Visualizzazione post con etichetta Progetti Scolastici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Progetti Scolastici. Mostra tutti i post

venerdì 8 maggio 2015

Il ritratto e le sue espressioni: Dal Progetto © L'Artista Nascosto

Ritratto eseguito da un ragazzo di 14 anni nella sua espressione o sensibilità artistica
Tecnica: pittura a tempera su carta 


Esperienza Grafica e Pittorica: La Rappresentazione di un Volto 

"Ciascun ritratto ed autoritratto "contiene" infinite storie ed innumerevoli informazioni. Il ritratto visivo è un elemento costante ed ineludibile dell'dentità" (Marco Dallari).

Fasi
  1. Scoprirsi 
  2. Conoscersi
  3. Rappresentarsi 
Tecniche Artistiche: Fotografia, Pittura, Collage, Tecniche miste.

Obiettivi
  • Promuovere un approccio sensoriale ed emozionale
  • Scoprire sé stessi attraverso i linguaggi accessibili dell'arte.

martedì 9 settembre 2014

Scoprire l'artista che c'è in ognuno di noi

Sviluppare l'attitudine a osservare e vedere
Dal Progetto: © L'Artista Nascosto

Si parte da un'immagine realistica per poi procedere con una libertà immaginativa sempre più ampia. Ogni composizione avrà uno spessore diverso in relazione alla creatività personale, al grado di percezione e all'esperienza emozionale, fino alla scoperta e allo stupore di aver realizzato un'opera d'arte, sia nell'armonia compositiva che nella raffinatezza dei colori.

Sì, perché guardando si impara; è solo così che riusciamo a cogliere particolari, significati e dettagli essenziali che, altrimenti, passerebbero inosservati.

Composizione a tempera realizzata da un ragazzo di 13 anni 
nella sua espressione o sensibilità artistica

giovedì 24 luglio 2014

Laboratorio artistico espressivo

Percorsi A Colori: Per Conoscere, Esplorare, L'Uso E Il Valore Del Colore

Il momento laboratoriale, prevalentemente esperienziale, è fondamentale per valorizzare le potenzialità del linguaggio creativo e coinvolgere efficacemente sia i bambini sia gli adulti. Con i bambini, la comunicazione assume un aspetto particolarmente rilevante e utile per il loro sviluppo emotivo e per l'acquisizione di determinate capacità. È importante, quindi, offrire uno spazio in cui il bambino si senta libero di interpretare e raccontare la sua immaginazione, senza che questa venga limitata o condizionata. Ogni bambino ha un proprio mondo da portare fuori, che va rispettato.

L'arte viene vissuta in questo contesto non solo come un momento ludico, libero e creativo, ma diventa il mezzo educativo più adatto per imparare a conoscersi e crescere. Il risultato non può che essere sorprendente, sia nell'esecuzione del disegno e del colore, sia per la ricchezza simbolica e comunicativa. 
Ci si ritrova con le proprie passioni, aspirazioni e progetti futuri davanti a un foglio bianco: "Il bello dell'arte è trasformare all'infinito la realtà"; 
o con la propria storia di vita guardando una fotografia: "Osservi l'orizzonte... Il mare ti porta sempre qualcosa di nuovo... L'albero... fa ombra, ma allo stesso tempo mantiene il contatto con la terra... Ottimo binomio per la vita"; 
o, ancora, con un grande amore per l'arte, in un equilibrio tra vita, abilità e sensibilità.

© Il colore in chiave strettamente emozionale e personale 
Il colore prende forma.

"La notte è una grotta misteriosa che custodisce i sogni".
Tecnica: disegno a pennarello di una bimba di 7 anni

© Il colore in chiave strettame
nte emozionale e personale 

"Se mi chiedessero di scegliere cosa essere, io vorrei essere un'aquila, planerei sul mondo, libero nel cielo senza limiti". 
Tecnica: disegno a pastello

© La Libera Espressione Creativa

La gestualità spontanea e creativa e la meravigliosa freschezza del colore di una bimba di quattro anni.  

Tecnica: disegno a tempera eseguito direttamente con il pennello

© Sulle Note di un Pittore: Claude Monet
Noi siamo continuamente influenzati dai colori della natura.
 
Una bambina di 8 anni, sperimenta la tecnica impressionista con l'uso dei pastelli. Ovvero le sottili sfumature che la luce genera  su ogni suo particolare.

© Sulle Note di un Pittore: Vincent van Gogh 
La natura è sempre lo spunto migliore, nella vita come nell'arte.  

Tecnica: acrilico su carta

© Il gesto e la traccia
"Pensare alla bellezza di un gesto. Alla bellezza di un abbraccio".

Tecnica mista: cartone, acrilico
Supporto per il lavoro: spatole lisce e dentate

Tipologia /Percorsi
  • I percorsi da svolgere variano a seconda della tipologia di utenza (associazioni, scuole, ambiti interculturali, enti pubblici e privati, centri per la salute, contesti sanitari);
  • La destinazione di utenza (bambini, ragazzi, adulti);
  • Le finalità, gli obiettivi da raggiungere (in base alle esigenze, ai bisogni e le risposte della persona);
  • Combinando modalità e mezzi diversi, attraverso una personale ricerca dei materiali artistici. 
Una varietà di percorsi / progetti creativi che attraverso l'utilizzo dei materiali artistici pongono al centro lo sviluppo della creatività, della sensibilità e del benessere della persona e anche un nuovo modo per apprendere l'arte, all'interno di un ambiente sereno e accogliente privo di ogni forma di giudizio e competizione. 

Vivere un'esperienza creativa può portare, infatti, al desiderio di imparare, osservare, percepire e scoprire capacità e sensibilità nascoste, in un processo di apprendimento dinamico e coinvolgente. Dal punto di vista emotivo, cognitivo e sociale, l'arte svolge un ruolo cruciale in qualsiasi ambito e in qualsiasi fase della propria vita. Diversi studi hanno esplorato questo nesso, mostrando come le arti agiscano positivamente sullo sviluppo sia fisico che mentale.

