un Pittore: Claude Monet
Noi siamo continuamente influenzati dai colori della natura.
 
Una bambina di 8 anni, sperimenta la tecnica impressionista con l'uso dei pastelli. Ovvero le sottili sfumature che la luce genera  su ogni suo particolare.

© Sulle Note di un Pittore: Vincent van Gogh 
La natura è sempre lo spunto migliore, nella vita come nell'arte.  

Tecnica: acrilico su carta

© Il gesto e la traccia
"Pensare alla bellezza di un gesto. Alla bellezza di un abbraccio".

Tecnica mista: cartone, acrilico
Supporto per il lavoro: spatole lisce e dentate

Tipologia /Percorsi
  • I percorsi da svolgere variano a seconda della tipologia di utenza (associazioni, scuole, ambiti interculturali, enti pubblici e privati, centri per la salute, contesti sanitari);
  • La destinazione di utenza (bambini, ragazzi, adulti);
  • Le finalità, gli obiettivi da raggiungere (in base alle esigenze, ai bisogni e le risposte della persona);
  • Combinando modalità e mezzi diversi, attraverso una personale ricerca dei materiali artistici. 
Una varietà di percorsi / progetti creativi che attraverso l'utilizzo dei materiali artistici pongono al centro lo sviluppo della creatività, della sensibilità e del benessere della persona e anche un nuovo modo per apprendere l'arte, all'interno di un ambiente sereno e accogliente privo di ogni forma di giudizio e competizione. 

Vivere un'esperienza creativa può portare, infatti, al desiderio di imparare, osservare, percepire e scoprire capacità e sensibilità nascoste, in un processo di apprendimento dinamico e coinvolgente. Dal punto di vista emotivo, cognitivo e sociale, l'arte svolge un ruolo cruciale in qualsiasi ambito e in qualsiasi fase della propria vita. Diversi studi hanno esplorato questo nesso, mostrando come le arti agiscano positivamente sullo sviluppo sia fisico che mentale.

L'arte in questo lavoro diventa metodo e contenuto, indipendentemente dai talenti e dalle attitudini specifiche di ogni persona. Privilegiando la libera espressione creativa, secondo uno stile personale, nella sua espressione più profonda e autentica. Unicità, originalità, individualità e la forza stessa del colore, costituiscono il nodo centrale su cui è fondata l'espressione artistica, ovvero il modo in cui io rappresento qualcosa. Scoprendo che ciascun modo è speciale, personale e differente.


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sabato 23 marzo 2013

Psicoevoluzione - Introduzione alla psicodinamica psicoevoluzionista di Frateschi Massimo


Massimo Frateschi è psicologo e psicoterapeuta, ha conseguito il Ph.D presso la Jolla University, San Diego, California, U.S.A.; ha svolto incarichi di relatore, formatore e docente di psicologia in varie istituzioni; è presidente dell'A.I.E.Psi, Associazione Italiana di Evoluzione e Psicoevoluzione.

'Il volume descrive aspetti e  ricerche di psicologia e di psicodinamica che hanno condotto l'autore, dal 1988 ad oggi, a ideare fondare e sviluppare le basi teoriche e metodologiche della psicoevoluzione e dell'orientamento psicodinamico e psicoevoluzionista. Il testo scorrevole ed essenziale può suscitare nei lettori, emozioni, riflessioni confronti e coinvolgimenti talora sorprendenti per la propria visione ed esperienza, sia della salute e del benessere  psicologico sia dell'esistenza e della relazione con gli altri e con il mondo'.

Ho concluso la lettura di questo testo pochi giorni fa. Un libro scritto con mano semplice ma nello stesso tempo ricco di sfaccettature che fornisce un particolare punto di vista interpretativo relativo all'esperienza professionale del dott. Massimo Frateschi, e un modello metodologico con un approccio multidisciplinare che attinge alla psicologia della percezione e ai suoi meccanismi. Parallelamente, troverete ottimi spunti che riguardano il mondo dell'arte in quanto essa sfrutta tali meccanismi: nulla di ciò che percepiamo è statico, bensì dinamico e mutevole. L'arte è sempre stata rappresentazione di un mondo interiore, un denso contenitore di metafore, di sensibilità, che pur nella diversità dei suoi linguaggi, esprime la molteplicità della vita stessa.

"Tutto il nostro mondo interiore è realtà", scriveva il pittore Chagall, "esso è forse più reale del mondo visibile. Se si definisce fantasia o favola tutto ciò che appare illogico, si dimostra soltanto di non aver capito la natura" (March Chagall, Ma Vie, 1957).

venerdì 25 maggio 2012

La Linea

Un omaggio al Maestro Osvaldo Cavandoli (Milano, 1Gennaio 1920 - Milano, 3 Marzo 2007) noto per il suo personaggio "La Linea". 



