Come i pittori si servono del colore per comunicare agli altri le proprie emozioni e idee, gli scrittori della parola, così i compositori e i musicisti si servono del suono. Nell'ascoltatore la musica può arricchire profondamente la sua esperienza e migliorare di fatto la sua condizione in relazione ai bisogni e alle richieste del momento: può rilassare, divertire, attivare le energie fisiche e mentali, favorire il contatto con le parti più profonde di se stesso.
Il significato che la musica come linguaggio può esprimere è un significato simbolico, la cui funzione è quella di rappresentare e veicolare i nostri sentimenti e quindi la nostra vita emotiva, dalle mille suggestioni dalle infinite sensazioni. In questa avventura parlano i suoni, il gioco delle melodie, delle armonie, e dei ritmi. La musica, dunque, può sollecitare l'immaginario, provocare risposte creative e sviluppare il piacere dei sensi, portando benefici duraturi per il nostro d'animo e quindi sul nostro corpo.
Ascoltare in prima persona, non è così distante dall'attività di produzione musicale. L'individuo, infatti, non è semplice destinatario di suoni, al contrario, è a pieno titolo creatore in quanto fa rivivere dentro di sé il brano musicale, reinterpretandolo secondo la sua cultura e la sua sensibilità. Robert Zatorre, neurologo canadese, studiando le reazioni del corpo provocate dall'ascolto musicale emozionante, ha identificato reazioni simili a quelle provocate da altre esperienze piacevoli, come il cibo o l'attività sessuale o quando risolviamo un problema. Il meccanismo che si innesca è quello della dopamina, un neuro ormone rilasciato dall'Ipotalamo. Questo trasmettitore ha un ruolo chiave nell'innescare questo tipo di processo legato al piacere, all'appagamento e alla gratificazione.
Il linguaggio dell'arte, ha un significato travolgente. La cosa sorprendente è che non pretende di dire una parola definitiva, né di esaurirne il ritratto: deve essere rivissuto e completato da noi. Qui credo sia il segreto della sua forza, del suo fascino e della sua bellezza. Vi lascio, dunque, con l'ascolto di un brano musicale, se l'ascolto è gradito, ognuno si relazionerà rispetto a questa raffigurazione.
Pat Metheny - Cherish (The Association)
Letture consigliate: Oliver Sacks Musicofilia / Racconti sulla musica e cervello, Adelphi, Milano, 2010 (ed. aggiornata)

Conosco i lavori di Zatorre, molto validi. Ma perchè, Carla, la musica e non la parola, per esempio, sanno smuovere così l'anima? O meglio, perchè la domanda è mal posta: perchè la musica sa quasi sempre smuovere, mentre la parola solo a volte? Perchè quando vorremmo non riesce e quando invece non vorremmo riesce? Considera però questo: è pur vero che la musica è in grado di indurre profonde emozioni ma mai come un'unica parola, creduta e desiderata. Quell'unica parola è capace di cambiare il mondo. La musica è un linguaggio che, statisticamente parlando, ti accontenta sempre, nel senso che induce una modifica affettiva, però fino a un certo grado. La parola invece, molto raramente è in grado di indurre una modifica affettiva, ma l'escursione che raggiunge è superiore a quella di qualunque musica. Questo è ciò che penso.
RispondiEliminaEccezionale questa musica di Metheny...
...Ludwig Wittgenstein, filosofo austriaco nato a Vienna nel 1889 allievo di Bertrand Russell, in una sua nota opera, Tractatus Logico-Philosophicus del 1922 asserisce: “Su tutto ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere”.
RispondiEliminaDa un punto di vista logico-filosofico, sicuramente aveva ragione, tuttavia, nella sostanza credo sbagliasse, perchè penso che è proprio dove finisce la parola, che inizia la musica, ovvero, parafrasando, tutto ciò di cui non si può parlare, lo si esprimere in Arte: la musica è molto valida in tal senso.
Paopasc ha ragione, la parola ha un'escursione estremamente potente e, io penso,la musica è la "cornice" che valorizza e amplifica il messaggio e, talvolta, è il messaggio stesso...
bel pezzo Carla, da approfondire
In effetti c'è da capire perchè quasi sempre l'arte in genere e la musica soprattutto riescano a evocare delle emozioni, anche forti se vogliamo, ma quello che riescono a evocare certe parole, che so, complimenti, offese, apprezzamenti...insomma il portato del significato della parola è più ampio e può andare più in profondità di qualunque musica, anche se accade poco sovente. E' il risvolto della tua citazione wittensteiniana: su tutto ciò di cui si può parlare, lo si può/deve fare.
RispondiEliminaAppunto: la musica è una cornice. Cioè è anche un quadro, ma più spesso è cornice. Per esempio: qualcuno ti comunica che hai vinto un grammy...(o equipollente, come si dice)
Sono d’accordo con entrambi perché trovo che siano affascinanti sia la musica, l’arte e la parola nella loro diversità. Ognuno di questi modi di usare la parola possiede un proprio linguaggio caratteristico, che rispecchia la propria esperienza personale , il modo di pensare e di relazionarsi con l’ambiente che lo circonda.
RispondiEliminaCiao ragazzi, alla prossima!
La consapevolezza che la musica è il miglior strumento per comunicare un concetto semplice
RispondiEliminae di grande valore.
saluti,
Gianfranco
Hai proprio ragione Carla, attraverso la musica tra l'altro si viene a creare una connessione tra il significato che il compositore vuole dare attraverso le note e il significato che l'ascoltatore recepisce e interpreta attraverso la sua sensibilità ed emotività.
RispondiElimina"La musica, dunque, può sollecitare l’immaginario e provocare risposte creative. Ascoltare in prima persona, non è così distante dall’attività di produzione musicale. L’individuo, infatti, non è semplice destinatario di suoni, al contrario, è a pieno titolo creatore in quanto fa rivivere dentro di sé il brano musicale, reinterpretandolo secondo la sua cultura e la sua sensibilità".
RispondiEliminaL'ho sperimentato di persona: per me rappresenta il miglior mezzo artistico per rilassarmi ed emozionarmi.
Ciao Carla,è proprio così. Ti consiglierei la lettura di un libro, diventato un best seller, che si chiama “musica e cervello” scritto da Antonio Montinaro, illustre neurochirurgo nonché grande esperto di musica. Leggerlo ti avvincerà e scoprirai tante cose. Poi mi dirai.
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