L'arte in questo lavoro diventa metodo e contenuto, indipendentemente dai talenti e dalle attitudini specifiche di ogni persona. Privilegiando la libera espressione creativa, secondo uno stile personale, nella sua espressione più profonda e autentica. Unicità, originalità, individualità e la forza stessa del colore, costituiscono il nodo centrale su cui è fondata l'espressione artistica, ovvero il modo in cui io rappresento qualcosa. Scoprendo che ciascun modo è speciale, personale e differente.


Post Correlati

venerdì 7 settembre 2012

Convegno A.I.E.Psi. : "Prevenzione delle Psicopatologie dello sviluppo: Psicoevoluzione, Salute, Scuola" 17 Ottobre 2012


Cari lettori,
ho il piacere di segnalarVi un nuovo evento che si terrà il 17 ottobre 2012, ore 15.00, presso l’Hotel Excelsior Congressi, Via G. Petroni, 15, Bari.

"Prevenzione delle psicopatologie dello sviluppo: Psicoevoluzione, Salute, Scuola", è il titolo di questo incontro, organizzato da: A.I.E.Psi., Associazione Italiana di Evoluzione e di Psicoevoluzione. Il Presidente dell'A.I.E.Psi., dott. Massimo Frateschi, introdurrà il programma del Convegno presentando i principi fondamentali della teoria e della metodologia della Psicoevoluzione e le sue applicazioni concrete per la salute ed il benessere nella società moderna, all'esordio del terzo millennio. L’innovazione delle scienze e delle tecniche psicologiche è al servizio della collettività umana, per favorire la qualità della vita in ogni fase dell'evoluzione dell'essere in relazione con il mondo. 
La psicoevoluzione, in particolare attraverso strategie specialistiche psicodinamiche psicoevoluzioniste, contribuisce alla realizzazione di programmi, di progetti e di interventi di prevenzione psicologica primaria utili per promuovere e sviluppare la condizione di salute e di benessere dell’essere umano, fin dalla primissima infanzia, nella famiglia e nella scuola.   
Interverranno su molteplici argomenti Autorità, Relatori ed Esperti per promuovere la divulgazione e l’approfondimento di tematiche psicologiche di ampia portata scientifica, pragmatica e applicativa a favore della società e della collettività, con particolare attenzione alla psicoevoluzione, alla prevenzione, alla salute e al benessere della popolazione infantile e adolescenziale.

L'evento aderisce a: OTTOBRE 2012 MESE DEL BENESSERE PSICOLOGICO – ORDINE DEGLI PSICOLOGI DELLA REGIONE PUGLIA.


domenica 16 ottobre 2011

L'Espressione Plastico-Manipolativa: Materiali e Tecniche

 Mani e Creatività / Carla Citarella
Appartengono a questo tipo di attività i materiali facili da manipolare e modellare: creta o argilla, plastilina, DAS e pasta di sale. Assieme alla pittura, l'approccio a questi strumenti offre un'entusiasmante esperienza sensoriale e di apprendimento, in grado di stimolare la creatività sia nel bambino sia nell'adulto: le mani si muovono e, grazie al loro calore, la materia prende la forma desiderata.

La
 plastilina è un materiale morbidissimo, è recuperabile per lungo tempo, ma costoso. Per la sua consistenza si possono modellare le figure, riproducendo, ad esempio, frutta, ortaggi, animali, ciotole, o altri soggetti secondo la propria fantasia.

Il DAS è la pasta modellabile più conosciuta, consente di ottenere oggetti resistenti, e poiché si asciuga rapidamente, è particolarmente adatta per applicazioni su diversi supporti come legno, cartoncino e terracotta che possono essere successivamente dipinte con colori acrilici o a tempera.

La pasta di sale non è una pasta pronta all'uso, ma è un composto facile da preparare, a costo zero. È molto sensibile all'umidità quindi l'oggetto creato, rischia di non durare nel tempo.  

La creta, è un materiale naturale, antichissimo, affascinante, che l'uomo lavora da millenni sin dalla preistoria: dalle prime ciotole, anfore, statuine, ai meravigliosi vasi greci, ed etruschi, alle bellissime ceramiche quattrocentesche, fino ad arrivare alla splendida ceramica e terracotta del nostro territorio italiano, grazie ai bravissimi artigiani che si dedicano a questo tipo di attività, sia per uso decorativo, che per uso domestico. Presentare nozioni generali di questo materiale, favorisce una certa consapevolezza con l'argomento e successivamente con lo strumento.

Greek civilization, 4th century b.C. Terracotta statuettes depicting daily life scenes. From Tanagra, Greece. (Photo By DEA / G. DAGLI ORTI/De Agostini 
Getty Image)

Mestolo, ciotola e colino d'impasto. Circa 1500 a.C. Momperone, Alessandria. Museo di Antichità, Torino


Terracotte di Puglia / Carla Citarella

La creta si acquista, a basso costo, presso fabbriche di ceramica o grossi rifornitori, già raffinata (al giusto stato di morbidezza), nelle confezioni da 20 o 25 kg. È un ottimo materiale per modellare le figure a Tutto tondo. Per chi volesse sperimentare questo materiale, risultanti interessanti si ottengono utilizzando varie tecniche. Decorazioni in rilievo: si disegna un soggetto su un cartoncino; successivamente si fanno aderire ai contorni del disegno dei rotolini o delle striscioline ottenuti dalla creta. Oppure si preparano dei fogli di argilla stesi con un mattarello e, utilizzando vari oggetti, a seconda della pressione esercitata, si ottengono i negativi degli stessi. La creta, inoltre, si adatta anche a essere texturizzata con strumenti appositi (punteruoli) o recuperati (stecchini, forchette).
Per tagliare la creta occorre un filo metallico o da pesca, alle cui estremità si saranno legati due straccetti per poterlo impugnare. Si taglia a strati, come se si dovesse guarnire un pezzo di Pan di Spagna. La creta va manipolata con l'aggiunta di acqua in giuste quantità, in quanto è già umida, quindi, è sufficiente avere un contenitore di acqua per inumidirsi le mani e una spatola per raschiare la creta essiccata sul banco, o sul piano alla fine del lavoro. Al termine del lavoro è importante avvolgere la creta con stracci umidi e un sacchetto di plastica, per mantenerla al giusto stato di morbidezza e sempre pronta.