Una Linea 'comunicativa' sospesa tra l'immaginario e il reale: "Osvaldo Cavandoli pur "sapendo fare" cinema d'animazione, scrive Luca Novelli, non s'è mai creato il problema di definire l'Arte, e "artistico" il suo prodotto. Come un bambino munariano (anche se nel 1969, anno di nascita della Linea, il giovanile Osvaldo aveva già i suoi annetti) ha preso un foglio bianco e delineato con la matita il profilo di una forma umana. Le ha dato una voce (il mix lombardo-cinese dell'attore Carlo Bonomi) e un caratterino molto simile al suo. Come un artista, primitivo, le ha fatto mimare avventure, scene di vita quotidiana, d'amore e di sesso. Perché? Per buon auspicio, per il divertimento altrui, per soldi. Però ha fatto qualcosa che pochi altri autori suoi contemporanei sono riusciti a fare: ha dato vita alla più incredibile opera d'arte pop che sia mai apparsa sulla terra: una creatura mobile e chiacchierona, simpatica e comunicativa, FATTA D'UN SOLO TRATTO". La linea è parente dei bassorilievi assiri è sempre di profilo come i personaggi egizi, eppure è contemporanea dell'Arte Concettuale. La linea, aggiungerà serissimo uno storico d'arte del futuro, è un'opera concetto coeva dei tagli di Lucio Fontana, delle macchie di Pollock". 

Da qui, al tempo stesso, il suo modo di intendere e vivere l'arte, fuori dagli schemi:" Il mio desiderio nel cinema d'animazione era di arrivare alla sintesi e a me il fatto della bellezza, cioè la bella calligrafia interessava relativamente. Mi interessava il discorso. (...) E allora ho preso matita e fogli di carta e ho cominciato a stilizzare, stilizzare e stilizzare" (Osvaldo Cavandoli, "Un Artigiano dell'Umorismo").


In fondo la storia dell'arte novecentesca (che costituisce un ampio settore dell'arte contemporanea) consiste nel vedere come i nostri autori, seguendo le orme dei loro predecessori, abbiano affrontato il problema insito della rappresentazione della forma, per giungere all'essenzialità, fino ad arrivare a una estrema semplificazione, lungo una ricerca non meno sofferta e complessa.     
Munari stesso sintetizza: "Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. (...) Togliere vuol dire riconoscere l'assenza delle cose. (...) La semplificazione è il segno dell'intelligenza, un antico detto cinese dice: quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte". 

Un processo dunque inarrestabile, estremamente variegato all'interno della dimensione artistica, con la sua storia, la sua cultura, i suoi percorsi, che si raffina nel tempo, si perfeziona, si specializza e, conferisce all'opera nuove strutture. E sebbene gli artisti non smettano mai di cercare e sperimentare, vi sono qualità comuni a tutte le arti che garantiscono la bontà di un'opera e caratterizzano l'operato dell'artista. Spesso il risultato dipende dall'abilità dell'artista nell'adattare materiali e metodi e nel trovare la forma migliore in cui racchiudere, raccontare, i propri concetti e le proprie sensazioni, con la stessa profondità e sincerità con cui l'arte lo ha fatto nel passato. In questo Cavandoli ha certamente mostrato un'apertura ineguagliabile per forma e contenuti.




giovedì 21 ottobre 2010

Creativi non si nasce e nemmeno si muore


 Carla Citarella, Schizzo, Decorazioni per interni, Tecnica mista

Pubblico un'intervista di Gino Dato (La Gazzetta del Mezzogiorno) sullo splendido libro di Annamaria Testa: "La trama lucente", un'opera dedicata alla creatività.


Che cos'è il talento? Non basta avere delle buone idee, ma è necessario saperle attuare. Come? Con una continua applicazione.

La trama lucente è quella che nella nostra mente unisce le intuizioni. Che ci fa passare dall'idea alla pratica. Che fa la pratica un atto etico, di utilità per il genere umano. La creatività dobbiamo imparare a riconoscerla, a rispettarla e a coltivarla. E possiamo farlo in compagnia di Annamaria Testa che da oltre trent'anni si occupa di comunicazione e creatività. Consulente per le imprese, docente presso l’Università Bocconi, il suo ultimo saggio per Rizzoli s'intitola La Trama Lucente. 

Lei  parla della dimensione "progettuale ed etica" della creatività. Che vuol dire?

La creatività non consiste nel far venire solo in mente qualcosa. Bisogna essere capaci di tradurlo in realtà. È qui c’è la dimensione progettuale. E bisogna che quel qualcosa sia appropriato, efficace, utile alla collettività: ecco la dimensione etica. Per esempio, se passo il mio tempo a fantasticare su un nuovo romanzo ma non scrivo una riga; o immagino un nuovo farmaco ma non entro in laboratorio; o penso a un nuovo prodotto, a un edificio, a un vestito, ma non verifico che sia realizzabile … Ecco in questi casi mi diverto, ma non  sto facendo un lavoro creativo. E non è creativo il risultato se il farmaco è dannoso, il romanzo è un accrocchio di parole senza senso, il prodotto è una truffa, l’edificio crolla, il vestito ha tagli impossibili.

