domenica 27 dicembre 2015

Il mio mondo colorato e l'arte di Paul klee

Percorsi per apprendere l'arte in modo nuovo
Dal Progetto © L'Artista Nascosto

CONOSCIAMO PAUL KLEE
Momenti creativi
Momenti percettivi
Momenti conoscitivi

L'INCONTRO CON IL COLORE
"I colori dell'acqua e dell'atmosfera sono oggi ancora più intensi di ieri. Sono più ardenti e un po' più cupi". (Paul klee visitando la Sicilia). Furono in tutto sei i viaggi che l'artista svizzero fece in Italia tra il 1901 e il 1932, dove raccolse tanti spunti visivi, ma anche sensazioni, ricordi, aneddoti, riflessioni sull'arte stessa come mediazione che divennero fonte di ispirazione e formazione nel suo lungo cammino artistico.
Diversi sono i dipinti di Paul klee che riflettono ora al proprio mondo interiore, ora all'idea di un principio vitale insito nella natura delle cose attraverso le infinite gamme combinatorie, espressive ed emozionali del colore. "L'arte è una similitudine della creazione. Essa è sempre un esempio, come il terrestre è un esempio cosmico". 
Scriverà, ancora, in una conferenza nel 1924 che l'artista è come un albero: "attraverso le radici s'abbevera del fluire delle radici e della natura, trasmettendo poi nella sua chioma, cioè nell'opera, ciò che ha visto". 
Seguendo l'esempio di Paul klee, i bambini saranno invitati a creare diverse soluzioni pittoriche puntando su differenti accostamenti cromatici, e ad immaginarsi artisti in modo da elaborare in maniera del tutto personale le informazioni acquisite. Il lavoro offre l'occasione per insegnare loro a percepire e apprezzare il colore, fino ad esplorare il mondo colorato di tanti grandi artisti utilizzando l'arte come strumento di conoscenza, condivisione e crescita.  


Paul klee, Static-Dynamic Gradation, 1923
Olio e tempera su carta, acquerello, e inchiostro

Paul Klee, Flora On Sand, 1927
Acquerello su carta


I colori del Cielo
Tempera su carta

I colori della Terra
Tempera su carta 

I colori del Sole
Tempera su carta

ECCO IN SCENA I BAMBINI: GRANDI PROTAGONISTI DEL LAVORO.
È sorprendente cosa può fare una "matita" colorata su un foglio bianco nelle mani di un bambino. Si dedicano anni di studio, formazione ed esperienza per offrire uno spazio autentico e di qualità
Ho immaginato e costruito nel tempo il mio progetto, dove sono nate e hanno preso forma tante idee. L'arte è stata fondamentale per la mia formazione, per definire la mia identità, e come il risultato di un costante scambio di esperienze e di conoscenze reciproche. L'incontro con l'arte è un cammino di conoscenza, un percorso evolutivo per tutto l'arco della vita. Nella vita di qualsiasi essere umano.

sabato 19 dicembre 2015

Mostre, Eventi d'Arte e Collezioni Digitali

Sono moltissime le iniziative che consentono di essere aggiornati sul mondo dell'arte, attraverso percorsi personalizzati, informazioni, approfondimenti, come sono moltissime le risorse relative al mondo della ricerca scientifica. Oramai possiamo affermare che il web è uno strumento interattivo e ha agevolato lo scambio di informazioni tra l'utente e le diverse manifestazioni della cultura umana.  

Eccone alcune.

Welcome Library

La sua bellissima collezione: Storia della medicina, Collezione medica, Collezione Asiatica, Archivi e Manoscritti, Libri Rari, Collezione d'Arte (dipinti, stampe, opere, disegni, fotografie), Filmati e Video, fornisce qualsiasi tipo di informazioni relative alla storia della medicina e della salute, esplorando tutti gli aspetti della condizione umana: 
Informazioni sulle collezioni a questo link.


Recipe books.'This lively pencil sketch of a woman at work in her kitchen sums up the interactive nature of domestic recipe books': Cookery-book: 17th / 18th century  



Dal Guggenheim Museum di New York più di 200 libri di arte da scaricare gratuitamente

ll Guggenheim Museum di New York ha messo a disposizione 50 anni di cataloghi d’arte, liberamente consultabili e scaricabili. Tutti i libri possono essere visualizzati online o scaricati gratuitamente nei formati Pdf e EPub cliccando semplicemente su questo link.

L’intera collezione di cataloghi e libri d’arte è in inglese, ma ci sono anche testi in italiano quali: "Omaggio a Lucio Fontana”, "Guggenheim, Venezia-New York sessanta opere, 1900-1950“, "Capolavori del Guggenheim: il grande collezionismo da Renoir a Warhol”; o diversamente i cataloghi in inglese come ad esempio “The italian metamorphosis, 1943-1968", in una bella ricostruzione della storia dell'arte italiana.
L'intera proposta è davvero ampia. 