L'oggetto creato dovrà essere lasciato essiccare, e quando assumerà una certa solidità, prestando attenzione anche alle parti che poggiano sul piano, e successivamente assumerà un colore grigio-chiaro uniforme, sarà pronto per essere cotto entro appositi forni (le temperature iniziano a 900 °C e variano a seconda della grandezza del manufatto) dove si trasformerà in una terracotta. Dipingendolo con colori speciali, e cuocendolo nuovamente, diventerà una ceramica.

L'essiccazione deve avvenire in un ambiente asciutto e non vicino al termosifone, poiché l'eccesso di calore, provocherebbe l'essiccazione solo delle parti esterne con la conseguente crepatura e quindi rottura. Non avendo nella struttura un forno adatto per cuocere i manufatti essiccati, si possono ugualmente dipingere con colori a tempera o acrilici. È importante trattare il manufatto al fine di dipingerlo e conservarlo, preparando una pasta con gesso e Vinavil (Scagliola) che sarà applicata con un pennello. L'oggetto in questo modo avrà una discreta resistenza, ovviamente non paragonabile alla ceramica.

Nell'attività operativa qualsiasi tecnica artistica si sperimenta, è fondamentale conoscere l'uso degli strumenti artistici, in quanto ogni strumento ha le sue qualità. Disegnare, per esempio, un sole, usando una matita a mina morbida anziché a mina dura, aiuta a scoprire la bellezza del proprio segno o la propria gestualità; acquisire una conoscenza base sulla legge dei colori per imparare a mescolarli, è importante per ottenere le tonalità di colore corrispondenti ai propri gusti, non serve dunque acquistare un'intera gamma di colori; saper impugnare un pennello è una operazione tutt'altro che trascurabile; coinvolgere la persona in giochi che implicano lo sporcarsi le mani, e cioè "mettere le mani in pasta, è senz'altro utile per lo sviluppo della percezione tattile. La manipolazione plastica, sviluppa la concentrazione, la coordinazione e la gestualità: si pensi, per esempio, all'atto di impastare per fare la pasta in casa.

Per le sue caratteristiche intrinseche può essere sperimentata come densa, liscia, bagnata, oppure, come copiosa, sporca, disordinata: sensazioni di piacere e di disgusto, di indubbia valenza formativa, che si imparano a conoscere grazie al contatto con la materia. Questo tipo di attività, infatti, aiutano il bambino a superare quei problemi legati al fastidio provocato dal materiale (per le sue proprietà collose) e alla paura di sporcarsi: comprenderà, allora, che ci si può sporcare e che ci si può pulire.

L'aspetto dell'impatto visivo è sempre diverso  perché  legato da un insieme di fattori: in relazione con le emozioni intime che il soggetto percepisce, alle qualità proprie dell'oggetto, senza trascurare le componenti culturali nate dalle abitudini e dall'ambiente sociale. Ecco che alcuni sono subito incuriositi dalla manipolazione di questi strumenti, altri preferiscono osservare in lontananza, per poi avvicinarsi in totale libertà. Mi piace sempre evidenziare che l'insieme di queste esperienze si inscrive in un clima sereno ed accogliente, privo di ogni forma di competizione, nel rispetto della personalità (o del carattere) di ciascuno: peculiarità indispensabili che favoriscono da un lato l'espressione creativa (eliminano l’ansia e la paura di sbagliare) dall'altro l'apertura e la condivisione verso gli altri.

In generale, i metodi di applicazione usati nell'arte sono diversi, e il risultato dipende dalla capacità dell'artista nell'adattare materiali e tecniche a seconda della forma che vuole creare. L'aspetto diverso, le qualità fisiche e funzionali, implicano un'infinità di procedimenti di fabbricazione di ciascun artigiano, di ciascuna fabbrica, che naturalmente cambiano a seconda delle epoche. Questo significa che qualunque sia l'uso che egli fa dei materiali di cui dispone, l'artista-artigiano, o progettista, sarà sempre condizionato dalla natura di questi. Dovrà, quindi, rispettare i materiali, avere una conoscenza dettagliata delle proprietà tecnologiche, e adattare ad essi i suoi metodi, in modo da esprimere le sue idee in maniera efficace.


Contributo per il Carnevale della Chimica ospitato da Marco Fulvio Barozzi. "La chimica per la casa" è il tema di questa edizione.

giovedì 10 marzo 2011

Seminario A.I.E.Psi. : "Psicoevoluzione, Prevenzione, Benessere" 5 Aprile 2011

Cari lettori,

ho il piacere di segnalarVi un nuovo evento che si terrà il 5 aprile, ore 15.00, presso l'Hotel Excelsior Congressi, Via G. Petroni, 15, Bari.

"Psicoevoluzione, Prevenzione, Benessere: dalla Psicologia della Salute alla Psicologia Scolastica", è il titolo di questo incontro, organizzato da: A.I.E.Psi., Associazione Italiana di Evoluzione e di Psicoevoluzione. Il Presidente dell'A.I.E.Psi., dott. Massimo Frateschi, introdurrà il programma del Seminario presentando l'innovazione della strategia psicodinamica psicoevoluzionista che apre un nuovo panorama di sinergie scientifiche, metodologiche e tecniche per una visione globale favorevole, motivata e fiduciosa dei progressi della psicologia in particolare quelli che promuovono la salute dell'essere umano dalla nascita agli stadi di evoluzione della vita.