Alla fine del suo viaggio attraverso il tempo, possiamo definirla la creatività?

L'idea che esiste una facoltà umana di inventare è una conquista del Novecento. Al tempo dei romani e dei Greci la creatività è considerata esclusiva degli dei, e il concetto di genio rimanda un demone che 'possiede'  l'individuo. Sono  gli artisti del Rinascimento e gli scienziati del Seicento, da Copernico e Galileo e Newton, a immaginare l'essere umano come protagonista delle invenzioni, capolavori e scoperte: nella genialità non c’è niente di soprannaturale, ma solo la migliore espressione dell’intelligenza e della volontà. Il Novecento, con la scoperta della dimensione inconscia, dà conto dell’aspetto più misterioso del processo creativo: la fase di incubazione che avviene dopo che (e solo se) si sono presi  in esame tutti i dati del problema, e che culmina nella sintesi nuova frutto dell'illuminazione creativa.

Qual è la percezione collettiva che si ha oggi sulla creatività? 

Dobbiamo distinguere. Nel nostro Paese tendiamo ad etichettare come "creativi" comportamenti stravaganti, idee bizzarre, qualsiasi forma di bricolage ludico. E la trasgressione più gratuita. Questa attitudine (ce lo dicono le ricerche) è diffusa presso i giovani e le classi medie, che da una parte vedono il talento come un dono dal cielo che riguarda pochissimi grandi geni, dall'altra pensano che la creatività, per tutti gli altri coincida o con l'arrangiarsi o con il fare stranezze e  il fantasticare. È una visione riduttiva e rinunciataria.

Perché? 

Riduttiva perché la creatività è il segno distintivo del genere umano, la capacità che ci ha permesso di sviluppare le arti, le scienze e la tecnologia. Ed è una visione rinunciataria perché implica il rifiuto di mettersi in gioco e di impiegare il proprio talento in maniera produttiva. Invece sia nel mondo anglosassone che nei Paesi emergenti dell'estremo Oriente, la creatività e il suo sviluppo vengono ormai considerati strategici per l’economia e centrali nei processi educativi. Si crede che la creatività sia solo un fatto  di talento innato, ma non è così: ci vogliono educazione di base, competenze specifiche, prove ed errori, tenacia. E almeno (ce lo dice il Nobel Simon) dieci anni di applicazione intensiva ed esperta per produrre qualcosa di nuovo, nelle discipline più diversi: dagli scacchi, alla pittura, alla matematica...

Come si può coltivare il pensiero originale e utile della creatività?

Facendosi domande. Osservando. Essendo curiosi. Educando i ragazzini a nutrire pensieri non conformisti ma organizzativi e produttivi. La scuola è importantissima.

La creatività evolve con l'uomo? O può declinare?

Non necessariamente la creatività declina con l'età. Ma si spegne se non è alimentata dalla passione e dall'esercizio. Se viene incensurata o ignorata da ambienti non favorevoli, o se si scontra con il pregiudizio: in particolare, il pregiudizio di genere  ha frustrato  per secoli la creatività delle donne. Che solo oggi, finalmente, almeno nei  Paesi sviluppati accedono in massa all'educazione, e in futuro saranno, credo, "la" nuova grande risorsa creativa del mondo. 

sabato 20 marzo 2010

"Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi" (Frateschi M., Citarella C., Minervini V. R., 2009) Terza Parte

METODOLOGIA DEL LABORATORIO ARTISTICO-ESPRESSIVO

Il Progetto "P.C.M.C." (Frateschi M., Citarella C., Minervini V. R., 2009) si sviluppa attraverso la sinergia tra utente, operatore artistico e psicologo. Sinergia nella quale l'operatore artistico rappresenta un mediatore tra l'utente e lo psicologo in grado di fornire metodi, mezzi e strumenti aggiuntivi per entrambi. La metodologia di lavoro utilizzata, valorizza molto le dimensioni della creatività e del gioco. La creatività è una delle componenti fondamentali del pensiero umano; è un aspetto della personalità di ciascuno, qualcosa di potenziale che può essere realizzato se l’ambiente di vita sa offrire le giuste opportunità.

Il pittore Matisse H., affermava: "Sbaglierebbe chi attribuisse tale potere creativo a un dono innato e precisava: "creatore autentico non è solo l'essere dotato; è un uomo che ha saputo ordinare in vista del loro fine tutta una serie di attività di cui l'opera d'arte è il risultato. Creare è esprimere quello che abbiamo dentro di noi. Qualsiasi sforzo di creazione è interiore. Inoltre bisogna nutrire il nostro sentimento e questo avviene con l'aiuto di elementi che troviamo all'esterno (Matisse H., 1908).