Lucio Fontana, olio - Catalogo Fondazione Fontana, Milano





L'archivio dei musei Vaticani è disponibile online

Alla lista di molti enti online si aggiunge anche il patrimonio dei Musei Vaticani.
Un patrimonio pregiatissimo e delicatissimo che testimonia la cultura dell'intera umanità.

Una suggestiva rappresentazione dell'inferno dantesco, di Sandro Botticelli, custodita attualmente nella Biblioteca Apostolica Vaticana.
L'intera opera, oggi montata su fogli separati, rappresenta un viaggio unico, in  una rappresentazione visionaria di uno scritto letterario senza tempo e, tra i più letti e studiati al mondo.


Disegni per la Divina Commedia. La voragine infernale (Vaticano) di Sandro 
Botticelli, 1480-1495



E infine un'altra bellissima iniziativa è quella che è stata lanciata da Europeana, la piattaforma europea per il patrimonio culturale.

La nuova frontiera è quella della digitalizzazione e anche Musei, Fondazioni e Istituti che si occupano della salvaguardia dell'arte e della cultura hanno scelto di non rimanere indietro, partecipando a questa innovazione. E grazie a tale scelta, la possibilità di accedere liberamente al patrimonio artistico e culturale è diventata uno degli obiettivi fondamentali per la diffusione e la promozione della cultura, attraverso un ventaglio ricchissimo di meraviglie e capolavori inestimabili.


sabato 12 dicembre 2015

Ritratti nella Pittura tra Vita e Arte. I Paesaggi (interiori) di Edvard Munch: Legami e Corrispondenze


"La mia pittura è in realtà un esame di coscienza e un tentativo di comprendere i miei rapporti con l'esistenza. E' dunque una forma di egoismo, ma spero sempre di riuscire, grazie ad essa ad aiutare gli altri a vedere chiaro". (Edvard Munch)

La sua esperienza di vita, segnata così profondamente nella sua mente, rimane come un "filo rosso" che attraversa tutta la sua produzione artistica: in pittura le pennellate di Munch diventano emblema di un passato fortemente segnato.

L'arte di Munch ebbe tuttavia una sua unicità: drammatica e straordinaria al tempo stesso. Da un lato fu uno strumento che aprirà la via all'Espressionismo  – una corrente culturale formatasi in Europa nei primi anni del Novecento, rappresentata in Francia nelle opere dei Fauves ("Le Belve") e in Germania in quelle del gruppo Die Brucke ("Il Ponte") – nata nel 1905, come reazione violenta al naturalismo e all'impressionismo dominanti in quel periodo, e  accomunata da un uso libero e soggettivo (emozionale) del mezzo artistico attraverso l'esasperazione della forma e del colore; dall'altro, il suo linguaggio (non solo in ambito pittorico) spesso carico di una violenta e drammatica espressività, segnerà una decisa evoluzione sul teatro e sulla grafica europea rimanendo, fino ai giorni nostri, fra i più grandi incisori del secolo.



Così come, non si devono dimenticare, in Italia, i grandi accenti del Futurismo o le forti personalità, di tanti artisti straordinari come De Chirico, che hanno dato vita alle future generazioni (tra pittori, scultori, incisori, architetti, sperimentalisti) dalla generazione degli anni '30, fino alla generazione degli anni '70/'80, durante i quali hanno preso forma i movimenti che hanno animato la storia dell'arte italiana contemporanea: Secondo Futurismo, Gruppo 7 degli architetti razionalisti, MIAR, Astrattismo Lombardo, Scuola Romana, Movimento Informale Internazionale per una Bauhaus Immaginista, Arte Povera, Arte Concettuale, Concretismo, Poesia Visiva, Arte Programmata, Arte Colta, e di tante altre tendenze divise per Attività, Collettivi e Gruppi, Mail Art, Neon Art, Nuovo Futurismo, Transavaguardia, Anacronismo, Artmedia, Cracking Art, Madì, ecc. (sarebbe interessante indagare su questi movimenti per poter comprendere appieno il loro contesto storico), con tutta l'aggressività e la vitalità stessa di questi movimenti.

Una fase assai variegata e ben definita, che si manifesterà con una radicale trasformazione dei mezzi espressivi, cioè delle tecniche e materiali, e influenzerà sul suo evolversi, non solo le arti figurative, e le varie arti plastiche, ma anche il cinema, la letteratura, la musica, la fotografia e il teatro, verso nuove trame strettamente connesse al rapporto tra arte e condizione umana, caratterizzando significativamente i momenti più salienti, gli entusiasmi, le sfide e le problematiche, della nostra attuale epoca, con sempre più profonda necessità espressiva.
Come scrive Giulio Carlo Argan:"L'arte moderna prima e quella contemporanea poi vogliono liberare dal condizionamento, dal consueto dalla tradizione ereditata". (...) "Negando in blocco tutto il passato e sostituendo alla ricerca metodica un'audace sperimentazione nell'ordine stilistico e tecnico".