Interverranno su molteplici argomenti Autorità, Relatori ed Esperti per promuovere la divulgazione e l’approfondimento di tematiche psicologiche di ampia portata scientifica, pragmatica e applicativa a favore della società e della collettività, con particolare attenzione alla psicoevoluzione, alla prevenzione e al benessere della popolazione infantile e adolescenziale.

L'evento aderisce a: SETTIMANA DEL BENESSERE PSICOLOGICO IN PUGLIA – 4/10 APRILE 2011 – ORDINE DEGLI PSICOLOGI DELLA REGIONE PUGLIA.


martedì 27 aprile 2010

"Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi" (Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R.) Quarta parte

La metodologia psicologica - Dott.ssa Valeria Rosaria Minervini

La metodologia psicologica del P.C.M.C. è di tipo qualitativo pertanto i progettisti hanno ispirato il loro operato a criteri di:
  • Situatività e contingenza: dei metodi, dei risultati e della loro interpretazione.
  • Validazione da parte dei partecipanti: i partecipanti hanno un ruolo fondamentale anche dopo che lo psicologo ha raccolto i dati, essi ne confermano la validità rendendo più credibile la ricerca.
In particolare all'interno della metodologia qualitativa si è proceduto servendosi del metodo dell'osservazione ecologica (Mazzara, 2002). L'osservazione come metodologia di ricerca si differenzia dal semplice "guardarsi attorno" in quanto è uno sguardo intenzionale attivo e soprattutto selettivo, che tende a mettere a fuoco ciò che l'osservatore ritiene più rilevante e significativo in relazione ai suoi interessi, alle sue motivazioni, alle ragioni che hanno promosso la rilevazione dei dati.
Essa si basa sull'assunto che vi sia una forte interdipendenza funzionale tra organismo, comportamento e ambiente, la quale porta all'imprescindibilità dell'osservazione comportamentale dei soggetti all'interno dei loro contesti di vita quotidiani; per questo motivo l´osservazione è detta ecologica (Baumgartner, 2004).
Si è proceduto pertanto alla descrizione il più possibile fedele e completa delle caratteristiche di un particolare evento/comportamento/situazione e delle condizioni in cui si verifica (Braga e Tosi,1998) facendo ipotesi in merito all'effetto dell´ azione del P.C.M.C. all'interno dei luoghi di vita quotidiani.
Nello specifico la fase di "congelamento" della situazione da osservare (Boscolo, 1974) è consistita nell'analisi della cultura organizzativa scolastica (macro contesto) e del clima delle classi (micro contesto). Il macro contesto è stato analizzato secondo il modello della cultura organizzativa (Schein, 1986); pertanto si è andato alla ricerca di tre aspetti:
  • gli artefatti, che rappresentano il livello più superficiale e più manifesto della cultura di un'organizzazione: lo spazio, il layout, la cartellonistica, il linguaggio scritto e parlato, il dress code, la tecnologia;
  • i valori dichiarati, che rappresentano il livello intermedio: strategie, obiettivi, filosofie, ideologie, aspirazioni espresse che orientano le scelte e le azioni socialmente premiate e premianti;
  • gli assunti di base, che rappresentano il livello culturale più profondo e inconsapevole: sono gli assunti impliciti e scontati, che determinano in maniera automatica le percezioni, le credenze, i sentimenti, i pensieri di base dei componenti di un gruppo.
Per quanto riguarda il clima organizzativo si è rivisitato un concetto ad esso precedente ovvero quello di clima sociale introdotto da Lewin, Lippit e White (1939). In particolare Lewin parla del clima sociale in termini di atmosfera riferendosi alle condizioni di tipo psico-sociale che si vengono a creare nei gruppi"(...) l'atmosfera è qualcosa di intangibile, una proprietà della situazione sociale complessiva" (Lewin,1948, p.114).
L'osservazione prende spunto da questo concetto sviluppando un modello di organizational climate (Argyris, 1958) per l´analisi del clima all'interno del luogo in cui verrà svolto il progetto. In base a tale modello si sono esaminate le procedure e le posizioni formali dell'organizzazione; i fattori personali ovvero i bisogni, valori e capacità individuali e l´insieme delle variabili associate con gli sforzi degli individui per confermare i propri fini e quelli dell'organizzazione. Queste variabili nel loro complesso permettono di definire l'organizational behavior ovvero "quel "livello di analisi discreto" risultante dall'interazione di livelli di analisi individuale, formale, informale e culturale" (Argyris, 1958, p. 516). 
In seguito alle attività svolte con l'operatrice artistica, si è proceduto a interviste di gruppo con relativa analisi dei dati discorsivi. Per quanto concerne questi ultimi, ci si è ispirati al pensiero di Lacan che, in linea con Freud, è convinto che il soggetto non possa essere ridotto alla propria autocoscienza. In particolare rifacendosi alla linguistica di Saussure, Lacan (Bernini, 2008) sostiene che ci sono strutture che preesistono al soggetto, che lo determinano e lo costituiscono senza che egli abbia la capacità di padroneggiarle ma al contrario, è a loro sottomesso. Queste strutture sono il linguaggio e l'inconscio, strettamente interconnesse in quanto anche l'inconscio, per Lacan, è strutturato come un linguaggio (si manifesta infatti attraverso figure retoriche, quali metafore, metonimie,ecc.).
Inoltre, si può aggiungere che: "anche grazie alle scoperte sulla memoria "implicita" e non consapevole, custodita dall'amigdala, la parte primordiale del nostro cervello, si sedimentano già dalla fase prenatale, le percezioni delle voci, dei suoni, dei rumori, degli sfondi nel "campo organismo madre" con fenomeni multipli simultanei pieni di significati arcaici vitali, inglobati nella motivazione intrinseca strutturale" (Frateschi M., 1988, 2009).
Facendo leva su questi presupposti teorici i dati discorsivi del P.C.M.C., sono stati esaminati tramite l'Analisi del discorso secondo l'approccio diatestuale: tramite tale analisi si cerca di indagare la Soggettività, l'Argomentatività e la Modalità dei testi (modello di SAM) ovvero di rispondere a tre interrogativi: Chi dice? Perché dice? Come dice?. A tal fine si è andati alla ricerca di opportuni marcatori del discorso di Soggettività (agentività, affettività, embrayage e debrayage), Argomentatività (enjeu, narratività, logoi e antilogoi), Modalità (marcatori metadiscorsvi, di genere discorsivo, di opacità) (Laneve, C. a cura di, 2007).