Un bambino attraverso l'osservazione può scoprire la forma delle cose, i colori, l'ambiente; quindi, ampliando la conoscenza del mondo, può percepire con più sensibilità ed agire con maggiore forza immaginativa e creativa. Un potenziamento della creatività viene favorito, in un bambino attento, tranquillo, dedito ad osservare, esplorare ciò che l'ambiente gli offre, pronto ad accogliere e a trasformare ciò che acquisisce, capace di riprodurre ciò che pensa e sente in modo originale. I contesti affettivi, cognitivi e ambientali possono convergere nei simboli grafici, nelle linee intere o tratteggiate, nel susseguirsi di punti, nei segni marcati o sottili, curvi o spezzati, nelle rapide pennellate leggere o delicate, nelle macchie di colore a tinte calde o fredde. Il disegno, quindi, diventa un momento di espressione, di spontaneità, di liberazione, di rappresentazione del mondo del bambino. 

Il pittore Klee P., sosteneva: "l'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è" (Klee P., 1898-1918). L'arte nasce tendenzialmente come esigenza di riprodurre la realtà non già nella sua dimensione oggettiva, ma così come essa si dà a vedere all'artista: all'arte viene riservata la funzione non più di descrivere, quanto piuttosto di rappresentare direttamente il sentimento, lo stato d’animo dell’artista, in un processo creativo dove l'immagine, il colore, la forma, assumono una dimensione allegorica della realtà esterna. Quindi, con l'arte, si esprimono attraverso il disegno e l'uso del colore, emozioni altrimenti difficili da descrivere con le parole. Il foglio diventa un palcoscenico su cui rappresentare la propria vita. Così, le situazioni, personali, le esperienze vissute, possono essere osservate da una prospettiva differente. 

Per il bambino la dimensione del gioco si rivela immediatamente con delle modalità di apprendimento naturali e originali di grande valore: il gioco è il suo lavoro, il canale attraverso il quale filtra tutto ciò che potrà edificare il suo carattere e la sua personalità. Attraverso le attività ludiche, i bambini raccolgono ed elaborano le informazioni che si esprimeranno poi in attitudini di vita, nei comportamenti sociali e nelle scelte per affrontare o risolvere i problemi. I bambini inventano giochi, a volte, per alleviare beneficamente le fatiche che già in tenera età vengono loro imposte. Davanti ai primi compiti di matematica, un bimbo di sei anni può riuscire in un attimo a dare ad essi un'impronta creativa: il 4 può assomigliare ad una comoda sedia, il 2 ad un cigno, l’8 ad un paio di occhiali; o ancora per associazioni di immagini "l'esagono ad un aquilone,… il triangolo ad un vulcano" (Frateschi M., 1988). 

La modalità di apprendimento dei contenuti, avviene attraverso gli stimoli iniziali del conduttore che dopo aver dedicato un breve tempo alla conoscenza sensoriale e percettiva del materiale usato, fornisce un punto di partenza sul quale si costruisce un percorso prestabilito, attraverso una serie di attività, riconducibili ai cinque parametri: Gioco, Arte, Musica, Percezione, Creatività. 

Nel progetto, le proposte di ascolto favoriscono per ogni bambino una partecipazione attiva per interpretare gli stati d'animo suscitati dalla musica. Ciò si sviluppa attraverso gli strumenti del disegno, della pittura, nell'uso combinatorio di forme, colori, scene e immagini che la musica suggerisce. Tali attività mirano a dare voce espressiva alla creatività dei partecipanti, sollecitando il lavoro individuale e di gruppo. Ogni opera realizzata dai bambini, viene di seguito interpretata con dei metodi scientifici e tecnici della psicologia della percezione.

"Gli esponenti della psicologia della gestalt (psicologia della forma), affermano che la natura stessa del pensiero è creativa. Quindi l'atto creativo non è semplicemente un insieme oggettivo di forme e colori ma attiva un processo produttivo affettivo – emotivo - cognitivo molto complesso, che si basa sulla elaborazione personale di ciò che percepiamo. Lo studio psicodinamico dimostra che si verifica sempre una diversità di percezione di un fenomeno per ogni percepente, in un gruppo di percepenti, sottoposto ad uno stesso stimolo, da una semplice figura ad una azione sociale; il significato intrinseco al fenomeno è vissuto unicamente in modo soggettivo dal percepente. La ricerca psicoevoluzionista individua ed elabora, nei fenomeni interattivi dinamici di gruppo - soggettivi, sia i processi di sviluppo degli schemi, delle configurazioni e delle rappresentazioni mentali, sia i processi creativi molteplici implicanti la percezione, il gioco, la musica e l'arte, originati nell'infanzia" (Frateschi M., 1988-1989).