Inizia così un processo di creazione tra generi e tecniche inusuali (accostando, ad esempio, materiali diversi o di scarto su un supporto bidimensionale o in assemblaggio tridimensionale); un vero e proprio laboratorio di nuove indicazioni e sperimentazioni attraverso supporti, materiali, elementi compositivi, tipologie iconografiche, caratteri stilistici, che metterà alla prova anche il nuovo linguaggio poetico, demolendo i consueti legami semantici al gioco della parodia e del nonsense, esasperando l'uso della analogia e dell'onomatopea, cercando attraverso la parola il disagio che l'uomo stava vivendo. É una delle espressioni più significative delle sperimentazioni delle avanguardie, che supera definitivamente la tradizionale distinzione tra pittura e scultura, puntando più sul gesto dell'artista che sull'opera (scardinando completamente il concetto di opera d'arte stessa) per generare emozioni, sentimenti e concetti del tutto nuovi.

Questa ambiguità tra parola/immagine troverà ampia risonanza nel "Manifesto tecnico della letteratura futurista" (1912) redatto da Tommaso Marinetti, nelle pitture costituite da inserti e collage di Carlo Carrà nei "Calligrammi(1918) di Guillaume Apollinaire, e nel gioco audace, provocatorio sonoro della poesia dadaista di Tristan Tzara, dove il nuovo metodo venne descritto nel "Manifesto sull'amore debole e l'amore amaro" (1920), pubblicato, l'anno successivo, sul n.4 della rivista "La vie de lettres":

"Prendete un giornale. 
Prendete un paio di forbici.
Scegliete nel giornale un articolo che abbia la lunghezza che voi desiderate dare alla vostra poesia.
Ritagliate l'articolo.
Tagliate ancora con cura ogni parola che forma ogni articolo e mettete tutte le parole in un sacchetto.
Agitate dolcemente.
Tirate fuori le parole una dopo l'altra, disponendole nell'ordine con cui l'estrarrete.
Copiatele coscienziosamente.
La poesia vi somiglierà. 
Ed eccovi diventato uno scrittore infinitamente originale e fornito di una sensibilità incantevole, benché, si intende incompresa dalla gente volgare".

Una ambiguità tra parola/immagine/segno che sarà in seguito ampiamente metabolizzata da quasi tutti i movimenti del secondo dopoguerra, dal New Dada alla Pop Art, al Living Theatre, è più che mai sarà al centro dell'esperienza estetica contemporanea: Happenings, Performance, Body Art.   

Guillaume Apollinaire (1880- 1918)
Calligrammes (1913)

I Manifesti del Futurismo dall'archivio di Alberto Lumbroso 
 Filippo Tommaso Marinetti, L'immaginazione senza fili, parole in libertà, 11 Maggio, 1913

Edvard Munch,The Young Model,1894

Tutto ciò sullo sfondo di un Novecento in pieno fermento culturale, tanto più sconvolgente: ben pochi dei grandi esponenti di questo movimento europeo sopravvissero a questa rivoluzione (comprendendola) e combatterono su questa linea. Munch vi portò il suo clima, con quell'espressione propria e inconfondibile dei popoli scandinavi tra figura e paesaggio, di chi osa guardare profondamente se stesso.
Ed ecco che, l'esperienza esistenziale di Edvard Munch, diventerà una modalità per rappresentare la realtà sensibile dell'artista (l'uomo, il suo rapporto con se stesso, con la propria interiorità e l'esterno); una sorta di specchio della fragilità e della debolezza della natura umana, con cui confrontarsi. "La natura non è soltanto ciò che è visibile agli occhi. Essa è anche'insieme delle immagini interiori della mente. Immagini al di là dell'occhio". Edvard Munch

Edvard Munch, The Scream, 1910

E dunque una nuova sensibilità estetica da adottare, alla ricerca di un proprio carattere, capace di quella immediatezza espressiva tipica di questo linguaggio, dove l'arte appare come unico rimedio, per quanto possibile, per sentirsi vivi; è ancora oggi una delle principali eredità lasciate dalle avanguardie storiche, nell'operare artistico. Assumendo, ruoli, significati e valenze diverse a seconda del campo di applicazione 