BIBLIOGRAFIA
Argyris, C. (1958). Some problems in conceptualizing organizational climate: a case of study of a bank, Administrative Science Quarterly, vol. 2, pp. 501- 520).Aumgartner E. (2004). L'osservazione del comportamento infantile, Carocci, Roma.
Bernini L. (2008). Le pecore e il pastore. Critica, politica, etica nel pensiero di Michel Foucault, Liguori, Napoli.
Boscolo P. a cura di, (1974). Psicologia dell'educazione. Insegnamento e apprendimento, Martello-Giunti, Milano-Firenze.
Braga P., Tosi P. (1998). L'osservazione. In S. Mantovani (a cura di), La ricerca sul campo in educazione. I metodi qualitativi, Milano, Mondadori.
Frateschi M. (1988). Communication. Advanced Studies in Group Psychology. La Jolla University, San Diego, California, U.S.A. Frateschi M. (2009). Una Strategia Progettuale di Psicologia Scolastica. Relazione presentata all'Evento Formativo ECM, Giornata di Studio su: "La prevenzione psicologica nei contesti scolastici" Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, Bari.
Laneve C. (a cura di) (2007). Analisi della facoltà di scienze della formazione. 1995-2005 Tomo I. SAGGI, Laterza, Bari.
Lewin K., Lippit R. and White R. (1939). Patterns of aggressive behaviour in experimentally created "social climates. Journal of Social Psychology 10:271-99.
Lewin K. (1948) Resolving social conflicts; selected papers on group dynamics. Gertrude W. Lewin (ed.). New York: Harper & Row, p.114. Mazzara B. M.(2002). Metodi qualitativi in psicologia sociale: prospettive teoriche e strumenti operativi, Carocci, Roma.
Schein E. H.(1986). Verso una nuova consapevolezza della cultura organizzativa in P.Gagliardi ( a cura di) - Le imprese come culture- Milano-ISEDI.

sabato 20 marzo 2010

"Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi" (Frateschi M., Citarella C., Minervini V. R., 2009) Terza Parte

METODOLOGIA DEL LABORATORIO ARTISTICO-ESPRESSIVO

Il Progetto "P.C.M.C." (Frateschi M., Citarella C., Minervini V. R., 2009) si sviluppa attraverso la sinergia tra utente, operatore artistico e psicologo. Sinergia nella quale l'operatore artistico rappresenta un mediatore tra l'utente e lo psicologo in grado di fornire metodi, mezzi e strumenti aggiuntivi per entrambi. La metodologia di lavoro utilizzata, valorizza molto le dimensioni della creatività e del gioco. La creatività è una delle componenti fondamentali del pensiero umano; è un aspetto della personalità di ciascuno, qualcosa di potenziale che può essere realizzato se l’ambiente di vita sa offrire le giuste opportunità.

Il pittore Matisse H., affermava: "Sbaglierebbe chi attribuisse tale potere creativo a un dono innato e precisava: "creatore autentico non è solo l'essere dotato; è un uomo che ha saputo ordinare in vista del loro fine tutta una serie di attività di cui l'opera d'arte è il risultato. Creare è esprimere quello che abbiamo dentro di noi. Qualsiasi sforzo di creazione è interiore. Inoltre bisogna nutrire il nostro sentimento e questo avviene con l'aiuto di elementi che troviamo all'esterno (Matisse H., 1908).

Un bambino attraverso l'osservazione può scoprire la forma delle cose, i colori, l'ambiente; quindi, ampliando la conoscenza del mondo, può percepire con più sensibilità ed agire con maggiore forza immaginativa e creativa. Un potenziamento della creatività viene favorito, in un bambino attento, tranquillo, dedito ad osservare, esplorare ciò che l'ambiente gli offre, pronto ad accogliere e a trasformare ciò che acquisisce, capace di riprodurre ciò che pensa e sente in modo originale. I contesti affettivi, cognitivi e ambientali possono convergere nei simboli grafici, nelle linee intere o tratteggiate, nel susseguirsi di punti, nei segni marcati o sottili, curvi o spezzati, nelle rapide pennellate leggere o delicate, nelle macchie di colore a tinte calde o fredde. Il disegno, quindi, diventa un momento di espressione, di spontaneità, di liberazione, di rappresentazione del mondo del bambino. 

Il pittore Klee P., sosteneva: "l'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è" (Klee P., 1898-1918). L'arte nasce tendenzialmente come esigenza di riprodurre la realtà non già nella sua dimensione oggettiva, ma così come essa si dà a vedere all'artista: all'arte viene riservata la funzione non più di descrivere, quanto piuttosto di rappresentare direttamente il sentimento, lo stato d’animo dell’artista, in un processo creativo dove l'immagine, il colore, la forma, assumono una dimensione allegorica della realtà esterna. Quindi, con l'arte, si esprimono attraverso il disegno e l'uso del colore, emozioni altrimenti difficili da descrivere con le parole. Il foglio diventa un palcoscenico su cui rappresentare la propria vita. Così, le situazioni, personali, le esperienze vissute, possono essere osservate da una prospettiva differente. 