Obiettivi Generali 
  • Apprendere ad esprimersi attraverso nuove risorse espressive non verbali: il segno, la forma, il colore per potenziare la propria originalità, unicità e soggettività;
  • Stimolare la creatività con una proposta artistica e/o musicale; 
  • Imparare a socializzare con nuovi strumenti; 
  • Scoprire e sviluppare talenti individuali; 
  • Sviluppare il senso di solidarietà, di condivisione, e di appartenenza al gruppo. 

Come mezzi e strumenti specifici per la realizzazione del laboratorio artistico all' interno del Progetto vengono usati:
  • Musicassette, CD;
  • Materiali da Disegno (matite dure e morbide, matite colorate, carboncini, gessi, pastelli a cera, pennarelli di vari tipi).
  • Materiali da Pittura (acquarelli, tempere, colori a dita, acrilici, pennelli, spugne, …).
  • Materiali da Costruzione (cartone, stoffa, forbici, colla, materiali da recupero, …).
  • Supporti per il Lavoro (immagini, testi d'arte, bibliografia di riferimento, vari tipi di carta e cartoncino di vari colori, misure e forme).

Questi materiali possiedono caratteristiche e modalità di utilizzo che vengono organizzate con alta specificità dall'operatore artistico che guida in ogni fase di realizzazione, l'attività operativa dei partecipanti.

Fasi di Realizzazione

Gli incontri, quindi, sono condotti da un esperto qualificato in materie artistiche, affiancato da operatori formati nell'area psicologica.

Ogni incontro, nel quale si impiegano metodi, tecniche e strumenti precedentemente illustrati, comincia con una fase introduttiva, utile per allentare le difese e l'imbarazzo di "non essere capaci di". È importante sottolineare che nella presentazione del mezzo artistico, bisogna concedere il tempo necessario al soggetto di esplorare, conoscere la materia e le sue possibilità. Si fanno alcuni esercizi gestuali specifici per scoprire il piacere dell'uso dei materiali. Dopo questa breve fase per incoraggiare l’atto creativo-espressivo, per ogni giornata di laboratorio si propone il tema in esame.
L'incontro termina con una libera discussione tra il gruppo-classe e lo psicologo circa l'esperienza vissuta. Alla fine del laboratorio lo psicologo svolge un incontro con il gruppo-classe finalizzato alla verifica del raggiungimento degli obiettivi; ciò viene realizzato attraverso un dialogo stimolante e gratificante su tutta l'esperienza del laboratorio tra i bambini, lo psicologo e l'operatore artistico.

I bambini parlano dei lavori svolti, alternando momenti di ascolto reciproco, a momenti di espressione di sé; comunicando spontaneamente creano alcune opportunità di mettere in luce, a se stessi e agli altri, le loro potenzialità. L'immagine aiuta la parola; il linguaggio non verbale favorisce l'espressività dei soggetti che per caratteristiche psicologiche restano nell'ombra o evidenziano comportamenti inadeguati. I lavori possono essere rielaborati in fasi successive e restano comunque parte integrante attiva individuale e di gruppo del percorso compiuto.

In ambito educativo i mezzi artistici spesso rappresentano una grande risorsa per lo sviluppo di una graduale conoscenza di sé e per la crescita personale. Il processo creativo può diventare una metafora di ciò che accade nella propria vita quotidiana, negli scambi, e nella relazione della vita in classe; il bambino, prima, può sperimentare nuovi comportamenti positivi e, poi, adottarli favorevolmente.


BIBLIOGRAFIA 
Klee P. (1898-1918). "Diari". Il Saggiatore, Milano.
Matisse H. (1972). "Escrit et propos sur l’art". Hermann, Paris.
Frateschi M. (1988). "L’isola dei desideri". Edizioni Fratelli Laterza, Bari.
Frateschi M. (1988-1989). "Laboratori di Ricerca di Attività Creativa".
Comunicazioni. Cattedra Pedagogia I . Università degli Studi di Bari.     
                                       

domenica 21 febbraio 2010

"Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi" (Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009) Seconda Parte

Guest post by Dott.ssa Valeria R. Minervini, psicologa

Quale teoria alla base?
La prospettiva teorica di riferimento del P.C.M.C. - "Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi"(Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009) è "psicodinamica psicoevoluzionista” (Frateschi M., 1988, 1989, 2009b); essa si fonda sul connubio di diversi ambiti psicologici:
  • Psicologia della Gestalt: analisi e interpretazioni cliniche dei principi dei campi di forza, delle leggi di unificazione formale, dei conflitti tra le forze in campo;
  • Psicoanalisi: individuazione, analisi ed interpretazione delle pulsioni, degli stati di angoscia, dei conflitti intrapsichici e dei meccanismi difensivi potenziali e agiti;
  • Analisi Esistenziale: individuazione, analisi ed interpretazione dei bisogni, delle emergenze emotive, delle carenze affettive, delle separazioni e delle perdite;
  • Analisi Immaginativa: analisi e interpretazione delle risonanze emotive, delle reazioni evocative espressive, delle produzioni immaginative e simboliche.
Tali presupposti teorici, articolati e composti in una inquadratura globale specifica psicodinamica psicoevoluzionista, sono alla base del P.C.M.C. - "Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi" (Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009).