Qui, e qui, altri esempi applicativi del valore dell'arte come terapia, risalendo alle sue origini, in una delle pagine più terribili della storia dell'umanità: "L’arte di Terezín per la memoria della Shoah": L'intervista a Michaela Sidenberg, curatrice delle arti visive del Museo Ebraico di Praga, per la Giornata della Memoria. E i disegni dei bambini realizzati a Terezin, sotto la guida dell'insegnante d'arte Friedl Dicker-Brandeis. Rappresentano le prime esperienze artistiche usate come funzione/supporto pedagogico. 
L'arte come simbolo della forza e della voglia di resistere e vivere, nonostante tutto, come ultima cura: "Estetica come qualcosa d’altro, una pelle più sottile a protezione del caos... Estetica, ultima istanza, mezzo di fuga, ultimo motore in grado di creare produzione, come difesa per l’uomo contro forze su cui non ha alcun controllo". Friedl Dicker-Brandeis

Driveway to a house
Hana Zieglerová (1933-1944), Undated (1943-1944), Watercolor on paper, 16,3 x 20,6 cm, Signed LR: H. Zieglerová. Provenance: Created during the drawing classes in the Terezín Ghetto organized between 1943 and 1944 by the painter and teacher Friedl Dicker-Brandeis (1898–1944); in the Jewish Museum in Prague’s collection since 1945

Diceva, Viktor Lowenfeld: "L'arte è un processo umano fondamentale. Ogni società dalla più primitiva, alla più sofisticata, si è espressa tramite l'arte ed ogni individuo può dare ai propri pensieri e alle proprie emozioni una forma artistica".  
Per la capacità meravigliosa dell'arte di dare forma e contenuto alle emozioni umane, anche le più drammatiche.

Friedl Dicker-Brandeis - Google Arts & Culture 

domenica 29 novembre 2015

Schonberg Arnold in una lettera a Wassily Kandinsky. Tra musica e pittura.

"Neppure io credo che la pittura deve essere necessariamente figurativa. Credo addirittura il contrario. Non ho tuttavia nulla da obiettare se l'immaginazione ci suggerisce qualcosa di figurativo. Ciò può accadere proprio perché, attraverso gli occhi, noi recepiamo solo elementi concreti. L'orecchio, invece, ha migliori possibilità. Ma se l'artista riesce a realizzare attraverso i ritmi e i valori sonori il suo più intimo desiderio, ossia quello di esprimere soltanto processi interiori, immagini interiori, allora l'oggetto della pittura cessa di essere una semplice riproduzione di ciò che gli occhi vedono".

Musica e pittura. Lettere, Testi, Documenti
 A. Schonberg W. Kandinsky, Ed. Einaudi 1988 


domenica 22 novembre 2015

Mostre E Ritratti D'Autore

Paesaggi (interiori) di Edvard Munch: arte come espressione dell'anima.

Il catalogo Skira è illustrato con tanti capolavori tra oli, fotografie, acqueforti, litografie, xilografie, che hanno scandito l'intero percorso di vita dell'artista norvegese nella rappresentazione dei temi della passione, della vita e della morte, attraverso l'uso di un segno fortemente comunicativo, la deformazione delle forme volutamente cupe e angosciose, fino all'estrema accentuazione cromatica, fatta di tonalità pure e rapide pennellate. 
Oltre alla pittura ad olio (iniziò a studiare pittura a diciasette anni, nel 1880, mostrando già da allora, una chiara sensibilità per il colore), Munch utilizzò largamente le tecniche litografiche, e ancor più quelle xilografiche sul legno, perchè queste erano particolarmente adatte a solcare il tempo; una vera e propria azione di scavo nei propri ricordi tra l'animo dell'artista e la sua manualità.
Le prime opere grafiche di Munch (1863-1944)  furono eseguite a Berlino, nel 1894. E a Berlino produsse anche, il celebre dipinto "L'urlo" realizzato nel 1893 su cartone con olio, tempera e pastello, oggi collocato presso la Galleria Nazionale di Oslo.

Edvard Munch, La fanciulla malata, litografia,1896 – Museo Munch, Oslo

Edvard Munch, autoritratto con una bottiglia di vino, 1930, Litografia



Toulouse-Lautrec con grande intuizione psicologica ha scrutato le sfaccettature della vita parigina nel 1890. Svelando ad esempio i tratti dell'universo femminile, soprattutto quelli che ne rilevavano il carattere. In questi dipinti lo sguardo del pittore si sofferma su un momento di intimità femminile. Sotto questo aspetto le grandi opere di Lautrec sono singolarmente rappresentative, sintetiche e di impatto immediato.