Per il bambino la dimensione del gioco si rivela immediatamente con delle modalità di apprendimento naturali e originali di grande valore: il gioco è il suo lavoro, il canale attraverso il quale filtra tutto ciò che potrà edificare il suo carattere e la sua personalità. Attraverso le attività ludiche, i bambini raccolgono ed elaborano le informazioni che si esprimeranno poi in attitudini di vita, nei comportamenti sociali e nelle scelte per affrontare o risolvere i problemi. I bambini inventano giochi, a volte, per alleviare beneficamente le fatiche che già in tenera età vengono loro imposte. Davanti ai primi compiti di matematica, un bimbo di sei anni può riuscire in un attimo a dare ad essi un'impronta creativa: il 4 può assomigliare ad una comoda sedia, il 2 ad un cigno, l’8 ad un paio di occhiali; o ancora per associazioni di immagini "l'esagono ad un aquilone,… il triangolo ad un vulcano" (Frateschi M., 1988). 

La modalità di apprendimento dei contenuti, avviene attraverso gli stimoli iniziali del conduttore che dopo aver dedicato un breve tempo alla conoscenza sensoriale e percettiva del materiale usato, fornisce un punto di partenza sul quale si costruisce un percorso prestabilito, attraverso una serie di attività, riconducibili ai cinque parametri: Gioco, Arte, Musica, Percezione, Creatività. 

Nel progetto, le proposte di ascolto favoriscono per ogni bambino una partecipazione attiva per interpretare gli stati d'animo suscitati dalla musica. Ciò si sviluppa attraverso gli strumenti del disegno, della pittura, nell'uso combinatorio di forme, colori, scene e immagini che la musica suggerisce. Tali attività mirano a dare voce espressiva alla creatività dei partecipanti, sollecitando il lavoro individuale e di gruppo. Ogni opera realizzata dai bambini, viene di seguito interpretata con dei metodi scientifici e tecnici della psicologia della percezione.

"Gli esponenti della psicologia della gestalt (psicologia della forma), affermano che la natura stessa del pensiero è creativa. Quindi l'atto creativo non è semplicemente un insieme oggettivo di forme e colori ma attiva un processo produttivo affettivo – emotivo - cognitivo molto complesso, che si basa sulla elaborazione personale di ciò che percepiamo. Lo studio psicodinamico dimostra che si verifica sempre una diversità di percezione di un fenomeno per ogni percepente, in un gruppo di percepenti, sottoposto ad uno stesso stimolo, da una semplice figura ad una azione sociale; il significato intrinseco al fenomeno è vissuto unicamente in modo soggettivo dal percepente. La ricerca psicoevoluzionista individua ed elabora, nei fenomeni interattivi dinamici di gruppo - soggettivi, sia i processi di sviluppo degli schemi, delle configurazioni e delle rappresentazioni mentali, sia i processi creativi molteplici implicanti la percezione, il gioco, la musica e l'arte, originati nell'infanzia" (Frateschi M., 1988-1989).

Obiettivi Generali 
  • Apprendere ad esprimersi attraverso nuove risorse espressive non verbali: il segno, la forma, il colore per potenziare la propria originalità, unicità e soggettività;
  • Stimolare la creatività con una proposta artistica e/o musicale; 
  • Imparare a socializzare con nuovi strumenti; 
  • Scoprire e sviluppare talenti individuali; 
  • Sviluppare il senso di solidarietà, di condivisione, e di appartenenza al gruppo. 

Come mezzi e strumenti specifici per la realizzazione del laboratorio artistico all' interno del Progetto vengono usati:
  • Musicassette, CD;
  • Materiali da Disegno (matite dure e morbide, matite colorate, carboncini, gessi, pastelli a cera, pennarelli di vari tipi).
  • Materiali da Pittura (acquarelli, tempere, colori a dita, acrilici, pennelli, spugne, …).
  • Materiali da Costruzione (cartone, stoffa, forbici, colla, materiali da recupero, …).
  • Supporti per il Lavoro (immagini, testi d'arte, bibliografia di riferimento, vari tipi di carta e cartoncino di vari colori, misure e forme).

Questi materiali possiedono caratteristiche e modalità di utilizzo che vengono organizzate con alta specificità dall'operatore artistico che guida in ogni fase di realizzazione, l'attività operativa dei partecipanti.

Fasi di Realizzazione

Gli incontri, quindi, sono condotti da un esperto qualificato in materie artistiche, affiancato da operatori formati nell'area psicologica.

Ogni incontro, nel quale si impiegano metodi, tecniche e strumenti precedentemente illustrati, comincia con una fase introduttiva, utile per allentare le difese e l'imbarazzo di "non essere capaci di". È importante sottolineare che nella presentazione del mezzo artistico, bisogna concedere il tempo necessario al soggetto di esplorare, conoscere la materia e le sue possibilità. Si fanno alcuni esercizi gestuali specifici per scoprire il piacere dell'uso dei materiali. Dopo questa breve fase per incoraggiare l’atto creativo-espressivo, per ogni giornata di laboratorio si propone il tema in esame.
L'incontro termina con una libera discussione tra il gruppo-classe e lo psicologo circa l'esperienza vissuta. Alla fine del laboratorio lo psicologo svolge un incontro con il gruppo-classe finalizzato alla verifica del raggiungimento degli obiettivi; ciò viene realizzato attraverso un dialogo stimolante e gratificante su tutta l'esperienza del laboratorio tra i bambini, lo psicologo e l'operatore artistico.

I bambini parlano dei lavori svolti, alternando momenti di ascolto reciproco, a momenti di espressione di sé; comunicando spontaneamente creano alcune opportunità di mettere in luce, a se stessi e agli altri, le loro potenzialità. L'immagine aiuta la parola; il linguaggio non verbale favorisce l'espressività dei soggetti che per caratteristiche psicologiche restano nell'ombra o evidenziano comportamenti inadeguati. I lavori possono essere rielaborati in fasi successive e restano comunque parte integrante attiva individuale e di gruppo del percorso compiuto.

In ambito educativo i mezzi artistici spesso rappresentano una grande risorsa per lo sviluppo di una graduale conoscenza di sé e per la crescita personale. Il processo creativo può diventare una metafora di ciò che accade nella propria vita quotidiana, negli scambi, e nella relazione della vita in classe; il bambino, prima, può sperimentare nuovi comportamenti positivi e, poi, adottarli favorevolmente.