Perché parliamo di Configurazione dei Multiparametri?
Tale configurazione fa riferimento a cinque parametri di analisi e verifica, nel progetto opportunamente operazionalizzati in attività e correlati in una unica configurazione; a essi corrispondono cinque specifici apprendimenti.

PARAMETRI Apprendimenti
GIOCO: apprendere a giocare
ARTE: apprendere a disegnare
MUSICA: apprendere ad ascoltare
PERCEZIONE: apprendere a percepire
CREATIVITÀ: apprendere a essere creativi

Quali finalità ha il P.C.M.C.?
Motivare agli apprendimenti sopra citati secondo l’ottica della "Motivazione Intrinseca Strutturale" – M.I.S. (Frateschi M., 1997) intesa come motivazione derivante da fattori interni disposizionali derivanti dalla struttura stessa (psico-fisio-biologica) dell'organismo vivente; si mira inoltre a individuare eventuali talenti artistico-creativi ancora nascosti.

Quale metodologia?

Da un punto di vista artistico…
Il progetto si realizza attraverso un laboratorio operativo - creativo. La modalità di apprendimento dei contenuti avviene attraverso gli stimoli iniziali del conduttore differenziati a seconda della tecnica artistica e della competenza psicologica da apprendere. L'aspetto fondamentale metodologico, si basa sul fare, utilizzando le molteplici tecniche dell'arte e della creatività e soprattutto sul "learning by doing", cioè su un apprendimento che si concretizza facendo, operando sulla realtà e creando i propri artefatti. L'arte, infatti, è per sua natura sensoriale (tattile, visiva, olfattiva, uditiva) e coinvolge emozioni e processi cognitivi (percezione, immaginazione, simbolizzazione, elaborazione di concetti), fra loro interconnessi. Per quanto attiene l'aspetto musicale previsto dal progetto, la musica, accompagna le attività artistiche dei bambini che disegnano ascoltando brani opportunamente selezionati dall'operatore, per esprimere sensazioni, emozioni e realizzare produzioni di vario tipo.

Da un punto di vista psicologico…
Si procede ad un'osservazione ecologica del macro e micro contesto scolastico, nonché dei comportamenti dei piccoli partecipanti del laboratorio artistico-creativo in particolare, vengono analizzati il clima e la cultura organizzativa in cui sono inseriti i bambini e si procede con un'osservazione sistematica dei comportamenti in corso senza influenze da parte dell’osservatore che rimane il più possibile esterno all'ambiente di osservazione e, senza strutturarlo, (Baumgartner, 2004) coglie le naturali espressioni d'essere. Alla fine di ogni incontro e del laboratorio i bambini hanno modo di dialogare con lo psicologo, tramite interviste di gruppo o focus group discussion, per: acquisire maggiore consapevolezza circa le attività svolte; padroneggiare gli stati emotivi che le attività hanno generato; comprendere il valore della condivisione e degli altri bambini come compagni di gioco ed espressione del gioco che è in sé.

Perché il progetto adotta la teoria psicodinamica psicoevoluzionista?
Come emerge da questa breve sintesi del progetto, la teoria psicodinamica psicoevoluzionista è il nostro punto di partenza e di arrivo, in quanto, il bambino all'interno del P.C.M.C. è un soggetto che viene visto in uno spazio di fondamentale importanza per la sua vita, quale è quello del suo contesto classe, in un tempo scandito da momenti particolari e unici, come unici sono sia il significato che darà a quest'esperienza, sia il modo in cui la vivrà.
Crediamo nei "qui e ora" che fanno crescere e insegnano a stare al mondo, che colorano l'esistenza e rendono le nostre vite dei meravigliosi capolavori incorniciati da esperienze peculiari.


BIBLIOGRAFIA
BAUMGARTNER, E., (2004). L'osservazione del comportamento infantile. Teorie e strumenti, Carocci, Roma.
FRATESCHI M. (1988-1989). Laboratori di Ricerca di Attività Creativa. Comunicazioni. Cattedra Pedagogia I, Università degli Studi di Bari.
FRATESCHI M. (1989). La Psicologia Scolastica con un orientamento Psicodinamico Psicoevoluzionista per una Ricerca Azione nella scuola. Comunicazione interna alla Ricerca Formativa "Il bambino multidimensionale", Università degli Studi di Bari - I.R.S.S.A.E., Regione Basilicata.
FRATESCHI M. (1997). L'evoluzione in Psicologia. Comunicazione presentata al Convegno "L’evoluzione umana: scienze a confronto", A.I.E.Psi., Bari.
FRATESCHI M. (2009b). Innovazione e Psicoevoluzione: il progetto Psicodinamico Psicoevoluzionista. Relazione presentata al Seminario "Il Progetto Psicoevoluzionista per gli anni 2010-2015", A.I.E.Psi., Bari.

mercoledì 16 dicembre 2009

Laboratorio Espressivo: Strumenti e Tecniche (prima parte)

Benessere attraverso i linguaggi artistici e creativi

Parlare di tecniche in un laboratorio espressivo, significa far conoscere mezzi e strumenti di espressione tali da offrire alla persona la possibilità di scegliere il mezzo espressivo che meglio si adatta alle sue necessità.