Henri de Toulouse-Lautrec, La lavandaia, 1884-1886

Henri de Toulouse-Lautrec, Rosa la rossa, 1887



"La vita di un uomo, anche la più povera di avvenimenti esteriori, può, scrutata nelle sue essenze, apparire fin troppo appassionata".
Carlo Carrà, La mia vita, a cura di Massimo Carrà, Milano, Abscondita, 2002

Carlo Carrà (1881 - 1966)
Nato nel 1881 a Quargnento (Alessandria), appena dodicenne, Carlo 
Carrà studia come apprendista decoratore a Valenza Po. 
Nel 1895 si trasferisce a Milano, conosce la pittura di Segantini e Previati, e nel 1900 parte per Parigi, in occasione della grande Esposizione Universale, e poi per Londra.Tappe che sono l’occasione per importanti esperienze artistiche, ideologiche e culturali. Rientrato in Italia, fino al 1902 esegue decorazioni e dipinge i primi paesaggi, passando poi a frequentare i corsi di Cesare Tallone all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove conosce Boccioni. 
Del 1910 è l’incontro con Marinetti e la stesura del Manifesto dei pittori futuristi, elaborato con Boccioni, Russolo, Balla e Severini. Nel febbraio 1912 è presente con gli altri del gruppo a Parigi per la storica mostra "Les peintres futuristes italiens: Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini". Del 1915 è il libro Guerra pittura in cui Carrà  esprime la sua attività  grafica d’avanguardia. 
Dopo alcune esperienze di ambito primitivista, ancora influenzate dall’ambiente parigino di Picasso e del Doganiere Rousseau, nel 1917 a Ferrara si avvicina a de Chirico e Savinio: è il tempo della pittura metafisica che determina un profondo cambiamento e prepara anni di meditazione e di studio sulla grande tradizione pittorica italiana. Se ne trova il riflesso nei suoi saggi Parlata su Giotto e Paolo Uccello Costruttore, pubblicati su "La Voce" nel 1916. La sua collaborazione a "Valori Plastici" la rivista diretta da Mario Broglio, testimonia i suoi interessi critici che più tardi si estenderanno all’impegno recensorio dei  fatti artistici nelle pagine dell’"Ambrosiano". 
Intorno al 1921 Carrà sente il bisogno di riprendere il contatto diretto con la natura: in quell’anno, durante l’estate in Liguria, a Moneglia, dipinge il suo capolavoro più noto, Pino sul mare.
Fra il ’24 e il ’30 soggiorna in Toscana scoprendo il paesaggio e le spiagge della Versilia, a cui dedica un grande numero di dipinti. Nel 1928 è presente alla Biennale di Venezia con quattordici opere; due anni dopo tiene una personale con Soffici alla Galleria Bardi di Milano e, nel 1931, ha una sala alla prima Quadriennale d’Arte a Roma. Tra il 1934 e il 1938 viaggia in Campania, Algeria e Malta e si dedica alla grande  pittura murale: porta a compimento nel 1938 i due grandi affreschi per il Palazzo di Giustizia di Milano. Nel 1941 gli viene assegnata, per chiara fama, la cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera.
Nel 1942 termina di scrivere la  sua autobiografia, La mia vita, un documento importante per la storia dell’arte italiana del Novecento pubblicata a Roma da Longanesi nel 1943. Nel 1950 ottiene il Gran Premio per la pittura alla XXV Biennale di Venezia. Nel 1962 la città di Milano gli dedica a Palazzo Reale una grande mostra monografica. Continuano i soggiorni estivi con la famiglia e gli amici intellettuali in Versilia e a Forte dei Marmi: le ‘marine’ rimangono soggetto prediletto dell’artista fino agli ultimi anni. Muore a Milano il 13 Aprile 1966. Solo un mese prima aveva dipinto la sua ultima opera, Natura morta con bottiglia e chicchera.
© Archivio Luca Carrà, Milano

"I paesaggi di Carrà non si incontrano alla prima scampagnata", diceva Roberto Longhi, "Sono più mentali che geografici". Nel 1937 Longhi scrisse per Hoepli una monografia sull'amico pittore.

Carlo Carrà, Pino sul mare, 1921, olio su tela, Collezione privata  
esposto alla collettiva "Das Junge Italien" nella Nationalgalerie di Berlino (1921) 

Carlo Carrà, Veliero e molo, 1930, olio su tela, Collezione privata

martedì 13 ottobre 2015

Tesori archeologici d'Italia: Pompei

Pompei costituisce la più importante e preziosa manifestazione artistica di un periodo che altrimenti conosceremmo soltanto attraverso le parole degli scrittori. 
Il merito di aver cominciato gli scavi con metodo scientifico va a Giuseppe Fiorelli (1863). Dopo di lui si deve ricordare Amedeo Mauri che, dal 1924 fino alla sua morte, si dedicò con passione alla conservazione di Pompei, iniziando dove fosse possibile, il restauro degli edifici e cercando di lasciare sul posto oggetti e decorazioni, in modo da valorizzare non solo gli edifici riportati alla luce, ma soprattutto la vita quotidiana in tutte le sue particolari espressioni, in una splendida sintesi armonica.  