BIBLIOGRAFIA 
Klee P. (1898-1918). "Diari". Il Saggiatore, Milano.
Matisse H. (1972). "Escrit et propos sur l’art". Hermann, Paris.
Frateschi M. (1988). "L’isola dei desideri". Edizioni Fratelli Laterza, Bari.
Frateschi M. (1988-1989). "Laboratori di Ricerca di Attività Creativa".
Comunicazioni. Cattedra Pedagogia I . Università degli Studi di Bari.     
                                       

domenica 21 febbraio 2010

"Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi" (Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009) Seconda Parte

Guest post by Dott.ssa Valeria R. Minervini, psicologa

Quale teoria alla base?
La prospettiva teorica di riferimento del P.C.M.C. - "Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi"(Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009) è "psicodinamica psicoevoluzionista” (Frateschi M., 1988, 1989, 2009b); essa si fonda sul connubio di diversi ambiti psicologici:
  • Psicologia della Gestalt: analisi e interpretazioni cliniche dei principi dei campi di forza, delle leggi di unificazione formale, dei conflitti tra le forze in campo;
  • Psicoanalisi: individuazione, analisi ed interpretazione delle pulsioni, degli stati di angoscia, dei conflitti intrapsichici e dei meccanismi difensivi potenziali e agiti;
  • Analisi Esistenziale: individuazione, analisi ed interpretazione dei bisogni, delle emergenze emotive, delle carenze affettive, delle separazioni e delle perdite;
  • Analisi Immaginativa: analisi e interpretazione delle risonanze emotive, delle reazioni evocative espressive, delle produzioni immaginative e simboliche.
Tali presupposti teorici, articolati e composti in una inquadratura globale specifica psicodinamica psicoevoluzionista, sono alla base del P.C.M.C. - "Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi" (Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009).

Perché parliamo di Configurazione dei Multiparametri?
Tale configurazione fa riferimento a cinque parametri di analisi e verifica, nel progetto opportunamente operazionalizzati in attività e correlati in una unica configurazione; a essi corrispondono cinque specifici apprendimenti.

PARAMETRI Apprendimenti
GIOCO: apprendere a giocare
ARTE: apprendere a disegnare
MUSICA: apprendere ad ascoltare
PERCEZIONE: apprendere a percepire
CREATIVITÀ: apprendere a essere creativi

Quali finalità ha il P.C.M.C.?
Motivare agli apprendimenti sopra citati secondo l’ottica della "Motivazione Intrinseca Strutturale" – M.I.S. (Frateschi M., 1997) intesa come motivazione derivante da fattori interni disposizionali derivanti dalla struttura stessa (psico-fisio-biologica) dell'organismo vivente; si mira inoltre a individuare eventuali talenti artistico-creativi ancora nascosti.

Quale metodologia?

Da un punto di vista artistico…
Il progetto si realizza attraverso un laboratorio operativo - creativo. La modalità di apprendimento dei contenuti avviene attraverso gli stimoli iniziali del conduttore differenziati a seconda della tecnica artistica e della competenza psicologica da apprendere. L'aspetto fondamentale metodologico, si basa sul fare, utilizzando le molteplici tecniche dell'arte e della creatività e soprattutto sul "learning by doing", cioè su un apprendimento che si concretizza facendo, operando sulla realtà e creando i propri artefatti. L'arte, infatti, è per sua natura sensoriale (tattile, visiva, olfattiva, uditiva) e coinvolge emozioni e processi cognitivi (percezione, immaginazione, simbolizzazione, elaborazione di concetti), fra loro interconnessi. Per quanto attiene l'aspetto musicale previsto dal progetto, la musica, accompagna le attività artistiche dei bambini che disegnano ascoltando brani opportunamente selezionati dall'operatore, per esprimere sensazioni, emozioni e realizzare produzioni di vario tipo.

Da un punto di vista psicologico…
Si procede ad un'osservazione ecologica del macro e micro contesto scolastico, nonché dei comportamenti dei piccoli partecipanti del laboratorio artistico-creativo in particolare, vengono analizzati il clima e la cultura organizzativa in cui sono inseriti i bambini e si procede con un'osservazione sistematica dei comportamenti in corso senza influenze da parte dell’osservatore che rimane il più possibile esterno all'ambiente di osservazione e, senza strutturarlo, (Baumgartner, 2004) coglie le naturali espressioni d'essere. Alla fine di ogni incontro e del laboratorio i bambini hanno modo di dialogare con lo psicologo, tramite interviste di gruppo o focus group discussion, per: acquisire maggiore consapevolezza circa le attività svolte; padroneggiare gli stati emotivi che le attività hanno generato; comprendere il valore della condivisione e degli altri bambini come compagni di gioco ed espressione del gioco che è in sé.

Perché il progetto adotta la teoria psicodinamica psicoevoluzionista?
Come emerge da questa breve sintesi del progetto, la teoria psicodinamica psicoevoluzionista è il nostro punto di partenza e di arrivo, in quanto, il bambino all'interno del P.C.M.C. è un soggetto che viene visto in uno spazio di fondamentale importanza per la sua vita, quale è quello del suo contesto classe, in un tempo scandito da momenti particolari e unici, come unici sono sia il significato che darà a quest'esperienza, sia il modo in cui la vivrà.
Crediamo nei "qui e ora" che fanno crescere e insegnano a stare al mondo, che colorano l'esistenza e rendono le nostre vite dei meravigliosi capolavori incorniciati da esperienze peculiari.