Naturalmente il materiale dovrà essere adatto all'età;

dovrà tener conto dei bisogni e delle esigenze della persona;

senza risultare difficile nell'impiego.

Compito dell'operatore artistico sarà quindi dimostrare con esempi il modo con cui usare il materiale;


saper creare un contesto di tranquillità emotiva in cui potersi confrontare, raccontarsi, sentirsi creatori e protagonisti;  

guidare la persona alla conoscenza delle caratteristiche e delle varie possibilità dei mezzi artistici.
 

Per realizzare un laboratorio artistico, oltre ad essere creativi, è fondamentale conoscere le tecniche di espressione artistica, avere competenze metodologiche, adattando il proprio modo di operare (e di comunicare) a seconda della persona che si ha di fronte;

senza costringere e condizionare, ma incoraggiandolo ed aiutandolo a dar vita ai suoi desideri, ricordi, emozioni, e soprattutto a divenire creativo.

Dovrà programmare attività stimolanti che diventeranno per l'utente ispirazioni per la sua produzione grafica e pittorica. Ogni attività proposta sarà guidata per motivare a produrre, a sperimentare, a scoprire, a immaginare;

per questo la metodologia di lavoro utilizzata valorizzerà molto la dimensione del gioco: da un lato, questo approccio stimola la relazionalità e favorisce la crescita armonica; dall'altro, l'espressione artistica in generale viene percepita sin dalla infanzia come un'esperienza divertente e intelligente piuttosto che come una noiosa imposizione didattica.

Le metodologie educative elaborate nel corso degli ultimi anni propongono infatti un approccio delle arti dal vivo basato sulla partecipazione creativa diretta dei bambini. Numerosi studi dimostrano che fin dai primi anni di vita del bambino, l'arte contribuisce allo sviluppo delle capacità cognitive, socio-emozionali e multisensoriali, trovando spazio per esprimere liberamente la propria individualità, il proprio carattere, nel senso più ampio del termine. 

Per questo è necessario che i bambini imparino ad esplorare il proprio lato artistico, che non è "semplicemente" relegato a diventare un artista, ma piuttosto ad agevolare l'individuo, all'autonomia, all'autostima, a rafforzare la consapevolezza di sè, a liberare le potenzialità creative e a sviluppare le proprie capacità comunicative ("Aiutami a fare da me") nel corso della propria esistenza (vedi qui).

mercoledì 28 ottobre 2009

Il Processo di Apprendimento nell'Arte

Studiare è un'attività fondamentale nel nostro processo di crescita, determina la nostra abilità e competenza nella materia.

In ambito artistico nello specifico, le qualità dell'intelligenza si devono sposare con l'abilità tecnica pratica.

Ma cosa accade esattamente durante il processo di apprendimento?

L'apprendimento si compone di 4 fasi distinte e consequenziali, l'una propedeutica all'altra, determinate da 4 fattori fondamentali: Incompetenza, Competenza, Consapevolezza, Inconsapevolezza; il tutto, così come rappresentato nello schema di seguito:


Schema by Carla Citarella (sul modello sviluppato da Noel Burch).

Prima Fase: INCOMPETENZA INCONSAPEVOLE
In questa fase noi non sappiamo fare e non ce ne rendiamo conto.
È il caso del musicista che si reca in sala prova e, suona così come gli viene in testa, assolutamente convinto di suonare bene, mentre in realtà è molto lontano da un livello tecnico/espressivo adeguato.
Questo è un chiaro esempio di Incompetenza Inconsapevole: non saper fare senza rendersene conto, è il punto di inizio di tutti. Poi però, il confronto con la realtà oggettiva di chi è competente, ci consente il passaggio alla fase successiva.

Seconda Fase: INCOMPETENZA CONSAPEVOLE
Il confronto quindi con qualcuno che ne sa più di noi e/o comunque la nostra maturità, ci consente quindi di passare alla fase successiva: Incompetenza Consapevole, ovvero non sappiamo fare e ce ne rendiamo conto.
Questa è la fase più critica del nostro processo di apprendimento, lo scoraggiamento è in agguato, in questi casi ci possiamo sentire anche frustrati perché non riusciamo a esprimerci artisticamente come vorremmo; ma se dentro di noi c'è la passione per ciò che vogliamo fare, troveremo anche la forza per metterci al lavoro sui libri e l’esercizio pratico.
Non esiste un tempo prefissato circa la durata di questa fase, ovviamente è molto soggettiva, può durare un anno come dieci o venti.
Una volta però raggiunta la competenza necessaria, si è pronti per passare alla fase successiva.