Pompei Affreschi - Particolare dell''Adone Ferito', recentemente restaurato


venerdì 25 settembre 2015

L'effetto dell'Arte


Alberto Burri, Serigrafia 1A, 1973, Roma Galleria Nazionale 

Qui non si tratta di apprendere, di imparare e condividere una «spiegazione» nel testo visivo, letterario o musicale che sia: si tratta di arrivare al livello estetico della «comprensione» che, letteralmente, vuol dire com-prendere: prendere dentro di sé, non solo nella mente, ma anche nelle viscere, nel cuore. 

Per questo non occorre, almeno all'inizio, conoscere i linguaggi dell’arte dal punto di vista formale e filologico, sapere i nomi e le biografie, le date, i raggruppamenti classificatori e dettagli di questo genere: bisogna avere l’abitudine a guardarla, l’arte, ad accettare le sue suggestioni e le sue provocazioni, a non farsi intimorire dalle sue stravaganze o dal suo apparente silenzio. E bisogna avere il coraggio di praticarla, anche, senza paura di essere «dilettanti» o «poetastri».

Tratto da: "La dimensione estetica della paideia. Fenomenologia, arte, narratività" di Marco Dallari

domenica 2 agosto 2015

Paesaggi lunari







C'era una volta il bianco della luna 
By Carla Citarella
Sperimentazioni su una immagine disegnata ed elaborata fotograficamente 


domenica 5 luglio 2015

Una Domenica pomeriggio...tra i territori della Puglia















I colori della mia terra

"È sempre il paesaggio perduto che la mente continua a cercare; sono le prime immagini sprofondate nel tempo: un abbaglio, un volto, una linea dell'orizzonte di casa, la sagoma d'un monte, l'intrico dei tetti, o la curva d'una strada vista da un vecchio appartamento. E anche se ogni vera pittura mostra qualcosa di mai visto, qualcosa che cambia lo stesso modo di vedere e apre verso il mondo, davanti a un paesaggio o a un quadro noi non smettiamo di cercare contemporaneamente un sostrato antico dentro di noi, dove il pensiero incontra improvvise felicità combinando cose diverse. Anche una poesia è un'immagine: come per incanto un verso, allora, può "mostrare" ciò che non credevamo più di rivedere, restituendo un pensiero, che senza saperlo, non abbiamo mai smesso di pensare".

[Ermanno Krumm, RespiroArnoldo Mondadori Editore, Milano, 2005]


martedì 23 giugno 2015

Tra musica e Pittura: Arte Contemporanea & Jazz

Progetti e collaborazioni - In qualità di organizzatore e curatore di mostre ed eventi culturali in Puglia.

Un progetto culturale tra musica e pittura, nato dall'idea di Giuseppe Deliso, e realizzato in alcuni contesti culturalli: "Music & Images":
"Un progetto al quale mi piace dedicarmi è la possibilità di unire l'arte pittorica a l'arte musicale, in una specie di lettura dell'opera attraverso o, uno standard jazz, da me eseguito, oppure un groove appositamente creato sul quale improvviso. Questa idea si presta ad essere sviluppata anche in contesti live, del tipo house-concert".


Otto Mueller - Coppia di Amanti - 1919 Liebespaar

Lettura musicale dell'opera:
The Man I Love by Ira and George Gershwin
personnel:
giuseppe deliso - guitar
jim mcneely - piano
steve gilmore - bass
bill goodwin - drums
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Tempera su iuta, 106 x 80 cm
Ravensburg, collezione Peter Selinka


kandinsky and music

Saper ascoltare i colori è forse una delle capacità "più immense" e, in questo Wassily Kandinsky è stato davvero immenso. Kandinsky decide a un certo punto di ri-definire l'arte pittorica indipendentemente dal referente naturalistico, al fine di trovare in se stessa, nei propri mezzi compositivi cioè, nuove possibilità di forme ed espressioni, ovvero, creare opere attraverso l'utilizzazione esclusiva di mezzi pittorici, senza ricorrere alla rappresentazione dell'oggetto.

Per realizzare ciò Kandinsky si ispira alla musica, alla organizzazione interna del linguaggio musicale e, inizia così un percorso di studio intenso fatto di incontri determinanti: la musica di Wagner in un'esecuzione del Lohengrin nel 1895; le opere di Arnold Schönberg, di cui ascolta a Monaco nel 1911, il Quartetto per archi op. 10 (1907-1908) e i Klavierstüke op. 11 (1909); le ricerche di Aleksandr Skrjabin in materia di "sensazioni coloristiche musicali". Percorso di studio che culminerà con la pubblicazione del trattato "Dello Spirituale nell'Arte": un'opera immensa.

in questo video che ho realizzato, ho raccolto alcune composizioni e improvvisazioni di Wassily Kandinsky e, musicalmente ho utilizzato una tipica progressione del modo Lidio, Ab come centro tonale, sulla quale ho improvvisato con una particolare attenzione all'intervallo di #11.