BIBLIOGRAFIA
BAUMGARTNER, E., (2004). L'osservazione del comportamento infantile. Teorie e strumenti, Carocci, Roma.
FRATESCHI M. (1988-1989). Laboratori di Ricerca di Attività Creativa. Comunicazioni. Cattedra Pedagogia I, Università degli Studi di Bari.
FRATESCHI M. (1989). La Psicologia Scolastica con un orientamento Psicodinamico Psicoevoluzionista per una Ricerca Azione nella scuola. Comunicazione interna alla Ricerca Formativa "Il bambino multidimensionale", Università degli Studi di Bari - I.R.S.S.A.E., Regione Basilicata.
FRATESCHI M. (1997). L'evoluzione in Psicologia. Comunicazione presentata al Convegno "L’evoluzione umana: scienze a confronto", A.I.E.Psi., Bari.
FRATESCHI M. (2009b). Innovazione e Psicoevoluzione: il progetto Psicodinamico Psicoevoluzionista. Relazione presentata al Seminario "Il Progetto Psicoevoluzionista per gli anni 2010-2015", A.I.E.Psi., Bari.

venerdì 5 febbraio 2010

"Progetto Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi" (Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009) Prima Parte

Ha suscitato interesse e apprezzamento in alcune scuole elementari del comune di Bari la presentazione del progetto "Psicoevoluzionista di Configurazione dei Multiparametri Creativi - P.C.M.C. - III T.R." (Frateschi M., Citarella C., Minervini V.R., 2009) promosso dal Presidente dell'A.I.E.Psi., Dott. Massimo Frateschi, Psicologo Psicoterapeuta, ad alcuni Dirigenti di scuole elementari. Il progetto "P.C.M.C" prende spunto dalla "Teoria e metodologia psicodinamica psicoevoluzionista" (Frateschi M., 1988 – 2009a), applicata nel campo della Psicologia Scolastica e finalizzata a uno sviluppo globale ed efficace della motivazione agli apprendimenti di alunni in formazione nei contesti scolastici.
Il contributo psicologico attuato nel campo scolastico fa riferimento a cinque parametri di analisi e verifica, correlati significativamente in una unica configurazione secondo un modello sinergico multiparametrico, e distinti per tipologia di apprendimento.

I parametri a cui si fa riferimento per lo sviluppo degli apprendimenti sono:
1. Percezione;
2. Arte;
3. Musica;
4. Gioco;
5. Creatività.

Il gruppo degli esperti, sulla base di precedenti studi e ricerche sulla "Motivazione Intrinseca Strutturale – M.I.S." (Frateschi M., 1997), programma metodologicamente attraverso una pluralità di competenze interdisciplinari sinergiche (psicologiche, artistiche, organizzative) analisi, valutazioni e verifiche multispecialistiche, per favorire lo sviluppo positivo del processo psicologico motivazionale.
Quindi, il progetto può attivare per ogni bambino presente nel gruppo un processo psicologico motivazionale per ciascun tipo di apprendimento sopra indicato, con una progressione graduale dei livelli raggiunti e della integrazione dei processi di assimilazione-accomodamento ed esplorazione-elaborazione; inoltre, i bambini interagiscono tra di loro divertendosi; imparano a collaborare per uno o più progetti stimolanti; si sentono liberi di entrare in relazione con gli adulti esperti per partecipare ad un gioco di scoperte; si mettono in gioco nel gruppo spontaneamente; estrinsecano la creatività su materiali, forme, colori.
Gli esperti conducono le esperienze di apprendimento dei bambini; accolgono le emozioni di ciascun bambino e del gruppo intero; veicolano l'applicazione e l’impegno dei bambini verso delle realizzazioni concrete e gratificanti; osservano iniziali segni di talento percettivo – artistico e valutano le correlazioni attendibili di indici multiparametrici; osservano eventuali comportamenti e fenomeni precursori di difficoltà di apprendimento.
La scuola intesa come micro-società è la seconda istituzione, dopo la famiglia, dove i bambini si trovano a vivere, affrontando situazioni nuove che li aiutano a conoscere e a conoscersi. Un clima disteso e stimolante, grazie alla partecipazione collaborativa e propositiva al progetto degli operatori scolastici, promuove uno svolgimento in armonia con il contesto educativo e formativo. Una situazione di vita ottimale all'interno della comunità scolastica permette al bambino di affrontare più serenamente il mondo fuori di essa. "L'innovazione psicoevoluzionista realizzata nel campo della psicologia scolastica, in particolare per lo sviluppo della motivazione intrinseca strutturale, favorisce gli apprendimenti ed il benessere dei bambini" (Frateschi M., 2009b); perciò, il progetto "P.C.M.C.", insieme ad altri progetti promossi e supervisionati dalla direzione scientifica dell'A.I.E.Psi. - Associazione Italiana di Evoluzione e Psicoevoluzione - , può contribuire alla realizzazione graduale "di un miglioramento del clima contestuale interattivo e della disposizione emotiva – cognitiva dei bambini" nella scuola. 

BIBLIOGRAFIA                                             
FRATESCHI M. (1988-1989). Laboratori di Ricerca di Attività Creativa. Comunicazioni. Cattedra Pedagogia I, Università degli Studi di Bari.
FRATESCHI M. (1989). BIBLIOGRAFIA La Psicologia Scolastica con un orientamento Psicodinamico Psicoevoluzionista per una Ricerca Azione nella scuola. Comunicazione interna alla Ricerca Formativa "Il bambino multidimensionale", Università degli Studi di Bari - I.R.S.S.A.E., Regione Basilicata.
FRATESCHI M. (1997). L'evoluzione in Psicologia. Comunicazione presentata al Convegno "L’evoluzione umana: scienze a confronto", A.I.E.P., Bari.
FRATESCHI M. (2009a). Una Strategia Progettuale di Psicologia Scolastica. Relazione presentata all’Evento Formativo ECM, Giornata di Studio su: "La prevenzione psicologica nei contesti scolastici". Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, Bari.
FRATESCHI M. (2009b). Innovazione e Psicoevoluzione: il progetto Psicodinamico Psicoevoluzionista. Relazione presentata al Seminario "Il Progetto Psicoevoluzionista per gli anni 2010-2015", A.I.E.Psi., Bari.