Terza Fase: COMPETENZA CONSAPEVOLE
Superato lo scoglio duro dell’Incompetenza Consapevole, si passa alla fase della Competenza Consapevole, ovvero sappiamo fare e ce ne rendiamo conto.
Eureka! Potremmo dire, siamo al Top. In realtà NO, perché c’è un MA, e il MA è che è vero che siamo competenti e siamo in grado di fare, ma abbiamo bisogno di pensarci. Siamo concentrati su ciò che abbiamo imparato e questo paradossalmente ci limita, e non ci fa esplorare altre possibilità della nostra espressione artistica.
Molti restano ancorati a questa fase per sempre, ma esiste una quarta e ultima fase del nostro processo di apprendimento, fase alla quale solo i più arditi e coraggiosi vi accedono.

Quarta Fase: COMPETENZA INCONSAPEVOLE
Ebbene sì, in questa ultima fase del nostro processo di apprendimento impariamo una lezione davvero incredibile: sappiamo fare senza che ce ne rendiamo conto, ovvero ciò che facciamo lo facciamo bene, ma ci viene spontaneo, non abbiamo bisogno di pensarci.
Questo concetto è bene sintetizzato da un grande insegnamento del pianista jazz Thelonious Monk: "Studia bene tutta la teoria, e l'armonia, impara bene ogni singolo pattern e lick (sequenze di note e ritmo che si utilizzano come modello), dopodiché dimentica tutto e suona".
Questa è la fase dove viene fuori la personalità dell'artista, il suo essere, il suo talento naturale e tutto ciò al termine di un intero processo di apprendimento.

La Morale di tutto ciò, è che la piena libertà e maturità artistica arriva al termine di un lungo percorso di studio e di apprendimento messo in discussione e, a meno che uno non abbia un talento pazzesco, non si possono saltare le tappe.

sabato 10 ottobre 2009

L'Atelier

Arte al servizio della persona

Questo spazio educativo va concepito come uno spazio creativo rispondente il più possibile alle esigenze dell'utente. L'obiettivo principale non è quello di sviluppare l'apprendimento delle tecniche artistiche basilari, ma la tecnica diventa un mezzo per tradurre quanto nasce dall'immaginazione, dall'osservazione, dalle esperienze vissute. In un processo di creatività continua che offre la possibilità a chiunque di giungere in maniera originale e personale al raggiungimento di determinati obiettivi e intuizioni, fino alla consapevolezza dei propri sentimenti, pensieri ed emozioni. Tecnica, quindi, che non ha valore in se stessa, è sostanzialmente un mezzo di comunicazione, che utilizza varietà di mezzi e strumenti a disposizione, pur mantenendo le caratteristiche necessarie ad un apprendimento esperienziale.

La teoria (ce ne vuole tanta) deve far parte del bagaglio culturale dell'operatore, ma in questo contesto deve passare solo attraverso appropriati suggerimenti operativi che aiutano a sviluppare la manualità, la padronanza fisica degli oggetti (in quanto ogni strumento ha le sue qualità), la gestualità, la concentrazione, l'esplorazione, la capacità di osservazione, del saper guardare le cose in un determinato modo (e non solo con gli occhi). 
ll metodo di apprendimento utilizzato, è quindi quello di sperimentare un percorso, dove il contenuto risulta essere non il dettato di una traccia: "Disegna un prato fiorito", ma: "Ho disegnato un prato fiorito"; un gesto che ha un significato unico e profondo in sè. Possa così diventare traccia della nostra stessa esistenza, nella finalità di valorizzare l'arte e l'espressione artistica come risorsa per la crescita personale di tutti. Arte e creatività svolgono, infatti, un ruolo fondamentale per la formazione dell'individuo e per la sua crescita personale e sociale, in qualsiasi ambito e in qualsiasi fase della propria vita.

L'approccio metodologico si basa sul "fare", utilizzando le molteplici tecniche dell'arte e della creatività, all'interno di un ambiente sereno, accogliente, operativo; privo di ogni forma di giudizio e competizione, nel rispetto della personalità (o del carattere) di ciascuno. Peculiarità indispensabili che favoriscono da un lato l'espressione creativa (eliminano l'ansia e la paura di sbagliare), dall'altro l'apertura e la condivisione verso gli altri. 
Dal punto di vista cognitivo, sociale, emotivo, l'arte svolge un ruolo cruciale nel trasmettere all'individuo una serie di conoscenze, abilità, competenze, che gli saranno utili nelle varie esperienze della vita, quali lo sviluppo del pensiero critico, la risoluzione dei problemi, l'accrescimento dell'autostima, l'empatia, il lavoro di gruppo e la collaborazione


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