Musicalità del colore: Robert Delaunay

La musicalità del lavoro di Delaunay risiede nello studio del colore. Robert Delaunay era affascinato da come l'interazione dei colori producesse una sensazione di movimento e profondità senza alcun riferimento al mondo naturale.
Così, a un certo punto del suo percorso artistico prende le distanze dal cubismo nei suoi aspetti formali e, realizza dei dipinti che puntano all'espressività dei colori puri, dando una percezione ritmica e di movimento: una musicalità  del dipinto. Rispetto alla geometria cubista, riesce a trovare un equilibrio tra rigore ed evasione.
Con questo video ho voluto rappresentare parte del lavoro di Robert Delaunay e, musicalmente ho utilizzato un groove in Gm7.


Espressionismo in Jazz - Emil Nolde & Work Song

Music:
"Work Song" by Nat Adderley 1960
giuseppe deliso - guitar
tony nalker - piano
jim roberts - bass
steve fidyk - drums

Paintings:
Nolde, Emil (1867-1956)
- Danza tra le candele 1912
- Mare d'autunno VII 1910
- Danza attorno al vitello d'oro 1910
- Natura morta con maschera III 1911
- Gente eccitata 1913
- Bambini che danzano selvaggiamente 1909


sabato 13 giugno 2015

Ritratti nella Pittura

Sulle note di un pittore

"Dove non c’è creazione, l’arte non esiste. Ma sbaglieremmo se attribuissimo questa capacità creativa a un dono innato. Nel campo dell’arte, il creatore autentico non è solo un essere particolarmente dotato, è un uomo che ha saputo ordinare in vista del loro fine un insieme di attività, delle quali l’opera d’arte è il risultato finale. Così, per un artista la creazione comincia dalla visione. Vedere è già di per sé un atto creativo, che esige uno sforzo. 
Tutto ciò che noi vediamo, nella vita di ogni giorno, subisce in maggiore o minore misura una deformazione dovuta alle abitudini acquisite, e ciò è tanto più percepibile in un’epoca come la nostra, nella quale il cinema, la televisione, la pubblicità, le riviste ci impongono quotidianamente un fiume di immagini precostituite, che sono un po’ nel campo della visione quello che il pregiudizio è nel campo della comprensione.

Lo sforzo necessario per staccarsene esige una sorta di coraggio; questo coraggio è indispensabile per l’artista che è tenuto a vedere tutte le cose come se le guardasse per la prima volta: occorre vedere tutta la vita come se fossimo bambini. La perdita di questa capacità impedisce la possibilità di esprimersi in maniera originale, ossia personale.

Per fare un esempio, penso che nulla sia più difficile per un vero pittore che dipingere una rosa, perché per dipingerla deve dimenticare tutte le rose che ha dipinto prima. A quanti venivano a trovarmi a Vence, domandavo spesso: «Avete visto gli acanti, sulla scarpata che costeggia la strada?». Non li aveva notati nessuno; tutti avrebbero riconosciuto la foglia di acanto su un capitello corinzio, ma nella realtà il ricordo del capitello impediva di riconoscere la pianta. Vedere ogni cosa nella sua verità è un primo passo verso la creazione, e presuppone uno sforzo continuo.

L’opera d’arte è il compimento di un lungo processo di elaborazione. L’artista attinge intorno a sé a tutto ciò che è in grado di nutrire la sua visione interiore, direttamente, mentre l’oggetto che disegna deve apparire nella sua composizione, o per analogia. Egli si pone così nella condizione di creare. Si arricchisce interiormente di tutte le forme delle quali si impadronisce, e che ordinerà un giorno secondo un ritmo nuovo.
È nell'espressione di questo ritmo che l’attività dell’artista sarà realmente creatrice; per arrivare a questo, dovrà tendere allo sfoltimento piuttosto che all'accumulo di particolari; per esempio, nel disegno dovrà scegliere, fra tutte le combinazioni possibili, la linea che si rivelerà pienamente espressiva, e come portatrice di vita; dovrà cercare le corrispondenze attraverso le quali i dati della natura siano trasferiti nel campo proprio dell’arte.

Nella cappella di Vence, che rappresenta il compimento delle mie ricerche precedenti, ho tentato di realizzare questo equilibrio di forze; i blu, i verdi, i gialli delle vetrate creano all'interno una luce che non è, propriamente parlando, alcuno dei colori impiegati, ma il prodotto vivo della loro armonia, del rapporto fra essi. Questa luce-colore era destinata a proiettarsi sulla parete bianca bordata di nero che sta di fronte alle vetrate, e sulla quale le linee sono volutamente molto spaziate. 
Il contrasto mi permette di dare alla luce tutto il suo valore di vita, di farne l’elemento essenziale, quello che colora, riscalda, anima in senso proprio questo ambiente nel quale è importante dare un’impressione di spazio illimitato malgrado le sue piccole dimensioni. In tutta la cappella, non c’è una linea, non un dettaglio, che non concorra a dare questa impressione. 

Allora l'opera apparirà anche feconda, e dotata di questo stesso fremito interiore, di questa stessa bellezza risplendente che possiedono le opere della natura. Occorre un grande amore, capace di ispirare e sostenere questo sforzo continuo verso la verità, questa generosità assoluta e questo profondo spogliamento che implica la genesi di ogni opera d’arte. Ma l’amore non è forse all'origine di tutta la creazione"?  

Henri Matisse, da Bisogna guardare tutta la vita con gli occhi di un bambino, 1953

Henri Matisse, The Heart, 1947


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giovedì 4 giugno 2015

L'arte applicata alla vita

Non si diventa virtuosi praticando un'arte di tanto in tanto: per apprendere i meccanismi occorre fare un investimento in termini di tempo e di energia.


"Intreccio dopo intreccio
Capo realizzato da mia nonna (87 anni) sarta e ricamatrice 


venerdì 8 maggio 2015

Il ritratto e le sue espressioni

Le possibilità artistiche del ritratto
(Dal Progetto ©L'Artista Nascosto)


 Ritratto eseguito da un ragazzo di 13 anni nella sua espressione o sensibilità artistica
Tecnica: pittura a tempera su carta 


Esperienza Grafica e Pittorica
Il lavoro di rappresentazione di un volto come sede di molte immagini.

Scoprirsi, Conoscersi, Rappresentarsi  
Ciò che vediamo, ciò che percepiamo, ciò che riproduciamo.

Nella storia dell'arte il ritratto è uno de generi più diffusi, e ha avuto nella sua articolata evoluzione due tendenze dominanti: l'una fortemente realistica, legata alla caratterizzazione del volto, l'altra esclusivamente simbolica o idealizzante, ricercando la realtà psicologica (o interiore) del personaggio. Privilegiando dunque un approccio più sensoriale ed emozionale alla percezione di sè, al riconoscimento della propria espressione, fino alla scoperta di uno Sguardo Altro – come nel caso del ritratto rappresentato.


domenica 8 marzo 2015

Ritratti - Per la Giornata Internazionale della Donna


Photo: Antonio Palmerini

Del 1985 è "La Ballata delle donne", di Edoardo Sanguineti, una delle composizioni più alte e raffinate, verso il mondo della donna.

quando, ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato, 
poi le ragazze, che furono amore, 
e poi le mogli e le figlie e le nuore, 
femmina penso, se penso una gioia: 
pensarci il maschio, ci penso la noia: 

quando ci penso, che il tempo è venuto, 
la partigiana che qui ha combattuto, 
quella colpita, ferita una volta, 
e quella morta, che abbiamo sepolta, 
femmina penso, se penso la pace: 
pensarci il maschio, pensare non piace: 

quando ci penso, che il tempo ritorna, 
che arriva il giorno che il giorno raggiorna, 
penso che è culla una pancia di donna, 
e casa è pancia che tiene una gonna, 
e pancia è cassa, che viene al finire, 
che arriva il giorno che si va a dormire: 

perché la donna non è cielo, è terra 
carne di terra che non vuole guerra: 
è questa terra, che io fui seminato, 
vita ho vissuto che dentro ho piantato, 
qui cerco il caldo che il cuore ci sente, 
la lunga notte che divento niente. 

femmina penso, se penso l'umano: 
la mia compagna ti prendo per mano: 

Edoardo Sanguineti (1930-2010) 


Tratta da Il gatto lupesco. Poesie 1982-2001,  Feltrinelli 2002

domenica 15 febbraio 2015

Grafitismi D'Amore


Photo by Carla, Muro di Giulietta (dettaglio)

Photo by Carla, Muro di Giulietta (dettaglio) 

Un salto a Verona, nella Casa di GiuliettaIl corridoio di accesso al cortile è ricoperto da migliaia di confessioni d'amore, segni scritturali, cuori, promesse, prevalentemente estemporanee e individuali, che gli innamorati di tutto il mondo lasciano sul muro del palazzo; in una ritualità di scambio amoroso tra passato e contemporaneità, fuori dal tempo oltre lo spazio.